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Il grande cocomero (1993)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il grande cocomero: minimo
Ritmo ritmo in Il grande cocomero: presente
Impegno impegno in Il grande cocomero: presente
Tensione tensione in Il grande cocomero: minimo
Erotismo erotismo in Il grande cocomero: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il grande cocomero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il grande cocomero (voti: 29 media: 3,66) 29

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La trama

La dodicenne Pippi, preda di crisi epilettiche fin dall'infanzia, approda al reparto di neuropsichiatria infantile diretto dal giovane Arturo. Questi si rende presto conto che il problema è riconducibile all'ambiente familiare, costituito da genitori arricchiti e assenti, privi di ogni capacità di ascolto e slancio comunicativo. Decide perciò di tentare una terapia analitica. Il rapporto, intenso e non sempre facile, con la ragazzina sarà un'occasione anche per lui - reduce da una crisi coniugale - per ritrovare un senso alla propria esistenza.  

Prova matura della Archibugi, che si conferma regista sensibile, ma anche sicura nella scrittura e nella direzione degli attori, vero punto di forza del film con interpretazioni ricche di sfumature.

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L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 21/10/2009 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il minimalismo è uno stile, un genere, una branchia della commedia all’italiana sorta nel decennio degli ottanta, anni di riflusso e di torpore sociale, politico e anche cinematografico. Dopo i movimentati e creativi settanta era inevitabile, quasi un calo fisiologico accelerato dal boom delle televisioni private che hanno sostituito nell’immaginario collettivo tutto ciò che rappresentò il grande schermo. Etimologicamente per minimalismo si intende la “tendenza a concentrare gli spazi su obiettivi minimi e realistici” oppure “corrente della letteratura americana degli anni ’80 che utilizza uno stile conciso e aderente al linguaggio parlato, per descrivere la realtà quotidiana”. Al cinema tradotto significa analizzare un tema da un’ottica ridotta, familiare, intimista, “due camere e cucina” come disse sarcastico N.Moretti in CARO DIARIO, mantenere un profilo basso da ogni punto di vista. Negli anni ’90 si è arrivati a una saturazione come avviene ciclicamente per tutti i generi, oggi è un demone da evitare ma prima o poi verrà rivalutato. Sono tanti gli sceneggiatori e i registi che hanno fatto minimalismo, molti sono naufragati quasi subito, le meteore non si contano, alcuni si sono riciclati altri sono sopravvissuti. E’ il caso di G.Piccioni, il quale sembra essersi definitivamente arenato e si rimpiangono le sue prime opere, P.Del Monte è stato il precursore, il battitore libero e appartato del genere, S.Rubini regista era più interessante agli esordi, i suoi film recenti sono meglio confezionati e pubblicizzati ma nascondono un vuoto clamoroso, si barcamenano come possono i più talentuosi S.Soldini e F.Archibugi. Entrambi hanno firmato dei piccoli capolavori del genere, Soldini con L’ARIA SERENA DELL’OVEST e UN’ANIMA DIVISA IN DUE, la Archibugi con MIGNON E’ PARTITA e VERSO SERA, recentemente con il sottovalutato DOMANI. Ma è con IL GRANDE COCOMERO che ha raggiunto la piena maturità artistica, il perfetto equilibrio tra dramma e commedia nel raccontare il mondo infantile rapportato con quello adulto. Arturo è un quarantenne neuropsichiatra infantile che lavora in un policlinico romano, accoglie nel suo reparto la problematica Pippi, una dodicenne afflitta da un complesso caso di epilessia. Il neuropsichiatra sperimenta una terapia alternativa sulla piccola costruendo un confronto schietto e sincero fatto di conflitti, gratificazioni, delusioni e affetto. Entra in contatto anche con la famiglia, una coppia di borgatari superficiali in crisi e vera causa della malattia di Pippi, per Arturo lei diventa “un motivo valido per alzarsi l’indomani” sanando in parte anche le sue ferite personali. Un ulteriore punto d’incontro tra i due è dato dal Grande Cocomero, la zucca della notte di Halloween che nelle famose strisce di Schulz, Linus e Charlie Brown attendono invano nell’orto coi cactus e nella cocomeraia sotto la pioggia; il racconto del fumetto amato da Arturo e regalato a Pippi è la metafora dei sogni di bambino divenuti utopia da adulti. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il grande cocomero


12 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Il grande cocomero"
chribio1

la storia in se' e lacrimevole,il film sembra fatto con passione ma spesso pare forzatamente triste ma almeno gli attori fanno il loro dovere.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il grande cocomero (1993)


