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Jona che visse nella balena (1993)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Jona che visse nella balena: assente
Ritmo ritmo in Jona che visse nella balena: presente
Impegno impegno in Jona che visse nella balena: forte
Tensione tensione in Jona che visse nella balena: forte
Erotismo erotismo in Jona che visse nella balena: assente

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FilmTV assegna il voto buono a Jona che visse nella balena

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Jona che visse nella balena (voti: 16 media: 3,81) 16

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La trama

Jona Oberski ha quattro anni e vive ad Amsterdam con i genitori quando, dopo l'occupazione della città da parte dei tedeschi, la sua famiglia finisce nel campo di Bergen-Belsen. Qui Jona passerà tutta la guerra, in una baracca separata dai suoi genitori e costretto a crescere subendo angherie e violenze, e non solo dai suoi carcerieri. Dopo la morte del padre nel lager e quella della madre in un ospedale sovietico, Jona viene affidato dapprima alle cure di una ragazza e infine adottato da una matura coppia di Amsterdam. Il film è tratto dal libro autobiografico dello stesso Oberski, Anni d'infanzia e vi si attiene fedelmente. Faenza ha il pregio di mantenersi su un tono di asciutto realismo che non esclude la partecipazione emotiva. Non è tanto l'ennesimo film sull'Olocausto quanto la storia di una seconda nascita, come trapela dal titolo biblico, raccontata attraverso il punto di vista del bambino. Vibrante commento musicale di Ennio Morricone. 

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 24/04/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Jona Oberski è un fisico nucleare olandese che ha raccontato la sua infanzia nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel romanzo Anni d'infanzia. Un bambino nei lager; il regista Faenza prende spunto da tale testo autobiografico e, con l'aiuto di Hugh Fleetwood, Joelle Mnouckine e Filippo Ottoni, scrive la sceneggiatura di questo Jona che visse nella balena, titolo dal riferimento biblico più che ficcante. Infatti il viaggio del bambino attraverso il mondo di sofferenza e morte del lager può essere facilmente interpretato come un passaggio di rinascita (quello di Giona nella balena, insomma), un percorso catartico per l'umanità intera, che da tale tragica esperienza non può che risorgere più umile e più compatta, solidale, appunto 'umana'. E la figura del bambino è esplicativa di tale inizio di una 'nuova vita'. Co-produzione italo-francese con cast internazionale, ma senza grandi nomi; regia, musica (Morricone) e costumi (Elisabetta Beraldo) premiati ai David; lo 'storico' Nino Baragli al montaggio, in uno dei suoi ultimi lavori. Jona che visse nella balena è una sorta di ideale 'drammatizzazione' - esattamente ciò che manca - della Vita è bella che Benigni realizzerà nel 1997, mantenendosi sempre sospeso fra commedia e 'indicibile', concetto sostanzialmente riassumibile nella morte: propria, dei propri simili, dell'umanità intera, materiale o morale, dei valori, del corpo, dell'identità: e in questo entrambi i film vivono un sottile parallelo con la storia di Pinocchio, bambino chiamato a una serie di sfide troppo grandi per lui, fra le quali - manco a dirlo - quella della balena. Ciò che però importa qui maggiormente rilevare è che gli intenti, sia in questa tragedia autobiografica che nella farsa - pura finzione - intrisa di angoscia girata dal comico toscano, sono i medesimi. 6/10.
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SI

Opinioni su Jona che visse nella balena


24 aprile 2011 Opinione di mm40 su "Jona che visse nella balena"
mm40

Jona Oberski è un fisico nucleare olandese che ha raccontato la sua infanzia nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel romanzo Anni d'infanzia. Un bambino nei lager; il regista Faenza prende spunto da tale testo autobiografico e, con l'aiuto di Hugh Fleetwood, Joelle Mnouckine e Filippo Ottoni, scrive la sceneggiatura di questo Jona che visse nella balena, titolo dal riferimento biblico più che ficcante. Infatti il viaggio del bambino attraverso il mondo di sofferenza e...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Jona che visse nella balena (1993)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

