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Opinione di luisasalvi su La nave bianca

[ Italia 1941, Guerra, durata 70', b/n]   Regia di Roberto Rossellini
Con Attori non professionisti




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
22/12/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Le cinque stelle che attribuisco sono un imbroglio per richiamare l'attenzione su altro... In realtà trovo che "La nave bianca" ha dei notevoli meriti cinematografici, ma non è un capolavoro; ma non compaiono nella filmografia di Rossellini né come siti specifici almeno due corto che meritano attenzione: "Il tacchino prepotente" del 1935 e "La vispa Teresa" del 1936; a entrambi assegno cinque stelle, e ne parlo qui in attesa che si rimedi alla lacuna e vengano creati i siti che li riguardano: "Il tacchino prepotente" del 1935: Poi farà film per il regime, per poter lavorare; ma questo sembra una coraggiosa derisione di ogni dittatura, oltre che un "film sul film": mostra con giocosa ironia un tacchino che con tono di importanza domina su tutti gli animali del cortile, compresi cavalli e mucche, ma dopo che due galli curiosi lo hanno visto addormentato, sgonfio e privo di importanza, al mattino più nessuno gli dà retta. E' evidente il gioco filmico in cui il montaggio fa apparire ogni movimento degli altri animali prima come docile obbedienza al tacchino, poi come indifferenza o ribellione, mentre il tacchino ne resta mortificato e annullato. Non maschera il gioco, non propone un documentario e neppure un apologo, ma un esempio di cosa può fare il cinema. E intanto deride ogni pretesa autoritaria. La vispa Teresa del 1936: come il precedente Il tacchino prepotente (e forse altri che non ho visto: cf Di Giammatteo, "sull'approccio linguistico mediante il quale porsi rispetto all'oggetto"), gioca sul montaggio per fare apparire ciò che non è: l'unica "attrice" è la bimba, e si limita a tenere per le ali la farfalletta, e poi a lasciarla; ma la storia è quella degli insetti che danno l'allarme, si adunano, partono all'attacco, cercano di rovesciare l'enorme (per loro) bambina spingendola da sotto le scarpe, infine se ne vanno vittoriosi dopo che lei ha lasciato libera la farfalla. Anche qui il gioco è evidente, non c'è intervento se non nella scelta e nel montaggio delle immagini, e naturalmente nel commento che le interpreta come vuole la vicenda inventata. Simpatici esercizi di stile e giochi di cinema, e un prudente ma chiaro invito alla rivolta e lotta contro le prepotenze dei potenti… anche se in questo caso la bambina cede alle richieste di umanità e rende inutile la rivoluzione...


SI

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