Detour (1945)
Con Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake, Edmund MacDonald
La trama
Un viaggio in autostop verso Los Angeles si trasforma in un inferno (con due cadaveri). Agghiacciante film dalle atmosfere kafkiane, in cui a partire da un inizio casuale (l'uomo a cui il protagonista dà un passaggio muore in macchina) si scatena una serie implacabile di eventi. Narrato in flash-back dalla voce fuori campo del protagonista, uno dei capolavori assoluti del B-movie, che trasforma in punti di forza tutte le carenze economiche e produttive. Celebre il piano sequenza finale di sei minuti con il telefono che squilla.
L'opinione più votata
Di Cafe Jonquille scritta il 26/05/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
poi ritrovarsi ad avere a che fare nuovamente
e per sempre con le stesse persone, luoghi e
situazioni, magari altre, ma identiche.
Lo sguardo che il cliente-protagonista ha nel bar ad inizio
film è lo sguardo rassegnato di chi ancora viva d’illusione men-
tre tenta di liberarsene, mentre continua il suo Detour…
L’ossessione del Detour, sia della comprensioe filosofica del
Detour che dello stesso vivere e farsi vivere del Detour è ben e-
spresso da questa frase- situazione (un cliente ascolta un
motivetto che l’ossessiona):
Quel motivo! Perché quel maledetto motivo mi seguiva ovun-
que senza darmi tregua? Avete mai desiderato cancellare
un pezzo della vostra memoria senza riuscirci?
Potete cambiare ambiente. Ma basterà un profumo o una frase
detta da qualcuno e ci cascherete di nuovo.
Detour cinematografico del ripresentarsi di oggetti, simboli, espressioni,canzoni, concetti… Come un bicchiere continuamente rotto… sempre lo stesso…
Altri Detour:
la ragazza di “Su, su, due volte vergine di Wakamatsu”
Il pianoforte in “Detour”
Il rapimento
Colpevolezza o innocenza dell’altrui
morte
Temi ed elementi:
l’ossessione della musica
l’ossessione dell’amore
L’ossessione per la donna
l’ossessione degli uomini per i soldi
Il rapimento
Colpevolezza o innocenza dell’altrui morte
Altri Detour consigliati:
“RUNNING IN MADNESS, DYING IN LOVE”
“Su, su due volte vergine”
Tutta la filmografia di Koji Wakamatsu
- negative [1]
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1 ottobre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Detour"
In sè è un buon noir ma ha decisamente dei valori aggiunti. Uno è dato dal fatto che sia stato girato con risorse limitate ed in tempi record e l'altro è l'aver dato il via a tematiche "oniriche" che sicuramente non erano proprie di questo genere. Una contaminazione perfettamente riuscita che vede tra i più illustri epigoni lo Scorsese di Fuori Orario e Al di là della vita. Ha fatto scuola, si lascia guardare con piacere e lascia lo spettatore sempre sul filo dell'incertezza con una...
voto al film: 
14 giugno 2011 Opinione di touchofevil77 su "Detour"
Girato in soli sei giorni, con mezzi,attori e location di fortuna,in poco più di un'ora, Ulmer riesce a realizzare un film dove gli elementi tipici del cinema noir si aprono nella spirale del racconto filosofico esistenzialista fino a chiudersi in un finale claustrofobico ed allucinato. La fattura da B-movie,con errori tecnici, un montaggio che sembra prendersi beffa della narrazione a flashback - creando infiniti buchi temporali - acutizza ancora di più la tensione di un...
voto al film: 
26 maggio 2011 Opinione di Cafe Jonquille su "Detour"
Scappare da situazioni, persone, luoghi, per poi ritrovarsi ad avere a che fare nuovamente e per sempre con le stesse persone, luoghi e situazioni, magari altre, ma identiche. Lo sguardo che il cliente-protagonista ha nel bar ad inizio film è lo sguardo rassegnato di chi ancora viva d’illusione men- tre tenta di liberarsene, mentre continua il suo Detour… L’ossessione del Detour, sia della comprensioe filosofica del Detour che dello stesso...
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5 maggio 2011 Opinione di satura su "Detour"
Capolavoro che non diventerà mai un classico. Tutto (nulla) è affidato al caso.
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27 aprile 2011 Opinione di Axeroth su "Detour"
VIAGGIO NEL DESTINO, DEVIAZIONE PER L'INFERNO | Era un uomo comune e conduceva una vita normale, ma il destino gli è stato tiranno ,ed è finito male. Questa poesia cinematografica di Ulmer determina uno dei capisaldi del genere Noir, girato ed organizzato con pochi mezzi, e con una narrazione ed una sceneggiatura magistrale. Tutto è costruito su un flashback che parte da un bar dove un jukebox fa partire il disco con la canzone che Albert (Tom Neal) e...
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11 febbraio 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Detour"
(Blanc et) Noir pennellato con inventiva da luci e ombre, zoom, fuorifuoco e (voce) fuori campo, trovate geniali (il cavo del telefono), piano sequenza, flashback, tutto al servizio della pochezza dei mezzi e delle tante buone idee. Il Destino e il suo Zampino. Un piccolo grande lungometraggio che alla tenera età di 66 anni si fa ancora rispettare.
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20 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "Detour"
Un vero capolavoro, quasi nascosto dal tempo e dalla critica e non sappiamo davvero perché, eppure Scorsese e Lynch lo hanno rivalutato e non a caso, e basta vederlo per accorgersi che miracolo di film possa essere. Una storia costruita in un'aria afosa kafkiana, che porta vanti un discorso personalmente noir, che appassiona che il finale, volutamente, non risolve: Un film che fa luce e strada sul genere in maniera memorabile. Quando la voce fuori campo fa parte del film...
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30 luglio 2009 Opinione di mmciak su "Detour"
"Detour" diretto nel 1945 dal regista Tedesco Edgar G. Ulmer,è diventato ormai un Cult U.S.A e non solo perché era un prodotto semisconosciuto. La storia racconta di Al Roberts che si mette in viaggio verso la California per incontrare la fidanzata e allora si mette a fare l'autostop. Ha la fortuna che si ferma un uomo che si rende disponibile a dagli un passaggio,ma la cattiva sorte è in agguato e muore al volante. Allora Al nasconde il corpo...
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17 febbraio 2009 Opinione di jonas su "Detour"
Quintessenza del noir classico, porta fino alle estreme conseguenze (e anche oltre, sfociando quasi nell’assurdo) gli elementi propri del genere: un oscuro senso di minaccia, la tragica fatalità del destino e l’impossibilità di reazione da parte del singolo. Il protagonista si trova a dover gestire, senza (quasi) averne colpa, due cadaveri: l’uomo che gli aveva dato un passaggio in macchina, di cui aveva nascosto il corpo per paura della polizia, e la donna che per questo fatto lo...
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24 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Detour"
Un solitario viaggio, anche musicale, attraverso le occasioni mancate e le trappole dell’esistenza. Nella prima parte, la melodia non è un commento in sottofondo, ma è l’anima stessa della storia, che si pone prepotentemente in primo piano: è il concerto degli stati d’animo, di una passione per una donna e per la musica, che, nella seconda parte, l’asfalto finirà per consumare, rendendo la prima irraggiungibile, la seconda insopportabile. Superba la recitazione, che porge, ad...
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- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [23]
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