La lunga estate calda (1958)
Con Paul Newman, Orson Welles, Joanne Woodward, Anthony Franciosa, Lee Remick
La trama
Ben è un un piantagrane, che cambia più spesso lavoro che camicia, un vagabondo con la faccia da schiaffi. La fama di piromane lo segue anche quando va a lavorare da Willy Varner. Willy Varner è il padrone di tutto: delle terre, degli uomini, delle bestie e anche della sua famiglia che comanda dispoticamente. Dall'ingenua figlia Clara, al debole figlio Jody. Tra Ben e Willy si stabilisce una sorta d'intesa: sono loro due i più forti del gruppo. Un giorno Jody, invidioso, perde la testa, chiude in una stalla papà Willy e appicca il fuoco.
Irving Ravetch e Harriett Frank Jr prendono alcuni racconti di William Faulkner e consegnano a Ritt una sceneggiatura che è quasi un classico. C'è tutto il Sud degli Stati Uniti, violento e suggestivo. C'è tutto il sesso non detto e non fatto che cola tra le pieghe.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 04/05/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Il film è un godibile melodramma che mette in ballo una serie di personaggi abbastanza ben delineati e variegati, passando dal ragazzo perseguitato dai pregiudizi (P. Newman), divenuto un po' cinico per necessità ma solo apparentemente, alla ragazza sensibile (J. Woodward) in attesa dell'uomo giusto e che non si sente amata dal padre autoritario e interessato al profitto e alla discendenza (O. Welles), dal figlio di questi, Jody (A. Franciosa) che non si sente all'altezza del padre e arriva sull'orlo della follia e dell'omicidio, salvo riscattarsi dopo lo sfogo al culmine del film che dà il la allo scioglimento di tutti i problemi, alla figura ambigua e indecisa di Alan (Richard Anderson), che dice sì di amare Clara, ma sottosotto potrebbe forse nascondere altre tendenze e comunque sia è troppo soggetto alla madre abbandonata dal marito, fino alla particina di una simpaticissima Angela Lansbury che fa Minnie, l'arzilla signora di mezz'età che si vuole risposare con Will Varner.
Alla base di tutto questo sta ciò che forse distingue meglio il film, ossia un forte senso di erotismo che trapela implicitamente dai dialoghi e dalle dinamiche dei rapporti e più esplicitamente dal corpo del giovane Newman, col suo personaggio rude suo malgrado (salvo poi ammorbidirsi allo svelamento del lieto fine) e seduttore, strabordante sesso in canottiera attillata e sudato o a torso nudo, uno stallone da domare (c'è anche un branco di cavalli) o, come dice Will, un vero toro. 7 1/2
- sufficienti [6]
- positive [15]
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18 febbraio 2012 Opinione di stanley kubrick su "La lunga estate calda"
Non conosco la filmografia di Martin Ritt, regista statunitense del film La Lunga Estate Calda. Il suo sodalizio con Paul Newman però è evidente, dato che l'attore appare in molti suoi film. L'uomo viene visto come un fallimento totale, uno che non ha voglia di fare niente, uno che non si sacrifica per nessuno. In questa pellicola, si assiste sempre a famiglia altolocate, che si pavoneggiano con le loro enormi magioni recintate da un prato verde interminabile. A quei tempi, a Hollywood...
voto al film: 
25 agosto 2011 Opinione di barabbovich su "La lunga estate calda"
Quando Will Varner (Orson Welles), cinico e potentissimo latifondista della provincia americana, assolda Ben Quick (Paul Newman), un giovane con il fiuto per gli affari ed un passato da piromane, animato da uno spirito autarchico e refrattario al comando, si innescano l'invidia e l'ira dei figli di Will, Clara (Joanne Woodward) e Jody Varner (Anthony Franciosa). Col tempo, la prima finirà per innamorarsene, mentre il secondo riuscirà a ristabilire un rapporto con il...