9 gennaio 2010 Opinione di supadany su "Il grande cocomero"
supadany

VOTO : 7. Pellicola drammatica di buona fattura che riesce a smarcarsi dal resto del branco. Buona la storia, fondata sui rapporti interpersonali tra i protagonisti e buona anche come l'Archibugi decide di raccontarla, lontano cioè dai soliti esasperati manierismi figli di un cinema che tende a copiare più che limitarsi al raccontare il proprio animo. Un film che vuole essere essenziale, ma di cuore, dove i personaggi riescono a fare breccia nel cuore dello spettatore,...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)

1 commento


21 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "Il grande cocomero"
hallorann

Il minimalismo è uno stile, un genere, una branchia della commedia all’italiana sorta nel decennio degli ottanta, anni di riflusso e di torpore sociale, politico e anche cinematografico. Dopo i movimentati e creativi settanta era inevitabile, quasi un calo fisiologico accelerato dal boom delle televisioni private che hanno sostituito nell’immaginario collettivo tutto ciò che rappresentò il grande schermo. Etimologicamente per minimalismo si intende la...

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a Il grande cocomero (1993)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

29 settembre 2008 Opinione di akenaton su "Il grande cocomero"
akenaton

Ho ritrovato una nutrita serie di luoghi comuni e di deja-vu, seppur gestiti con mano non grossolana (il medico modesto/intelligente/tenace che combatte l'ottusità del sistema, l'ospedale scrostato, la caposala iperdemotivata, il collega che non ce la fa e "tradisce" con un ospedale privato, la cappa della burocrazia, i pochi mezzi, ecc ecc); si rischierebbe di rasentare una delle attuali tremende fiction di RAI o Mediaset di argomento sanitario, se non fosse per la bravura di Castellitto e...

voto al film: akenaton assegna il voto sufficiente a Il grande cocomero (1993)



14 giugno 2008 Opinione di LorCio su "Il grande cocomero"
LorCio

“Come mai hai dormito qui?”. “Sperimentavo”. Se uno vorrebbe delineare al meglio lo scopo della missione del protagonista del terzo film di Francesca Archibugi, dovrebbe partire da questo scambio di battute tra egli stesso e il suo superiore (bella prova di Gigi Reder). Arturo – la cui esperienza raccontata nel film è ispirata a quella di Marco Lombardo Radici – lavora alla neuropsichiatria a stretto contatto con bambini ed adolescenti malati. La sua sfida professionale la trova...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)


28 gennaio 2007 Opinione di La signora Lloyd su "Il grande cocomero"
La signora Lloyd

Bello e spontaneo, uno sprazzo di vita vera

voto al film: La signora Lloyd assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)



21 febbraio 2005 Opinione di fochetta su "Il grande cocomero"
fochetta

Il grande cocomero, come è facile immaginare è quello dei fumetti di Linus, che passa la notte del 31 ottobre nel campo dei cocomeri ad aspettare il grande cocomero. Ma si tratta in realtà di una invenzione del traduttore delle strisce, Linus si trova di un campo di zucche e aspetta la grande zucca, come ormai tutti sanno. Il titolo si riferisce ad un punto cruciale per la storia in cui lo psicologo dell’ospedale, Arturo, convince Valentina, detta Pippi, a seguire la sua terapia...

voto al film: fochetta assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)


22 dicembre 2004 Opinione di LReno su "Il grande cocomero"
LReno

Parecchi elementi non sono particolarmente nuovi; medico dai metodi innovativi in contrasto col vecchio approccio all'epilessia, con una predilezione particolare per una ragazzina malata ma particolarmente intelligente... Vi sono però spunti interessanti. Regia, come di consueto, essenziale.

voto al film: LReno assegna il voto sufficiente a Il grande cocomero (1993)



18 settembre 2003 Opinione di RageAgainstBerlusca su "Il grande cocomero"
RageAgainstBerlusca

Gran bel film, intelligente, simpatico e drammatico il giusto... da vedere e rivedere!

voto al film: RageAgainstBerlusca assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)


27 luglio 2002 Opinione di na su "Il grande cocomero"
na

Un film sulla diversità e sull'infanzia. La cosa che colpisce principalmente è l'umanità dei personaggi che non sono indenni da errori, ma hanno il coraggio di sbagliare e di ammettere la loro impotenza di fronte al dolore e alla malattia. In effetti più che personaggi sono persone vere con i loro pregi e difetti, con il loro coraggio, le loro paure ma anche con la loro codardia nell'affrontare la vita. Il dramma dell'incomunicabilità, il gap generazionale e la paura della morte e del...

voto al film: na assegna il voto buono a Il grande cocomero (1993)




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