La zona morta (1983)
Con Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Nicholas Campbell
04/05/2012
A Firenze, un Rossi “shock!” - Principi “vendicatori”
Episodi di “sciagure” out of control Un distinto signore, gentile, forse un po' troppo “compiaciuto” di chewing-gum nervoso, macina, silenziosamente, una furia...
di Travis Bickle 1979
La trama
Johnny rimane vittima di un incidente stradale ed esce dal coma dopo cinque anni; la sua esistenza è sconvolta. La sua ragazza ha sposato un altro, e per di più si rende conto in circostanze drammatiche di avere il potere di "vedere" il futuro. Un'idea lo ossessiona: come intervenire per evitare che un politico megalomane diventi presidente e scateni poi una guerra nucleare. Christopher Walken è l'eccellente protagonista di questo film, tratto da un romanzo di Stephen King. Quello che interessa Cronenberg è la dimensione della preveggenza come residuo clinico, come "malattia" e sofferenza fisica. Un horror dal fascino malinconico.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 04/04/2012 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Ciò che John riceve al termine del suo calvario è un dono o una disgrazia? Si è trasformato in angelo o diavolo? Il “regalo” lasciatogli dal coma (facoltà paranormali non spiegabili scientificamente) è un’opportunità un po’ fumosa ed esibizionista, a uso e consumo dello spettatore; giusto per mostrare qualcosa di spettacolare ed eccezionale, per stupire e non approfondire; estasi senza tormento; ricamo speculatorio che poco aggiunge alla narrazione.
La ricerca di una descrizione tormentata all’interno del dramma esistenziale non è troppo intensa, chiusa in un ambiente tetro nonostante i paesaggi mezzo innevati, terribilmente sterile (ed è in questo aggettivo che si riconosce la mano di Cronenberg) e provvista di alcune preveggenze narrative trascurabili (leggi l’avventura pomeridiana sull’ottovolante con mal di testa e scompenso neurologico annesso).
Al di là del tormento privato che pervade la quotidianità di John, non bisogna dimenticare la condanna che egli ha ricevuto per essere rimasto senza amore, quello che avrebbe potuto/dovuto salvare la sua vita e la sua anima. Possiamo allora affermare che si tratta di un film sul crudele destino che colpisce due spasimanti? Tutto sommato non si avverte sufficiente sentimento per definirlo così, tanto da giustificare abbracci, amplessi tardivi, facce pallide e occhi lustri. Poco verosimile per poter creare una tensione psicologica che possa rendere partecipi.
Forse si sarebbe dovuto puntare maggiormente sulla scettica comunità che circonda Johnny, tutta presa a filmare, a sondare, ficcanasare nelle specialità dell’ “animale” che egli è diventato agli occhi degli altri. Non fa in tempo a isolarsi dal mondo, che cede volontariamente a una ricaduta ancor prima di rivedere l’amore.
Quando si avverte del pericolo nucleare (molto di moda nel periodo in cui il romanzo fu scritto da Stephen King) e della necessità di salvare il mondo, la monotonia sorretta dalla crisi esistenzialista viene spezzata a favore di un approfondimento politico incollato alla bell’e meglio. Con tanto di un Martin Sheen istrionico, dittatoriale e inadeguatamente isterico.
- negative [4]
- sufficienti [13]
- positive [50]
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4 aprile 2012 Opinione di PompiereFI su "La zona morta"
John “Johnny” Smith è un professore di liceo innamorato di una sua collega. Giovane, in salute, e profondo conoscitore del proprio mestiere, John è vittima di un incidente automobilistico (“Dio gli lancia contro un camion a 18 ruote”) che lo costringe a vegetare in coma in un letto d’ospedale. Trascorsi alcuni anni l’insegnante si risveglia e trova che molte cose sono cambiate. La calma e l’incoscienza del sonno profondo vengono destati da spaventose visioni premonitrici....
