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Opinione di sasso67 su La croce di ferro

[Cross of Iron, USA 1977, Guerra, durata 135']   Regia di Sam Peckinpah
Con James Coburn, James Mason, Maximilian Schell, Senta Berger




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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23/08/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Secondo me affermare - come fa per esempio Mereghetti - che qui l'uso del ralenti denuncia un atteggiamento compiaciuto nei confronti della guerra significa dire una grossa baggianata, figlia con ogni probabilità di una lettura superficiale del film. Ha ragione, invece, Valerio Caprara, quando parla (nel Castoro su Peckimpah) dei personaggi della Croce di ferro «come immersi in un trip allucinogeno» ed è, questo, un modo legittimo di descrivere la guerra, secondo un andamento originale che verrà ripreso in seguito da alcuni film, in particolare sulla guerra del Vietnam. L'occhio di Peckimpah è indubbiamente nuovo, anche se, tutto sommato, si può ben guardare alla sua opera bellica (questa) come ad un western crepuscolare ambientato fra le trincee ed i cavalli di Frisia della Seconda Guerra Mondiale. Il regista del Mucchio selvaggio mette in scena il Nemico (anzi i Nemici per anotonomasia: i Tedeschi, nemici di guerra, ed i Russi, nemici del dopoguerra), identidicandosi con esso ed usanfo la sua disillusione di sconfitto per pronunciare una condanna senza appello della guerra e delle idee - probabilmente tutte - che vi hanno condotto e della retorica che le sta attorno. Questi aspiranti eroi nel "mondo delle idee", ma antieroi nel fango dei campi di battaglia, sono destinati a soccombere, senza nemmeno la consolazione del tramonto che salutava il mucchio selvaggio: una risata, amarissima, li seppellirà.


SI

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