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L'uomo che fuggì dal futuro (1971)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo che fuggì dal futuro: assente
Ritmo ritmo in L'uomo che fuggì dal futuro: presente
Impegno impegno in L'uomo che fuggì dal futuro: minimo
Tensione tensione in L'uomo che fuggì dal futuro: forte
Erotismo erotismo in L'uomo che fuggì dal futuro: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (voti: 45 media: 3,51) 45

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locandina di L'uomo che fuggì dal futuro

La trama

In una futura società autoritaria, gli uomini vivono sotto terra e sono ridotti a essere un numero di matricola. Perfino le differenze tra i sessi sono state abolite, l'amore proscritto, la riproduzione affidata a tecniche di laboratorio. Così quando THX 1138 s'innamora di LUH 417 l'autorità interviene mettendo in moto tutta la sua capacità repressiva per difendersi. Solo uno dei due "ribelli" riesce a salvarsi. Ottima "utopia negativa" alla Orwell; il film è asettico, angoscioso e bianco.È l'opera prima - ma anche la più sottile - di George Lucas, il regista che diventerà famoso con "Guerre stellari" e che tuttavia non sarà mai più così bravo. 

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L'opinione più votata

Di Immorale scritta il 08/10/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Lucas, al suo primo lungometraggio, ci fa sprofondare in un incubo: una società ipermaterialista dove l’uomo viene considerato esclusivamente come forza lavoro per la produzione di inquietanti automi, utilizzati poi come guardiani di un potere burocratico evanescente ed invisibile ma onnipresente e totalizzante. Le relazioni umane (soprattutto i contatti sessuali) vengono vietate in favore di una crescente ed imposta afasia, provocata dall’obbligo di consumare farmaci antidepressivi stordenti e da una attenta pianificazione  a tavolino di ogni attività umana; unico rifugio consentito è l’interno di “cabine” asettiche dove ci si può sollazzare (la masturbazione è automatizzata) e concedersi la visione di programmi televisivi masochistici, oppure ricevere conforto psicologico da una voce recitante enfatici slogan. Il regista pare fare sue istanze sessantottine e prettamente europee nella messa in mostra di questi uomini schiacciati da un potere assoluto ma “gommoso” (vgs. i discorsi degli internati), seguendo anche la scia lunga delle proteste montanti nella società americana per la guerra in Vietnam, e ci introduce in mondo lattiginoso e estraniante; le influenze principali sono l’Orwell di “1984” ma anche il “Fahrenheit  451” di Bradbury (l’uso di farmaci e le “pareti-televisori”), con in surplus una vena polemica nei confronti della società consumistica, all’epoca agli albori (tutto si riduce ad un calcolo convenentistico di profitti e perdite, anche le violazioni alle regole imposte dal potere) e pronta a fagocitare la società occidentale. Ottima la ridigitalizzazione della pellicola avvenuta nel 2004, che permette di godere appieno dell’ottima fotografia e buoni gli interpreti principali, perfettamente calati nella parte. Pessima la traduzione italiana del titolo originale (THX 1138).       
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Opinioni su L'uomo che fuggì dal futuro


18 gennaio 2011 Opinione di Luke Vacant su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Luke Vacant

Al suo primo film Lucas mostra al mondo il suo talento e forse dispiace il fatto che, "American Graffiti" a parte, in campo registico si sia solo interessato allla saga di "Guerre Stellari", ma tant'è. Il film è un vero inferno visivo, tutto bianco, tutto uguale, si sentono più voci computerizzate che non voci umane, è una scelta azzeccata. Tuttavia tre stelle, non perché presenti difetti di bruttezza, ma tutto il contrario: alla poetica delle immagini del...

voto al film: Luke Vacant assegna il voto sufficiente a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)


8 ottobre 2010 Opinione di Immorale su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Immorale

Lucas, al suo primo lungometraggio, ci fa sprofondare in un incubo: una società ipermaterialista dove l’uomo viene considerato esclusivamente come forza lavoro per la produzione di inquietanti automi, utilizzati poi come guardiani di un potere burocratico evanescente ed invisibile ma onnipresente e totalizzante. Le relazioni umane (soprattutto i contatti sessuali) vengono vietate in favore di una crescente ed imposta afasia, provocata dall’obbligo di consumare farmaci...

