La croce di ferro (1977)
Con James Coburn, James Mason, Maximilian Schell, Senta Berger
La trama
Siamo nel 1943, sul fronte russo; i tedeschi tentano di resistere all'avanzata sovietica. Il capitano Stransky è un aristocratico, che vorrebbe ottenere la croce di ferro al valor militare senza meritarla. Il valoroso caporale Steiner ostacola i suoi tentativi e per questo viene abbandonato con la sua pattuglia di fronte all'offensiva nemica.
Per Peckinpah gli eroi sono i perdenti, dunque i tedeschi, e il migliore di tutti ha il volto appuntito e l'andatura dinoccolata di James Coburn. La guerra è solo un inferno di carne a brandelli e di nessuna morale: tanto vale morire ridendoci sopra.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 23/08/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
12 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "La croce di ferro"
Buon film di guerra che questa volta è visto con gli occhi dei tedeschi.
voto al film: 
23 agosto 2011 Opinione di sasso67 su "La croce di ferro"
Secondo me affermare - come fa per esempio Mereghetti - che qui l'uso del ralenti denuncia un atteggiamento compiaciuto nei confronti della guerra significa dire una grossa baggianata, figlia con ogni probabilità di una lettura superficiale del film. Ha ragione, invece, Valerio Caprara, quando parla (nel Castoro su Peckimpah) dei personaggi della Croce di ferro «come immersi in un trip allucinogeno» ed è, questo, un modo legittimo di descrivere la guerra, secondo un...
voto al film: 
16 febbraio 2011 Opinione di Cipolla Colt su "La croce di ferro"
bellissimo film sulla seconda guerra mondiale dove per la prima volta i protagonisti sono i tedeschi, sempre visti come nemici. sicuramente è uno dei migliri titoli girati da Peckinpah.
voto al film: 
31 gennaio 2010 Opinione di bellahenry su "La croce di ferro"
nazisti capelloni,con la barba incolta,sporchi,senza nessuna fede nell'ideologia e nel fanatismo e gay?ebbene sì...perchè è così che ce li mostra, forse per la prima volta , il regista Peckinpah. ci mostra uno dei fronti di guerra più brutti di sempre durante il piu grande conflitto della storia e ce lo mostra con un realismo eccezionale. i soldati sono veri come le loro idee e i loro intenti. l'inizio del film perde un po dal punto di vista del ritmo...
voto al film: 
25 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "La croce di ferro"
Nel cinema western degli anni ’60 ci sono stati due grandi innovatori del genere che hanno tagliato i ponti con il passato rappresentato principalmente da John Ford e A.Mann e rispondevano ai nomi di Sergio Leone e Sam Peckinpah. Quest’ultimo con SIERRA CHARRIBA e IL MUCCHIO SELVAGGIO ha marcato le distanze dai grandi del passato per la violenza realista e talvolta iperrealista delle sue scene, per i suoi antieroi perdenti in netto contrasto con gli eroi alla John Wayne,...
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17 aprile 2009 Opinione di wang yu su "La croce di ferro"
gran film di guerra con scene spettacolari e di impressionante realismo
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31 marzo 2008 Opinione di will kane su "La croce di ferro"
Se film di guerra doveva essere, poteva essere convenzionale l'apporto di Sam Peckinpah al genere? In tempi di kolossal sulla seconda guerra mondiale ( il robusto fiasco di "Quell'ultimo ponte" è contemporaneo) e di primi lavori sulla guerra del Vietnam, il regista di "Pat Garrett & Billy the Kid" realizzò un film antimilitarista scegliendo di raccontare la Guerra con l'ottica dei tedeschi in piena dèbacle , allo sbando, con tutti i conflitti interni all'esercito in piena espansione. Il...
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18 ottobre 2007 Opinione di bradipo68 su "La croce di ferro"
A mio parere stilisticamente è il suo film piu'vicino al Mucchio Selvaggio,con un manipolo di valorosi,condannati alla sconfitta in una guerra sporca di trincea,di carne fango e sangue.La vena antimilitarista di Peckinpah è evidentissima,il finale è un solenne sbeffeggiamento delle gerarchie,delle onoreficenze e della guerra nel suo insieme.Coburn conferisce un accento epico al suo personaggio,a suo modo d'onore in questo macello di sangue.Ingiustamente sottovalutato,uno dei miei...
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6 giugno 2006 Opinione di sokurov su "La croce di ferro"
Ingiustamente sottovalutato da alcuni critici, ai quali, evidentemente, ha dato fastidio che Peckinpah abbia messo il dito nella piaga. Una piaga chiamata guerra, organizzata da idioti (la cui madre è sempre incinta, come recita il cartello finale) e fatta fare a povera carne da cannone. La guerra devasta il fisico e soprattutto l'anima, la psiche. Lo stesso protagonista ha paura di ciò che sarà di se stesso senza la guerra. Voto 8/10
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29 aprile 2005 Opinione di full metal ale su "La croce di ferro"
Delirante film antimilitarista dove il bravo Peckinpah mette in campo tutte le risorse del suo talento visionario e allucinato per smitizzare la guerra e il cinema bellico con i suoi stereotipi. Indimenticabili i titoli di testa e di coda e le allucinazioni di Coburn all’ospedale. Il finale è straziante.
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