voto al film: 
4 maggio 2011 Opinione di kotrab su "La lunga estate calda"
Anche se non si tratta di un film assolutamente entusiasmante, La lunga estate calda risulta comunque un buon film grazie all'incontro di diversi fattori a favore: il soggetto che deriva da alcuni racconti di Faulkner, uno stuolo d'attori ineccepibili, una direzione degli stessi efficace da parte di M. Ritt, la cui regia non brilla per originalità ma sa calibrare la narrazione nel modo giusto, una colonna sonora discreta scritta da Alex North. Il film è un godibile melodramma...
voto al film: 
13 novembre 2010 Opinione di orsoaudace su "La lunga estate calda"
Mah! La cosa migliore mi sembra il titolo. Non è che, quando si mettono insieme tanti mostri sacri, automaticamente ci sia il capolavoro. Orson Welles senza barba non si può guardare, la Woodward, in una scena, parla a lungo con una gran brutta bocca che rivela una smorfia amara di suo naturale. Non so, sarà che mi aspettavo tanto e ci sono rimasto male. La storia è l'ennesima di quegli anni, col problema del figlio inadeguato. Magari sarà...
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8 settembre 2010 Opinione di jonas su "La lunga estate calda"
Versione libera e molto edulcorata del romanzo di Faulkner Il borgo (la cui terza sezione si intitola appunto La lunga estate). Un vagabondo intraprendente capita in un paese del profondo sud e trova subito un’intesa con il notabile del luogo, che vede in lui un degno erede (più del debole figlio maschio, disprezzato e umiliato) e progetta di fargli sposare la figlia, un’intellettuale attratta da un giovanotto simile a lei ma troppo legato alla madre. C’è...
voto al film: 
28 maggio 2010 Opinione di luisasalvi su "La lunga estate calda"
Molti aspetti, pregi e difetti, simili al contemporaneo La gatta sul tetto che scotta: un padre padrone che esige nipoti cui lasciare il patrimonio creato e aumentato senza scrupoli (può sembrare esagerato o inverosimile ma era ed è diffuso in molte parti del mondo come nella provincia americana), un figlio che non sa o non può adeguarsi alla volontà del padre, un ribelle che invece ne ottiene la simpatia e che finisce per dargli lezioni (appena apprese)...
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13 ottobre 2009 Opinione di OGM su "La lunga estate calda"
In questo film, che trae spunto dalle opere di William Faulkner, la grande anima del romanzo americano, fatta di saghe familiari ed ideali di libertà, incespica, purtroppo, nel machismo patriarcale di Will Varner (Orson Welles) ed in quello selvaggio e divistico di Ben Quick (Paul Newman). Il racconto è comunque forte, attraversato dai contrasti tra i sessi e le generazioni, e sottolineato dalla esplicita rivendicazione della dignità individuale; però tutta...
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23 giugno 2009 Opinione di Death By Water su "La lunga estate calda"
Credo che molto merito vada allo scheletro narrativo faulkneriano, per quella sua sapiente ritrosia ad assumere contorni defniti: il gioco delle parti resta, dunque, sospeso a metà propendendo solo sul finire, verso il dramma sentimantale, in amalgama con alcune punte di lucida ironia tra le quali, oltre a Wells (ma di rado) vorrei dar menzione ad Angela Lansbury, ruspante gestora di albergo dal "sangue che le ribolle nelle vene, quasi avesse inghiottito uno sciame di vespe". Ma Wells la fa...
voto al film: 
15 marzo 2009 Opinione di teaestefano su "La lunga estate calda"
Alla fine mi sono visto questo film, il cui titolo è da noi estremamente famoso, forse più del film di per sé. Devo dire che mi è piaciuto. Ad un inizio un po' scialbo, segue un insolidirsi progressivo del film, di pari passo col crescere (e lo svelarsi) delle nuove e vecchie tensioni tra i personaggi. Ancora una volta la provincia americana ci fa una magra figura: noia, solitudine, stupidità, mancanza di scopi, odi familiari e meschinità varie. La presenza di Orson Welles qui non è...
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