L'armata Brancaleone (1966)
Con Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Maria Grazia Buccella, Barbara Steele, Carlo Pisacane
La trama
Brancaleone da Norcia, tanto straccione quanto magniloquente, sta per partecipare a un torneo.?Qui viene avvicinato da un gruppetto di miserabili in possesso di una pergamena che assicura al cavaliere che la detiene il feudo di Aurocastro. Strada facendo incontrano il bizantino Teofilatto, occupano un paese dove imperversa la peste, salvano una stravagante promessa sposa. Giunti alla meta, vengono assaliti dai Saraceni...
La spiritosa reinvenzione di un linguaggio aulico, il gioioso impegno degli interpreti e la brillante conduzione registica danno vita a un’ottima commedia di notevole intelligenza. Un autentico capolavoro del cinema popolare italiano, scritto da Monicelli con Age e Scarpelli.
L'opinione più votata
Di luisasalvi scritta il 30/11/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Ne avevo fatto uno studio trentatre anni fa, quando era uscito, e l'avevo proposto ad Aristarco che senza leggerlo aveva rifiutato per principio ogni studio su Monicelli, da lui disprezzato. "Fosse Fellini, non ci piace ma essendo molto noto potremmo anche scriverne qualcosa": lo aveva associato (per caso?) a Fellini; anche io, nel mio studio, a Giulietta degli spiriti, se non altro per le scenografie di Gherardi. Non ho più inviato ad altri l'articolo, rimasto inedito e ora forse perduto; il film poi l'ho rivisto poco, perché a Irene non piace, ma ogni volta lo rivedo con piacere e mi sembra ottimo. Non intendo farne un esame che sarebbe certamente inferiore a quello fatto a suo tempo dopo uno studio più attento. Ma il sunto di Di Giammatteo è tutto sbagliato, perfino di un filmetto facile facile come questo: durante un assalto di briganti (longobardi?) un prode cavaliere dopo strenua difesa è lasciato come morto; tre poveri diavoli scampati all'attacco rubacchiano ai cadaveri, e nella sacca del cavaliere prendono una pergamena che affida al latore il feudo di Aurocastro nelle Puglie, con l'incarico di difenderlo da … attacchi saraceni; ma uno strappo ha eliminato le parole conclusive. L'ebreo Abacuc cui offrono il materiale rubato propone di consegnare la pergamena a un cavaliere povero che si impegni a dividere con loro i guadagni che ne derivino; lo trovano in Brancaleone. Segue la collana di avventure picaresche del gruppo, cui si aggiunge un fabbro tradito dalla moglie e uno scapestrato figlio di una peggior famiglia di nobili bizantini: duello, peste, adesione alla crociata di Zenone per esser salvati dalla peste, consegna di una vergine vogliosa allo sposo, visita alla famiglia bizantina, attacco saraceno, arrivo del cavaliere titolare del feudo che mette tutti al rogo e infine intervento di Zenone che li salva per portarli a morire alle crociate. Il tutto impastato efficacemente secondo la formula che fu già del Pulci, di deformazioni popolaresche di fatti e linguaggi, con doverosa miscela di elementi grotteschi e patetici, sentimentali e grossolani, con la presenza di amore e morte in chiave comica e seria.
Qualcuno ha scritto malamente che Brancaleone è "scampato alla peste e alle voglie di una vedova impaziente"; in realtà era più impaziente lui, ma poi scopre che lei è vedova di un marito morto di peste il giorno prima, come quasi tutta la città, e che lei e chi la tocca è destinato alla stessa fine; ma altri "critici" senza aver visto il film ripetono la stessa frase, di bell'effetto ma che, unita all'impegno assunto e mantenuto di non toccare la vergine che gli è stata affidata, fa di Brancaleone un asceta o un omosessuale, che non è proprio l'impressione che il film voleva darne: Di Giammatteo senza badare alla coerenza lo dice anche "in cerca di appetitose donzelle"; fa del vecchio Abacuc un brigante assalitore di cavalieri, poi confonde le truppe scelte e disciplinate del vero titolare di Aurocastro, che era stato aggredito all'inizio (ma non dai nostri eroi!), con i pellegrini al seguito di Zenone redivivo, che salveranno i nostri dalle giuste ire del cavaliere...
Segnalo le belle invenzioni della morte di Abacuc, disteso nel suo baule cassaforte rifugio, in un posto molto bello, fra gli amici che lo consolano e gli assicurano una vita eterna di sogno, fatta di cibi e di riposo e di assenza di dolore, tale da render tutti invidiosi della sua sorte e desiderosi di seguirlo, mentre lui si addormenta in pace. Nel giusto equilibrio fra commozione e ironia, che evita sia il farsesco che il sentimentale. Altre volte il peso si sposta più da una parte o dall'altra; ma è giusto che sia così, nell'economia del film.
