Accattone (1961)
Con Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti, Paola Guidi
La trama
Storia di uno sbandato, Accattone, che trascina una esistenza vuota nelle borgate romane. C'è una donna che pensa a mantenerlo facendo la prostituta. Quando lei viene arrestata e Accattone si vede privato del suo sostentamento, va in cerca della moglie, abbandonata tempo prima con un figlioletto; respinto da lei trova solidarietà in una ragazza "pulita".
Dopo aver visto i primi giornalieri Federico Fellini disse a Pasolini: torna a scrivere, è meglio. Invece il film d'esordio del regista-poeta è un capolavoro. Musica sacra, volti proletari, storie di vita, e l'ombra del sacro. Pasolini inventò un nuovo modo di fare cinema, unendo le acquisizioni della nouvelle vague all'estetica del muto e al Bunuel di "Los Olvidados". Il film ebbe problemi con la censura. In una particina c'è Elsa Morante che fa una detenuta.
L'opinione più votata
Di kikisan scritta il 06/09/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Sicuramente Pasolini ha visto anche"Il posto delle fragole"di Bergman,il sogno di Isak Borg(Victor Sjöström)e quello di Accattone(Franco Citti)hanno una analogia(il funerale),ma con esiti diversi:quello bergmaniano è un sogno premonitore che permette all'anziano professore di dare una brusca sterzata alla propria vita,condotta fino a quel momento all'insegna della misantropia;quello pasoliniano è più consapevole:Accattone fa il sogno dopo essere tornato sfinito dall'unica giornata di lavoro della sua vita,e dentro di lui sa già che il giorno dopo andrà a rubare e non a lavorare.Anche nel sopracitato film di Bunuel il protagonista fa un sogno,ma questo viene rappresentato in maniera più surrealistica e feroce.
Adesso veniamo all'elemento religioso del film:molti vedono il percorso di Accattone come una blasfema parabola cristiana,ma il regista mette le mani avanti ed all'inizio del film inserisce una didascalia che cita Dante Alighieri Purgatorio Canto V:.. l'angel di Dio mi prese, e quel d'inferno gridava: "O tu del ciel, perché mi privi?Tu te ne porti di costui l'etterno per una lagrimetta che 'l mi toglie...ovvero ha diritto al purgatorio chi in punto di morte si pente all'ultimo momento,avendo quindi ancora la possibilità di trovare la Grazia divina.
Tornando al sogno di Accattone,questo viene chiamato col suo vero nome(Vittorio)e chiede al becchino che sta scavando la sua tomba, di spostare la fossa un po'fuori dall'ombra affinchè possa intravedere la"Luce".Certo il segno della croce con le mani incatenate,fatto alla fine del film da uno dei complici di Accattone,non tranquillizza di certo i moralisti...
Gli occhi severi del poliziotto(sempre in primissimo piano)che seguono le ultime gesta di Accattone potrebbero essere quelli divini o diabolici.
Da ricordare il viso-più che l'interpretazione-di Franca Pasut(Stella),un vero volto innocente e angelico che lascia però sottintendere di conoscere la vita più di quanto si possa immaginare;a tratti mi ricorda Paulette Goddard in Tempi Moderni e ne Il grande dittatore di Chaplin.
Notevole la rappresentazione del progressivo espandersi nel nulla della disumana periferia romana.
Non sapevo che l'aiuto regista di Accattone fosse Bernardo Bertolucci.
Un po'deluso dal fatto che Franco Citti sia stato doppiato da Paolo Ferrari(l'uomo della pubblicità del Dash)sublime attore teatrale e televisivo;qui cade il mito del film girato con attori non professionisti ed è la ragione per cui tolgo una stella al mio giudizio sul film.
