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Giungla d'asfalto (1950)

[The Asphalt Jungle, USA 1950, Noir, durata 112', b/n]   Regia di John Huston
Con Sterling Hayden, Sam Jaffe, Jean Hagen, Louis Calhern, Marilyn Monroe



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Giungla d'asfalto: minimo
Ritmo ritmo in Giungla d'asfalto: forte
Impegno impegno in Giungla d'asfalto: assente
Tensione tensione in Giungla d'asfalto: forte
Erotismo erotismo in Giungla d'asfalto: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Giungla d'asfalto (voti: 71 media: 4,31) 71

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La trama

Durante la permanenza in carcere Doc ha studiato un piano infallibile per rubare una partita di gioielli. Quando esce si prepara a eseguirlo. Alonzo Emmerich, un avvocato di pochi scrupoli, accetta di aiutarlo procurandogli i soldi necessari, ottenendoli in prestito dallo strozzino Cobby. Il colpo riesce, anche se uno dei componenti della banda viene ucciso. Poi però le cose precipitano: tra scontri interni durante la divisione del bottino e intervento della polizia, la banda si sgretola.  

Huston affronta il noir ribaltandolo. Non più Sam Spade ("Il mistero del falco"), ma il punto di vista dei rapinatori, inghiottiti, a uno a uno, dalla spirale di rivalità, avidità, vendetta. Tratto dal romanzo di W. R. Burnett e sceneggiato dallo stesso Huston con Ben Maddow, è un capolavoro di vigore narrativo e morale, chiuso in un mondo di asprezze e tradimenti, delineato dal bianco e nero fulminante di Harold Rosson. Perfetti i tre protagonisti Sterling Hayden, Louis Calhern, Jean Hagen, imbronciata la giovanissima Marilyn Monroe nella prima piccola parte di rilievo.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 8/1999

Capolavoro di vigore narrativo e morale, diretto dal grande John Huston

Forse il “padre” dei moderni film di rapina: scattante e impietoso, predestinato al “unhappy end” fin dalle prime battute, essenziale nella sua galleria di personaggi antieroici. John Huston nel 1950 è in stato di grazia, ha appena diretto “Il tesoro della Sierra Madre” e “Stanotte sorgerà il sole” e affronta il noir ribaltandolo. Non più Sam Spade (“Il mistero del falco”), ma il punto di vista dei rapinatori, inghiottiti, uno a uno, dalla spirale di rivalità, avidità, vendetta. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 11/04/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il fascino spogliato del mito. Piccoli mascalzoni, anziché grandi eroi. Bamboline goffe e acerbe, al posto delle dive fatali. Un colpo criminale non particolarmente ingegnoso, in cui tutto va a rotoli, compreso il tentativo di doppio gioco. Questo film è l’anti-classico per eccellenza, che sfida la tradizionale perfezione formale del noir pur senza rinunciare alla ricercatezza della narrazione indiretta, all’eleganza delle allusioni, alla luminosa bellezza dei sogni che brillano negli occhi. In un mondo fatto veramente male, ciò che resta è solo l’illusione di poter realizzare qualcosa di importante, fosse pure un clamoroso furto di gioielli, o un grosso imbroglio, perché anche questi sono ambiziosi progetti che servono ad affermare la propria presenza creatrice nel turbinio della giungla metropolitana, e a provare la propria capacità di lottare ad armi pari contro un destino che diffonde l’infelicità e rende vana ogni cosa. Crime is the left-handed form of human endeavour: il crimine è la forma mancina dell’impresa umana, perché quando la società ci offre solo difficoltà e sfortuna, viene istintivo volerla ripagare con la stessa moneta. L’illegalità è la logica risposta all’ingiustizia, il complotto la naturale reazione alle trame della cattiva sorte; e poco importa se, in quest’ultima, tanta parte hanno avuto i nostri errori. I protagonisti di questa storia, coltivano, anziché le solite luminosi ambizioni di successo, il cupo vizio di volersi riprendere, con gli interessi, ciò che è stato loro negato: la libertà di movimento, la serenità dell’infanzia, la salute fisica, la sicurezza del benessere. Tutti, però, cercano la via più facile e, in questo modo, incorrono in una rapida e miserevole sconfitta, anziché uscire vittoriosi, come i gangster da leggenda, dal labirinto di una storia intricata e ricca di colpi di scena. A Dix, Emmerich, Doc e Gus è negato anche il decoro della resa onorevole, o della morte gloriosa: la loro vicenda comincia e finisce nella mediocrità, e percorre la piatta parabola delle mosse maldestre, delle iniziative da poveri diavoli, che puntano alla mèta senza tener conto delle condizioni della strada, né delle loro abilità di conducenti. Nelle loro mani, persino il “male” – quel dèmone che suole aggrapparsi saldamente all’anima -  è una sostanza scivolosa, priva di forma, che sfugge al controllo seminando il caos, l’indecisione, il delirio. La follia del caso, che è il vivido spirito romanzesco di tutte le avventure criminali, è qui ridotta a quella semplice, squallida mancanza di lucidità che s’instaura nella mente in cui l’ingenuità si mescola alla vigliaccheria. È questa il vero rullo compressore che schiaccia ogni velleità, ogni impeto fiabesco, sottraendo al fuorilegge ogni carisma e stendendo, su ogni cosa, il manto uniforme e grigio dell’asfalto: la superficie fredda e ruvida su cui si frangono tutti gli anonimi lamenti di una città che aggredisce, terrorizza, uccide e, in, tutti i sensi possibili, immensamente soffre.   
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SI