voto al film: Immorale assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

nessun commento
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11 marzo 2010 Opinione di Makp su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Makp

Prima di American Graffiti e dell'"industria" di Guerre Stellari, prima cioè di diventare uno dei quattro produttori di Hollywood da "billion-dollar-movie-franchise", George Lucas 27enne confeziona THX 1138. Si tratta di un film forse difficilmente godibile da spettatori non preparati, pressoché monocromatico e statico (ad eccezione della bella fuga finale e di pochi altri flash). Pur imperfetto, è un prezioso esempio del sottogenere di ispirazione "Orwelliana"...

voto al film: Makp assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)


25 novembre 2009 Opinione di FABIO1971 su "L'uomo che fuggì dal futuro"
FABIO1971

L'esordio dell'enfant prodige George Lucas, versione riveduta, ampliata e corretta del suo cortometraggio-tesi di laurea Electronic Labyrinth THX 1138 4EB, realizzato nel 1967: visionario, inquietante, claustrofobico, tra echi del George Orwell di 1984 e del Fritz Lang di Metropolis, immerge vorticosamente lo spettatore nell'agghiacciante universo apocalittico del XXV secolo, in cui l'intera razza umana, vittima di un regime totalitario, si è trasformata in una...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

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27 luglio 2009 Opinione di chribio1 su "L'uomo che fuggì dal futuro"
chribio1

di questo film avevo visto qualche scena forse su rete4 un paio di anni fa,oggi l'ho visto intero ma non mi ha molto convinto;i primi 20' + che far capire qualcosa ,incasinano il tutto e il finale e' forse un po' banale e scontato.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

1 commento

1 marzo 2009 Opinione di carlos brigante su "L'uomo che fuggì dal futuro"
carlos brigante

Lucas ha dichiarato che è un film "figlio" del presente (1971) frutto del particolare momento che il cinema americano (e la logica degli studios) stava attraversando. Si desiderava lavorare fuori dalle logiche standardizzate hollywoodiane e creare forme nuove di arte; si voleva sperimentare. Quanto detto è interessante, ma è un qualcosa di extra-filmico che non può essere percepito dallo spettatore che non conosce il "percorso storico" dell'opera. Lucas...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

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30 marzo 2008 Opinione di Natalie su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Natalie

Fantascienza intrisa di pessimismo cosmico, minimalista e straniante. Un capolavoro assoluto del cinema e il primo cult di Lucas. Imperdibile per ogni cinefilo.

voto al film: Natalie assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

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12 marzo 2008 Opinione di Skywalker501 su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Skywalker501

L'uomo che fuggì dal (proprio, terribile)futuro ovvero THX 1138, il nome, disumano nella sua fredda successione di sigle e numeri, del protagonista. Alienante e pessimista, l'angosciosa visione del futuro proprosta da Lucas apre scenari inquieti e inquietanti,supportata dalla libertà di immaginazione garantita dalla fantascienza. Ma in questo film siamo dalle parti di una fantascienza adulta, verosimile e quasi "profetica", non lontana da certi eccessi della realtà e dalla società...

voto al film: Skywalker501 assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)

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15 ottobre 2007 Opinione di Ben Hur su "L'uomo che fuggì dal futuro"
Ben Hur

L'insopprimibile libertà dell'uomo, che si esprime nel pensare e amare, vince la futura società basata sull'alienazione ottenuta con pseudo-religione, droghe e controllo assoluto. Angosciante la stanza bianca in cui è confinato Thx insieme ad altri "folli" che tuttavia hanno la facoltà di esprimersi e di reagire in qualche modo al sistema

voto al film: Ben Hur assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)


19 settembre 2006 Opinione di GREENY su "L'uomo che fuggì dal futuro"
GREENY

Capolavoro della fantascienza + visionaria,'anti-utopica' e adulta.Metafora inquietante ma soprattutto affascinante(poi ripresa da 1000 altri films)di una realtà imposta e 'irregimentata' senza spazio per l'individuo e le sue pulsioni,ma solo per un'ottusa devozione ai dogmi di un dio fittizio.Leggibile a svariati livelli,ha un finale 'catartico'.OTTIMO.

voto al film: GREENY assegna il voto buono a L'uomo che fuggì dal futuro (1971)




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