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9 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Accattone"
Il contrasto è forte, Pasolini utilizza gli strumenti del muto ma li inonda di continue e chiassose risate ed una musica sacra che pervade l'aria come una nenia dannata. Accattone è un miserabile ma è soprattutto un debole, una persona incapace della minima coerenza, dapprima restio a lavorare tenterà di praticare anche quella strada e di fatto tutte le strade possibili prima dell'epilogo. Accattone è il quadro di quell'Italia e di quella miseria, un uomo che sembra avere voglia di...
voto al film: 
7 novembre 2011 Opinione di Baliverna su "Accattone"
Rivisto dopo tanti anni, non perde un briciolo della sua forza e del suo impatto. Questo film è un esempio di come uno scrittore, digiuno di regia, possa mettersi lì con una cinepresa e qualche attore preso dalla strada, e girare un capolavoro. "Solo" perché ha il vero talento. Questo per me rimmarrà sempre il miglior film di Pasolini assieme al Vangelo Secondo Matteo. A cominciare dal protagonista, molti dei personaggi, e la stessa ambientazione, mostrano una curiosa (almeno per noi,...
voto al film: 
26 giugno 2011 Opinione di Mattyman su "Accattone"
Il primo film di Pasolini (ma non solo il primo) è un film difficile da recensire, poiché questo risulta un lavoro così curato e particolare che parlarne risulta davvero un'impresa. Il film rappresenta in maniera dura e cruda la società del sottoploteriato, così come è, senza alcuna invenzione o addolcimenti (in questo senso azzeccatissima l'idea di assumere un cast prevalentemente non professionista, che però riesce a rendere a pieno l'idea...
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25 giugno 2011 Opinione di XANDER su "Accattone"
Come in Mamma Roma, Pasolini anche in questo film ci mostra sempre una società nuda e cruda di alcuni giovani allo sbando. Il film è ottimamente interpretato da tutti (Franco Citti in assoluto) gli attori e grazie ad una bella sceneggiatura riesce a colpire lo spettatore. Non sempre invece il doppiaggio è eccellente. Bella la regia
voto al film: 
21 novembre 2010 Opinione di agathe67 su "Accattone"
difficile recensire un film di Pasolini, difficile recensire un capolavoro così immenso...vorrei solo sottolineare la presenza della morte che aleggia su tutta la storia dall'inizio alla fine: nella prima scena Accattone che fa una scommessa con gli amici dicendo che riuscirà a fare un bagno dopo aver mangiato senza morire sembra voler esorcizzare la morte; passano alcune scene e si vede x la strada la processione di un funerale e infine c'è l'impressionante e...
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6 settembre 2010 Opinione di kikisan su "Accattone"
'Accattone' è il soprannome di un ragazzo nullafacente che vive in una borgata romana sfruttando una prostituta, Maddalena. Quando la ragazza finisce in carcere, Accattone si trova senza soldi e cerca di tornare dalla moglie che vive insieme al figlioletto in casa del padre e del fratello, ma viene respinto e malmenato. Tenta allora di sostituire Maddalena con una ragazza nuova, Stella, ma lei è incredibilmente ingenua e non è fatta per stare sul marciapiede. Accattone...
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12 febbraio 2010 Opinione di bellahenry su "Accattone"
pasolini ci mostra la fame,quella vera,quella dell'italia dimenticata delle case distrutte nella periferia romana,e il modo di superarla e di viverla. Chi lavora viene preso in giro da chi si crede più furbo ma poi pagherà caro le sue scelte. un quadro terribile di un'italia reale.
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12 novembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Accattone"
Se Vittorio Cataldi (a cui piace farsi chiamare “Accattone”) fosse nato borghese, avrebbe fatto beneficenza, se fosse nato fascista, sarebbe diventato partigiano, se fosse stato un americano, sarebbe diventato una star; ma è venuto al mondo per essere povero, solo, e criminale, e forse non è così vero che sarebbe diventato un brav'uomo se fosse vissuto in un ambiente migliore rispetto alle borgate romane. Come puntualizza il Balilla, c'è chi è...
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18 ottobre 2009 Opinione di antonio de curtis su "Accattone"
Esordio alla regia di Pasolini in un film che può condiderarsi tra i suoi più riusciti
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29 luglio 2009 Opinione di luisasalvi su "Accattone"
Nessuna giustificazione oggettiva per Accattone e i suoi compagni, come per gli altri borgatari di altri film, come per Medea; Accattone non lavora perché non ne ha voglia, perché è faticoso; ha l'esempio del fratello minore che lavora e fatica e guadagna poco. Sfrutta la prostituta Maddalena, di cui è amante dopo che il suo precedente sfruttatore è finito in carcere denunciato da lei (o l'ha fatto lui stesso?) perché oltre a sfruttarla la picchiava,...
voto al film: 
- sufficienti [2]
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