voto al film: 
28 marzo 2012 Opinione di Joeycruel su "La zona morta"
Nel passaggio da libro a film di solito si perde molto, se poi è un libro di King con tutti quei dannati particolari la cosa si inizia a fare davvero difficile. Jeffrey Boam è solo alla seconda sceneggiatura eppure riesce a manipolare e tagliare la storia iniziale senza far perdere l'atmosfera, Cronenberg orchestra in maniera maestosa e Walken è letteralmente tirato fuori dal libro, il suo modo di guardare e il suo modo di camminare, è Johnny Smith, è proprio lui. Uno dei pochi film...
voto al film: 
28 dicembre 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "La zona morta"
David Croemberg prende in prestito un buon romanzo di Stephen King e realizza quello che, forse, è il suo capolavoro. Struggente storia di un uomo che il coma ha allontanato dagli affetti più cari (come la donna amata) e il destino ha regalato un grande potere. Super eroe? No! Uomo normale con una super sensibilità e un super cuore, pronto a sacrificarsi per salvare il Mondo minacciato da una guerra atroce nata nei deliri di follia di un futuro dittatore. Spunto notevole in piena Guerra...
voto al film: 
26 dicembre 2011 Opinione di Santo degli Assassini su "La zona morta"
AIUTO! perchè solo a me è sembrato un gialletto di rai 2? lo sconsiglio a tutti. non è solo il peggior film di cronemberg è proprio un film tremendo. e quel che è peggio è che il tema (o i temi visto che sono tanti tutti mischiati tra loro senza un minimo di spessore o riflessione) mi piace pure.quello che ho visto non ha un filo conduttore, è una storia che pare improvvisata in cui prima succede una cosa poi senza ripercussioni sui personaggi nel film e motivo nellla trama si passa...
voto al film: 
8 maggio 2011 Opinione di danandre67 su "La zona morta"
a tratti noiso pensavo molto meglio
voto al film: 
17 aprile 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "La zona morta"
La storia di un uomo (non) qualunque, Johnny Ci sono film che s'imprimono leggiadri o caduchi nella memoria, smarrendosene danzanti poco dopo che termina la visione, nel pulviscolo già annebbiato dei ricordi. E film che rappresentano un percorso autobiografico delle cangianti emozioni del nostro vissuto, storie in cui c'identifichiamo, apponendovi loro la nostra anima che se n'innerba fluente, come cheti passi dentro una Luna che ha esperito dal nostro sangue, da quel che abbiamo...
voto al film: 
29 settembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "La zona morta"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Se non ci fosse stato Stephen King, la cinematografia avrebbe perso un sacco di grandi e piccoli classici. Stavolta a cimentarsi in un opera del Re è Cronenberg, per una volta lontano dalle sue tematiche. Fortunatamente il dover gestire una storia non sua, non condiziona minimamente sull'esito del film e si sente comunque, una solida regia che a tratti lascia la propria firma (vedi le scene delle visioni). Film asciutto e senza fronzoli,...
voto al film: 
17 giugno 2010 Opinione di Utente rimosso (Titanic900) su "La zona morta"
Se non ci fosse stato Stephen King, la cinematografia avrebbe perso un sacco di grandi e piccoli classici. Stavolta a cimentarsi in un opera del Re è Cronenberg, per una volta lontano dalle sue tematiche. Fortunatamente il dover gestire una storia non sua, non condiziona minimamente sull'esito del film e si sente comunque, una solida regia che a tratti lascia la propria firma (vedi le scene delle visioni). Film asciutto e senza fronzoli, forse diverso da come uno se lo aspetta,...
voto al film: 
22 marzo 2010 Opinione di prelelle su "La zona morta"
VOTO: 6/10. Pensavo meglio, avendo letto la critica.
voto al film: 
21 marzo 2010 Opinione di toni70 su "La zona morta"
Voto 6+: Bello a metà: ben costruito il personaggio del protagonista, meno la trama che gli gira attorno. Inizia bene, ha le carte per essere sviluppato come un grande thriller ma si perde troppo nel raccontare episodi poco collegati tra loro: prima di parla di un maniaco, poi di un ragazzo e infine del candidato senatore al congresso. Un finale pessimista; è inutile un enorme potere anche nelle mani di uomo di grande valore. Ottima intepretazione di un giovane ma già...
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [13]
- positive [50]
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