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [39]
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25 maggio 2012 Opinione di Joeycruel su "L'armata Brancaleone"
Sopravvalutato, scollato, derivativo e vuoto. Se questo film fosse stato girato 10 anni dopo e al posto di Monicelli e Gassman avessimo avuto delle parodie di registi e attori, di sicuro ci saremmo ritrovati tra le mani un ributtante film decamerotico! Questo film non porta da nessuna parte, non strappa risate tranne che con il personaggio dell'invasato religioso e Brancaleone e la sua armata sono letteralmente insopportabili nel riunire il peggio dell'Italia, con il loro essere ignoranti,...
voto al film: 
18 marzo 2011 Opinione di Baliverna su "L'armata Brancaleone"
Mi rendo conto che vado a toccare un mito del cinema popolare italiano, ma a me è sembrato un discreto intrattenimento e nulla più. Gli elementi migliori sono la magnifica interpretazione di Gassman, il linguaggio solenne semi-inventato, e certi episodi come l'irruzione dei saraceni nella città fortificata. C'è anche qualche altro discreto episodio laterale. Quello che mi piace meno, invece, è che il tono scherzoso e minimalista (a tratti simpatico) non di...
voto al film: 
7 febbraio 2011 Opinione di ViolettaBeauregarde su "L'armata Brancaleone"
L'avventura dell'armata di Brancaleone da Norcia è un appuntamento imperdibile con la commedia all'italiana, non solo perchè ormai è diventato a pieno titolo un cult, ma perchè rappresenta il buon vecchio cinema all'italiana scanzonato e provocatorio. L'ambientazione è perfetta e i suoni di sottofondo spesso confondono le battute, è proprio quello che, forse, è la trovata più riuscita di Monicelli.
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29 gennaio 2011 Opinione di Matty9090 su "L'armata Brancaleone"
E' un geniale capolavoro artistico...questo è indubbio. Monicelli è stato davvero il maestro della commedia italiana; in questa grande pellicola narra la storia comico-cavalleresca di uno squinternato e maldestro cavaliere (Brancaleone) in viaggio insieme ad una scalcagnata schiera di eccentrici personaggi (la famosa armata) alla presa del feudo di Aurocastro. Attraversando tutta la penisola si imbatteranno in molte situazioni avventurosa nelle quali il povero...
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24 gennaio 2011 Opinione di wundt su "L'armata Brancaleone"
Assoluto capolavoro del Maestro Monicelli.
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20 dicembre 2010 Opinione di Artemisia1593 su "L'armata Brancaleone"
Un film originale e divertente. E' buffo notare che, rivedendolo dopo quasi quarant'anni, ho notato cose che da piccola non avevo notato: l'estrema violenza e precarieta' dell'esistenza dei secoli bui, l'estroso abbigliamento dei ricchi (soprattutto i copricapo assurdi), ecc.
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12 dicembre 2010 Opinione di Fanny Sally su "L'armata Brancaleone"
Irriverente rivisitazione di un Medioevo sgangherato e caotico popolato da eroi improbabili, ladroni da strapazzo, soavi fanciulle che nascondono un'anima trasgressiva, miseria e falso misticismo, esibizioni di una spassosa cultura maccheronica, scontro di ideali nobili e opportunistici. Vicende degne di un poema comico-cavalleresco narrate da una regia intinta di un'ironia sorniona e divertita, comicità slapstick, a tratti quasi demenziale, interpreti memorabili. Classico...
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6 dicembre 2010 Opinione di bukowski91 su "L'armata Brancaleone"
"Lo mio nome est brancaleone da norcia!" Questa è la presentazione di brancaleone, un antieroe che si crede un eroe per aver ricevuto una pergamena che lo attestava come il comandante di aurocastro. Monicelli così rivisita il medioevo con ironia, vedendola dalla parte dei più deboli(che non è una novità nel suo cinema), descrivendo passo passo le (dis)avventure dell' armata di brancaleone, tra combattimenti maldestri, incontri con fanatici religiosi e donne...
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30 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "L'armata Brancaleone"
Ricevuta una mappa che conferisce al suo possessore il diritto sulle terre di Aurocastro delle Puglie, Brancaleone (Vittorio Gassman) parte col suo esercito microscopico di soldati scalcinati alla volta della meta prefissa. Dopo le vicissitudini del viaggio, arrivato sul posto Brancaleone trova i Saladini che vorrebbero impalarlo con i suoi. Viene salvato dal legittimo possessore di quelle terre, sta per essere ucciso di nuovo quando un predicatore (Enrico Maria Salerno), incitando...
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30 novembre 2010 Opinione di luisasalvi su "L'armata Brancaleone"
29-11-2010, notte. È morto Monicelli. È tardi, ma riporto, in suo onore e a suo ricordo, quanto avevo scritto 10 anni fa (nel 2000) su L'armata Brancaleone, girato negli stessi studi della Cineriz in cui era appena stato terminato Giulietta degli spiriti, su cui avevo pubblicato il mio primo articolo di cinema e fatto una tesi di laurea. Ne avevo fatto uno studio trentatre anni fa, quando era uscito, e l'avevo proposto ad Aristarco che senza leggerlo aveva rifiutato per...
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