9 ottobre 2009 Opinione di jonas su "Jona che visse nella balena"
jonas

Un bambino olandese viene deportato a Bergen-Belsen, dove perde i genitori ma riesce a sopravvivere fino alla fine della guerra. La visione della vita nel lager è tanto astratta ed edulcorata da far prevalere piuttosto l’aspetto metaforico (messo in rilievo dal titolo, che fa pensare a una discesa agli inferi e ritorno) e da indurre a considerare il film come un racconto di formazione, in cui un bambino è semplicemente costretto a maturare in condizioni difficili.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Jona che visse nella balena (1993)



30 agosto 2007 Opinione di La signora Lloyd su "Jona che visse nella balena"
La signora Lloyd

La tragedia dell'olocausto vista attraverso gli occhi di un bambino....meraviglioso!

voto al film: La signora Lloyd assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)


3 giugno 2006 Opinione di supadany su "Jona che visse nella balena"
supadany

VOTO : 6++ Discreto prodotto, che comunque non è riuscito ad emozionarmi fino in fondo come è capitato per altri film sull'argomento.

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Jona che visse nella balena (1993)



25 aprile 2006 Opinione di Mirkè su "Jona che visse nella balena"
Mirkè

no comment...!!! trp bello , di sicuro è il secondo più bel film sull'olocausto , secondo me dopo quello di roberto benigni...cmq la sofferenza vista con gli occhi di un bambino è la cosa che colpisce di più , si vede la sofferenza, il disprezzo umano ecc... un misto di emozioni riassunte in un grande titolo "Jona che visse nella balena"..!!

voto al film: Mirkè assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)


30 gennaio 2006 Opinione di emmepi8 su "Jona che visse nella balena"
emmepi8

Forse il miglior film di Faenza dopo Escalation, tratto dal libro di Jona Oberski. Faenza dovrebbe stare lontano dalla letteratura, e questa è una eccezione che conferma la regola. Qui ha saputo mediare bene, grazie anche ad un'ottima sceneggiatura con Ottoni ed altri. Non è la solita storia dell'olocausto, ma si riesce a mantenere nella psicologia del bambino che vive questo orrore con il metro della sua infanzia, e sta qui il sucesso dell'operazione. Gli orrori non mancano, ma la...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)



27 novembre 2005 Opinione di ceo_85 su "Jona che visse nella balena"
ceo_85

Non solo il solito film sull'Olocausto, ma anche un racconto sul dolore vero, sull'abbandono, sulla crescita forzata, sulle brutture del mondo. Un film diretto, forte e duro, che fa riflettere e non lascia indifferenti.

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)


14 maggio 2003 Opinione di fiore su "Jona che visse nella balena"
fiore

La famiglia Oberski, padre madre e il piccolo Jona è una famiglia felice. Ma la felicità dura fino al giorno in cui ad Amsterdam si decide che non devono essere più venduti generi alimentari agli ebrei. Il dramma della storia, che la voce fuori campo del giovane Jona ci racconta, non inizia quando con la madre vengono trascinati via dai “soldati vestiti di verde”; in quel caso era stato uno sbaglio, un equivoco……la loro famiglia aveva il visto per la Palestina! Il...

voto al film: fiore assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)



27 gennaio 2003 Opinione di sicilia su "Jona che visse nella balena"
sicilia

Un film ottimo nel rappresentare la storia di una crescita non strettamente fisica, ma soprattutto interiore, di un bambino durante gli anni del nazismo in un campo di concentramento. Il film è molto asciutto e realistico, non si sofferma sugli elementi melodrammatici ma agli aspetti psicologici e concreti. E' un film realizzato da un italiano...chi l'avrebbe mai detto? La storia è ben riuscita ed il film è rimasto sottovalutato.

voto al film: sicilia assegna il voto buono a Jona che visse nella balena (1993)



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