Sadismo (1970)
Con Mick Jagger, James Fox, Anita Pallenberg
La trama
Il gioco al massacro di un gangster e dei suoi tre "sudditi".
Un criminale in fuga si rifugia in uno scantinato, inseguito dai complici e dalla polizia. Nel rifugio trova un cantante drogato insieme alle sue due amanti. L'uomo, intuito il meccanismo del "triangolo", si insinua nel gioco diventando l'elemento dominante e rendendo gli altri suoi "sudditi".
Esordio alla regia di Nicolas Roeg, che co-dirige insieme a Donald Cammel (quest'ultimo anche sceneggiatore). Evidenti, a partire dalla presenza di James Fox, i riferimenti a _Il servo_ di Losey. Splendido Jagger, ma legati agli Stones sono anche Anita Pallenberg (fidanzata di Brian Jones e poi di Keith Richards) e l'autore della colonna sonora Jack Nitzsche.
L'opinione più recente
Di bradipo68 scritta il 06/05/2009
Voto al film: 
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6 maggio 2009 Opinione di bradipo68 su "Sadismo"
Un triangolo morboso che diventa quadrilatero.Un gangster di piccola tacca per uno sgarro alla mala(un omicidio)è cercato sia dalla polizia che dagli altri gangsters.Capita in uno scantinato dove c'è un cantante una volta di successo e due donne in un triangolo morboso.Lui diventa il quarto lato ma diviene quello dominante in questo gioco di seduzione rendendo gli altri suoi schiavi in un delirio pop psichedelico a base di droga,sesso e musica.Concettualmente debitore evidente de Il servo...
voto al film: 
1 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Sadismo"
Principalmente film drammatico, un po' commediola, un po' musicale (c'è anche spazio per una specie di 'videoclip', in pieno stile musicarello nostrano: nessuna connessione logica, parte la canzone, Jagger si dimena), qualche accenno di costume - nel ruolo proprio di Jagger, rockstar dissoluta, tossica ed insaziabile di sesso - ed una discreta dose di noir che sconfina talvolta nel pulp. Sangue e montaggio frenetico (qua e là anche piuttosto fantasioso, ma nulla di estremamente originale),...
voto al film: 
21 marzo 2009 Opinione di kotrab su "Sadismo"
Interessanti ammiccamenti al Servo di Losey/Pinter da parte di Roeg/Cammell in chiave perversa, pop e psichedelica, quindi sui rapporti di sopraffazione, di seduzione e sfruttamento in una atmosfera ambigua. Belle le invenzioni visive e di ripresa, con brillanti décadrages come a formare dei puzzles, grandangoli, grovigli di corpi, luci, ombre e flash visionari, stimolanti e surreali giochi di specchi. Qualche caduta di tensione nella parte centrale, ma riuscito. 7 1/2
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