32 Dicembre (1988)
Con Luciano De Crescenzo, Silvio Ceccato, Enzo Cannavale, Massimo Serato
La trama
Tre episodi, tre apologhi. Nel primo due figuranti vengono "scritturati" da una signora per assecondare la pazzia del marit,o che si crede Socrate, ma lui dice di non essere pazzo: lo fa solo per la moglie che si crede Santippe. Nel secondo, una coppia più che matura è ostacolata dai gretti familiari, timorosi di perdere l'eredità. Finale a Napoli dove Alfonso non ha i soldi per comprare ai figli i tradizionali "botti" di fine anno.
De Crescenzo regista, sceneggiatore e interprete (si è riservato una piccola parte in ogni storia) si destreggia tra pretese culturali e divertimento. Con un lui un cast di ottimi attori napoletani.
L'opinione più discussa
Di sasso67 scritta il 06/02/2010
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [3]
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6 febbraio 2010 Opinione di sasso67 su "32 Dicembre"
Questa commedia filosoficamente leggera e leggermente filosofica, tutta basata sulla messa in discussione del concetto di tempo è riuscita per almeno due terzi – dei tre episodi, quello centrale, La gialla farfalla, è il meno riuscito – e rappresenta una delle cose in assoluto migliori di un autore (nel cinema come nella scrittura) talvolta insopportabile. Veramente notevoli il primo episodio (Ypocritès) e il terzo (I penultimi fuochi) con un grande...
voto al film: 
8 maggio 2008 Opinione di mm40 su "32 Dicembre"
De Crescenzo insiste nei suoi soliloqui, avendo almeno l'accortezza di metterli qui in bocca ad altri protagonisti. Anche se poi si riserva un ruolo secondario in ogni episodio del film. Cento minuti che volano fra frasi fatte, banalità, filosofia spicciola e tanta, tanto ostentata napoletanità. Le storielle non sono pessime, ma certo non brillano per inventiva; il cast per lo meno è decente.
voto al film: 
28 maggio 2007 Opinione di antonio de curtis su "32 Dicembre"
Straordinario Enzo Cannavale
voto al film: 
1 febbraio 2005 Opinione di scandoniano su "32 Dicembre"
Tre episodi che ruotano intorno alla visione e alla coscienza del tempo. In ognuno di essi si sviluppano storie più o meno grandi che spaziano tra il solito folklore napoletano e pillole di aristotelica saggezza. Nel complesso un film godibile, ma privo di quella profondità necessaria ad arrivare ad un giudizio positivo: troppo superficiali le storie (se si esclude l’ultima con un grande Enzo Cannavale), troppo indigesta la commistione tra argomenti seri e rappresentazioni facete.
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [3]
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