Opinioni su Giungla d'asfalto


5 maggio 2012 Opinione di ethan su "Giungla d'asfalto"
ethan

Una pietra miliare del genere noir: John Huston, adattando il romanzo di W.R. Burnett, con la collaborazione di Ben Maddow, dirige uno dei suoi capolavori. Il film è strutturato in fasi ben distinte che vanno dalla formazione della gang con studio dei vari caratteri, all'ideazione e allo svolgimento del colpo fino alla cattura o alla fine dei membri stessi. Huston lavora molto sui tempi cinematografici, costruendo estenuanti sequenze che si risolvono in maniera brusca con esplosioni di...

voto al film: ethan assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)

nessun commento
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4 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Giungla d'asfalto"
alfatocoferolo

Classico del noir che onestamente non mi ha esaltato ma che gode di grande solidità, un buon cast di attori ed una fotografia otttima.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Giungla d'asfalto (1950)

nessun commento
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24 marzo 2012 Opinione di chribio1 su "Giungla d'asfalto"
chribio1

Purtroppo questo film nei primi  26' mi aveva gia' stancato :dopo qualcosa succede d'interessante ma secondo me non salva il risultato,purtroppo vado assai controcorrente.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Giungla d'asfalto (1950)


2 giugno 2011 Opinione di Baliverna su "Giungla d'asfalto"
Baliverna

Decisamente un grande film, di quelli che si possono guardare una volta ogni tanto con immutato piacere, anzi, che è necessario farlo per coglierne tutti i pregi. La galleria di personaggi che la pellicola offre sono ben definiti, nonostante con pochi tratti, e tutti indimenticabili. Per dare un'idea dell'abilità di regista e sceneggiatore sotto questo aspetto, basta ricordare la scena in cui Sterlyng Hayden dice di voler tornare in campagna e farsi un bagno, vero e simbolico,...

voto al film: Baliverna assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)

3 commenti
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11 aprile 2011 Opinione di OGM su "Giungla d'asfalto"
OGM

Il fascino spogliato del mito. Piccoli mascalzoni, anziché grandi eroi. Bamboline goffe e acerbe, al posto delle dive fatali. Un colpo criminale non particolarmente ingegnoso, in cui tutto va a rotoli, compreso il tentativo di doppio gioco. Questo film è l’anti-classico per eccellenza, che sfida la tradizionale perfezione formale del noir pur senza rinunciare alla ricercatezza della narrazione indiretta, all’eleganza delle allusioni, alla luminosa bellezza dei sogni...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)

2 commenti
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29 novembre 2010 Opinione di filmeddie su "Giungla d'asfalto"
filmeddie

Sessanta anni e non sentirli! capolavoro del noir e del cinema in generale, "Giungla d'asfalto" mantiene intatta la sua grandezza ancora oggi. Il rigoroso intreccio e la profondità dei personaggi danno al film una struttura e un'essenza da tragedia, sostenuta e resa più efficace dallo sconsolato discorso morale sotteso. In un'atmosfera sempre più noir, nella "giungla d'asfalto" che è la città, agiscono personaggi costretti a fare i criminali per...

voto al film: filmeddie assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)

nessun commento
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27 marzo 2010 Opinione di fox1969 su "Giungla d'asfalto"
fox1969

Come prendere una storia tutto sommato semplice e renderla un grande film...con una bella sceneggiatura ed una fotografia tale da mettere il pausa il player e tornare indietro per assaporare i particolari e la genialità di determinate scene come il lancio dei soldi arrotolati sul tavolo...oppure la telecamera che segue il soggetto, si sposta per poi soffermarsi su un orologio perfettamente a fuoco che suona l'ora..... La scelta di luci e ombre nelle inquadrature con la Monroe...

voto al film: fox1969 assegna il voto buono a Giungla d'asfalto (1950)


28 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Giungla d'asfalto"
Mathiasparrow

Correva l’anno 1950: Huston abbatte la figura del gangster rendendolo persona a tutto tondo, e con questo gesto lascia un segno profondissimo nella storia del noir. “Giungla d’asfalto” è un film terribilmente psicologico, che percorre contromano la strada del proprio genere e ancora oggi lascia ben intendere l’impatto innovativo avuto all’epoca. Attraverso una sfilza di scene-capolavoro il regista pone ogni criminale di fronte al suo momento della...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Giungla d'asfalto (1950)



9 agosto 2009 Opinione di nicola81 su "Giungla d'asfalto"
nicola81

Da un romanzo di William Burnett, adattato da Ben Maddow e dal regista, un impeccabile meccanismo narrativo per uno dei capolavori del cinema noir, che a distanza di oltre mezzo secolo non ha perso nulla, o quasi, della sua forza, e che ispirò molti altri grandi registi, in particolare Melville. Abbandonata la tradizionale contrapposizione tra buoni e cattivi, John Huston dipinge un’ umanità senza possibilità di redenzione, in cui i criminali sono inesorabilmente...

voto al film: nicola81 assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)


8 agosto 2009 Opinione di emmepi8 su "Giungla d'asfalto"
emmepi8

  Un capolavoro da non perdere datato 1950, un Huston che sceneggia insieme a Ben Maddow, dal romanzo di Burnett, in maniera esemplare, un società del crimine che racconta personaggi diversi, ma complementari, storie che potrebbero fare un film da sole. Un esame del crimine dall'interno ed un'analisi discreta ed anticipatrice sul mondo della polizia. Dialoghi scarni e crudi, fotografia da antologia di Harold Rosson (Cantando sotto la Pioggia, Duello al Sole, Il mago di Oz,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Giungla d'asfalto (1950)




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