Il segno del leone (1959)
Con Jess Hahn, Van Doude, Jean-Luc Godard, Stéphane Audran
La trama
Pierre, musicista squattrinato, sta per diventare ricco grazie a un'eredità. Per celebrare l'avvenimento, si fa prestare dei soldi dagli amici e organizza una grande festa. Poi l'eredità va a suo cugino e allora Pierre resta solo a vagabondare in una Parigi estiva e deserta, familiarizzando con i clochard, ubriacandosi nei bar. È in uno di questi che lo raggiunge la notizia: il cugino è morto in un incidente.
Primo film di Rohmer, uscito in Francia con tre anni di ritardo e in maniera quasi clandestina. È un racconto morale in cui il destino (e la musica) gioca un ruolo determinante. Un breve ruolo, quello del melomane, per Jean-Luc Godard.
L'opinione più recente
Di mm40 scritta il 12/08/2009
Voto al film: 
- negative [1]
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- positive [7]
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12 agosto 2009 Opinione di mm40 su "Il segno del leone"
Il destino e la sua mano pesantissima, che cala implacabile sulla frastornata testa di Pierre, generando in lui un'alternanza di stati mentali completamente opposti, dall'euforia all'incredulità e ritorno. Parabola efficace, ma non particolarmente vivace, piuttosto suggestiva, quella con cui esordisce Rohmer, entrando di diritto nel novero degli autori della Nouvelle Vague. Malinconia a fiotti nelle sequenze vagabonde per la desolata Parigi estiva.
voto al film: 
16 marzo 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Il segno del leone"
Si tende sempre ad accomunare e poi rapportare i vari Cahiers ad ogni occasione, dunque perchè non avanzare un accostamento nel parlare delle loro opere prime? All’epoca della sua realizzazione (ormai mezzo secolo fa) probabilmente “Il segno del leone” venne definito semplicemente l’interessante esordio di un giovane critico cinematografico. Più che giusto, dato che non si tratta nè di un capolavoro nè di un film rivoluzionario come lo furono gli esordi di Truffaut, Resnais e...
voto al film: 
9 novembre 2008 Opinione di jonas su "Il segno del leone"
Nel primo lungometraggio di Rohmer il caso (sia pure in forma un po’ elementare, viene tirata in ballo l’astrologia) è già il padrone assoluto della vicenda. I personaggi sono burattini senza spessore sballottati qua e là; il principale di essi è un individuo senz’arte né parte che vivacchia di espedienti non sempre legali (quando gli viene proposto di far passare materiale sporco alla dogana non ha nulla da obiettare), e il regista non fa...
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6 ottobre 2008 Opinione di teaestefano su "Il segno del leone"
Interessante opera prima di Rohmer, anche se indiscutibilmente fredda e asettica. Il suo pregio maggiore è secondo me la descrizione minuziosa e realistica del lento degrado del protagonista, dalla prima notte sulla panchina fino a diventare un barbone ubriacone. Benché descriva una tragedia umana, il tono è sempre contenuto e quasi distaccato. Il lieto fine arriva, ma in un modo che il sospiro di sollievo esce un po'strozzato. L'amico infatti - benché lo stia cercando dappertutto -...
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2 ottobre 2008 Opinione di bradipo68 su "Il segno del leone"
E'il film d'esordio di uno dei miei registi preferiti,Rohmer.Ed è parecchio diverso da quello che fara'nella sua filmografia che si estende,fortunatamente per noi fino al giorno d'oggi.Lo stile qui è molto diretto,i dialoghi non sono cosi'fitti come nella quasi totalita'dei suoi film ma si assiste impotenti al girovagare di questo omone in una Parigi estiva fatta di lungofiume,locali strapieni di gente e un andirivieni costante sui viali assolati e accalorati dall'afa estiva.Ha sfiorato...
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18 settembre 2008 Opinione di OGM su "Il segno del leone"
Pierre Wesselrin è un omone dal carattere orgoglioso e ruggente che, credendosi erede di una colossale fortuna, brucia in poche ore le tappe tra euforia, megalomania e delirio d’onnipotenza. Poi, quando l’illusione si sgonfia, e lui si ritrova al verde, si riduce, come una trottola impazzita, a girovagare per un città che, mentre apparentemente lo respinge, in realtà lo tiene prigioniero. Costretto a fuggire dai debiti che va seminando lungo il cammino, si mette a sfogliare le pagine...
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15 settembre 2008 Opinione di chribio1 su "Il segno del leone"
film con ambientazione tipica fine anni '50 ma il film in se' non mi ha convinto molto.voto.5.5.
voto al film: 
13 luglio 2008 Opinione di bubuwest su "Il segno del leone"
Il film d'esordio di Rohmer contiene già i grandi temi del suo cinema, ma a colpire è la naturalezza della resa filmica, in piena ubbidienza ai dettami della "Nouvelle Vague", tanto che non si avverte neanche l'ombra della recitazione.
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2 giugno 2006 Opinione di PP su "Il segno del leone"
voto 6,5. Viene accarezzato il tema della solitudine della condizione umana, attraverso l'impegnativa metafora del vagabondo; tuttavia lo sfondo è lieve e quasi fiabesco, con un finale pieno di ottimismo.
voto al film: 
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