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Belle speranze (1988)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Belle speranze: minimo
Ritmo ritmo in Belle speranze: forte
Impegno impegno in Belle speranze: molto forte
Tensione tensione in Belle speranze: forte
Erotismo erotismo in Belle speranze: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Belle speranze

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Belle speranze (voti: 9 media: 3,44) 9

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locandina di Belle speranze

La trama

In un piccolo quartiere alla periferia di Londra c'è una lei che fa la giardiniera, ha la passione per i cactus e desidera un figlio. Poi c'è lui, ex sessantottino che fa il corriere motociclista, ha una sorella nevrotica e una madre piuttosto svagata.  

La vita a Londra sotto la Thatcher raccontata da Mike Leigh premiato come miglior regista al festival di Cannes. È uno dei film che spinsero a parlare, a proposito del cinema inglese della seconda metà degli anni Ottanta, di "British Renaissance". Capacità analitica, sguardo attento ai modi e alle contraddizioni di personaggi a disagio in un mondo che faticano a comprendere e nel quale non sanno inserirsi.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 04/09/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Cyril (Philip Davis) e Shirley (Ruth Sheen) sono una coppia assai affiatata. Vivono in un appartamento assai spartano il loro amore anticonformista fatto di passione per i cactus, visite devote alla tomba di Marx nel cimitero londinese di Highgate e con un progetto di avere un bambino che rimane perennamente in sospeso. Cyril ha un anziana madre, la signora Bender (Edna Dorè), attorno alla quale ruotano una serie di personaggi "tipici", dalla figlia Valerie (Heather Tobias), una donna oberata di tic e falsi problemi, ai coniugi Booth-Braines (Lesley Manville e David Bamber), due vicini di casa molto poco amichevoli e assai rampanti. "Belle speranze" di Mike Leigh (secondo lungometraggio dell'autore inglese, che nei diciassette anni intercorsi tra la realizzazione di questo film e "Bleak moments" lavorò molto per la televisione) è un ritratto dolce amaro dell'Inghilterra "thatcheriana" tutto giocato su una certa galacialità d'ambientazione e sulla latente anestetizzazzione di ogni slancio emotivo. Si analizza il paese attraverso la tipicità di alcuni dei sui "sudditi" e in un momento capitale della sua storia contemporanea, quando gli esponenti delle classi medie sgominavano con ritrovata ferocia per salire il grado della propria posizione in società e la smania di apparire "grandi" si accompagnava passo passo al progressivo smantellamento dello Stato sociale. Leigh accentua molto il lato caricaturale dei suoi personaggi, usandolo, evidentemente, come pretesto per addolcire ciò che ci viene amaramente rappresentato, per ammantare con un pò di intelligente ironia quella sorta di vuoto pneumatico che sembrava percorrere in lungo e in largo l'Inghilterra coeva, certamente attribuibile alla destrutturazione sociale in corso e soprattutto riferibile alle classi meno abbienti. Sono tutti caratterizzati oltre il dovuto, a cominciare da Valerie e il marito Martin Burke (Philip Jackson), da un lato, e i coniugi Boothe-Brain dall'altro, troppo conformisti e cafoni i primi, troppo volgarmente schiavi del proprio ricco edonismo i secondi, tutti emblema di quella famelica rincorsa al successo ostentatamente ricercata e sfacciatamente esibita. Cyril e Shirley vivono serenamente il loro tenero amore, troppo convinti della bontà delle proprio stile di vita per farsi attirare dalle sirene del conformismo imperante e troppo rinchiusi nella loro alcova dorata per porsi come simbolo credibile di un alterità sociale generalmente percepibile. Al centro di tutto, di ogni persone e di ogni vicenda, c'è la signora Bender, orfana di un mondo che va estinguendosi e prigioniera ormai passiva del disincanto. Conduce una vita assai dimessa, trascorsa a ricordare un paese che non c'è più e a fare la conta delle belle speranze che ancora meritano di essere coltivate in fondo al cuore. E' un gioiello da recuperare "Belle speranze", un buon esempio di cinema impegnato e militante, senza l'accentuazione ideologica di un Ken Loach (giusto per rimanere nei paraggi) ma col tocco lieve di chi è più interessato alle singole vicende umane che ai sommovimenti sociali provocati dallo scorrere imperioso della grande storia. Insomma, alla maniera solita di un grande cineasta come Mike Leigh.  
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SI

Opinioni su Belle speranze


4 settembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Belle speranze"
Peppe Comune

Cyril (Philip Davis) e Shirley (Ruth Sheen) sono una coppia assai affiatata. Vivono in un appartamento assai spartano il loro amore anticonformista fatto di passione per i cactus, visite devote alla tomba di Marx nel cimitero londinese di Highgate e con un progetto di avere un bambino che rimane perennamente in sospeso. Cyril ha un anziana madre, la signora Bender (Edna Dorè), attorno alla quale ruotano una serie di personaggi "tipici", dalla figlia Valerie (Heather Tobias), una donna...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Belle speranze (1988)

nessun commento
[utile per 16 utenti]

16 marzo 2011 Opinione di menestrello su "Belle speranze"
menestrello

Il film mi è piaciuto. Penso che Leigh abbia rappresentato con molto garbo e delicatezza un mondo "difficile" in cui i personaggi vivono di incertezze. Il rapporto tra i protagonisti è reso genuinamente.

voto al film: menestrello assegna il voto sufficiente a Belle speranze (1988)



15 febbraio 2011 Opinione di PP su "Belle speranze"
PP

Voto 5. [14.02.2011]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Belle speranze (1988)


10 luglio 2010 Opinione di sasso67 su "Belle speranze"
sasso67

Per chi, come il sottoscritto, non abbia visto il primo film di Mike Leigh (Bleak Moments, del 1971) ed abbia iniziato a prendere confidenza con il suo cinema a partire da questo suo secondo film, realizzato a ben diciassette anni dal primo, può benissimo passare l’idea che per il regista di Salford (un sobborgo di Manchester industriale e vitalissimo) il peccato originale dell’umanità, quanto meno britannica, sia l’inizio del governo thatcheriano. I rapporti...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Belle speranze (1988)

2 commenti
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21 febbraio 2009 Opinione di steveun su "Belle speranze"
steveun

Mediocre e sconclusionata pellicola dai toni tristi in una Londra meta' anni '80: salvo solo la nonna Edna Dore'.

voto al film: steveun assegna il voto mediocre a Belle speranze (1988)


9 luglio 2008 Opinione di kotrab su "Belle speranze"
kotrab

Deprimente vedere tanta indifferenza nei confronti di questo gioiello: Belle speranze è una eccellente e intelligente commedia dolce-amara dai risvolti drammatici e a volte malinconici, dai dialoghi spumeggianti e spesso coloriti "con gusto", è lo spaccato della vita di tre coppie londinesi e di una madre anziana, triste e un pò svanita, in cui si intrecciano i vari sogni e bisogni dei personaggi (spesso bisogni fasulli o troppo invadenti, o sogni utopici), con le loro ipocrisie, i loro...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Belle speranze (1988)

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