Il grande cocomero (1993)
Con Sergio Castellitto, Alessia Fugardi, Anna Galiena, Lara Pranzoni
La trama
La dodicenne Pippi, preda di crisi epilettiche fin dall'infanzia, approda al reparto di neuropsichiatria infantile diretto dal giovane Arturo. Questi si rende presto conto che il problema è riconducibile all'ambiente familiare, costituito da genitori arricchiti e assenti, privi di ogni capacità di ascolto e slancio comunicativo. Decide perciò di tentare una terapia analitica. Il rapporto, intenso e non sempre facile, con la ragazzina sarà un'occasione anche per lui - reduce da una crisi coniugale - per ritrovare un senso alla propria esistenza.
Prova matura della Archibugi, che si conferma regista sensibile, ma anche sicura nella scrittura e nella direzione degli attori, vero punto di forza del film con interpretazioni ricche di sfumature.
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 21/10/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [7]
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12 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Il grande cocomero"
la storia in se' e lacrimevole,il film sembra fatto con passione ma spesso pare forzatamente triste ma almeno gli attori fanno il loro dovere.voto.5.
voto al film: 
9 gennaio 2010 Opinione di supadany su "Il grande cocomero"
VOTO : 7. Pellicola drammatica di buona fattura che riesce a smarcarsi dal resto del branco. Buona la storia, fondata sui rapporti interpersonali tra i protagonisti e buona anche come l'Archibugi decide di raccontarla, lontano cioè dai soliti esasperati manierismi figli di un cinema che tende a copiare più che limitarsi al raccontare il proprio animo. Un film che vuole essere essenziale, ma di cuore, dove i personaggi riescono a fare breccia nel cuore dello spettatore,...
voto al film: 
21 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "Il grande cocomero"
Il minimalismo è uno stile, un genere, una branchia della commedia all’italiana sorta nel decennio degli ottanta, anni di riflusso e di torpore sociale, politico e anche cinematografico. Dopo i movimentati e creativi settanta era inevitabile, quasi un calo fisiologico accelerato dal boom delle televisioni private che hanno sostituito nell’immaginario collettivo tutto ciò che rappresentò il grande schermo. Etimologicamente per minimalismo si intende la...
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29 settembre 2008 Opinione di akenaton su "Il grande cocomero"
Ho ritrovato una nutrita serie di luoghi comuni e di deja-vu, seppur gestiti con mano non grossolana (il medico modesto/intelligente/tenace che combatte l'ottusità del sistema, l'ospedale scrostato, la caposala iperdemotivata, il collega che non ce la fa e "tradisce" con un ospedale privato, la cappa della burocrazia, i pochi mezzi, ecc ecc); si rischierebbe di rasentare una delle attuali tremende fiction di RAI o Mediaset di argomento sanitario, se non fosse per la bravura di Castellitto e...
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14 giugno 2008 Opinione di LorCio su "Il grande cocomero"
“Come mai hai dormito qui?”. “Sperimentavo”. Se uno vorrebbe delineare al meglio lo scopo della missione del protagonista del terzo film di Francesca Archibugi, dovrebbe partire da questo scambio di battute tra egli stesso e il suo superiore (bella prova di Gigi Reder). Arturo – la cui esperienza raccontata nel film è ispirata a quella di Marco Lombardo Radici – lavora alla neuropsichiatria a stretto contatto con bambini ed adolescenti malati. La sua sfida professionale la trova...
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28 gennaio 2007 Opinione di La signora Lloyd su "Il grande cocomero"
Bello e spontaneo, uno sprazzo di vita vera
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21 febbraio 2005 Opinione di fochetta su "Il grande cocomero"
Il grande cocomero, come è facile immaginare è quello dei fumetti di Linus, che passa la notte del 31 ottobre nel campo dei cocomeri ad aspettare il grande cocomero. Ma si tratta in realtà di una invenzione del traduttore delle strisce, Linus si trova di un campo di zucche e aspetta la grande zucca, come ormai tutti sanno. Il titolo si riferisce ad un punto cruciale per la storia in cui lo psicologo dell’ospedale, Arturo, convince Valentina, detta Pippi, a seguire la sua terapia...
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22 dicembre 2004 Opinione di LReno su "Il grande cocomero"
Parecchi elementi non sono particolarmente nuovi; medico dai metodi innovativi in contrasto col vecchio approccio all'epilessia, con una predilezione particolare per una ragazzina malata ma particolarmente intelligente... Vi sono però spunti interessanti. Regia, come di consueto, essenziale.
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18 settembre 2003 Opinione di RageAgainstBerlusca su "Il grande cocomero"
Gran bel film, intelligente, simpatico e drammatico il giusto... da vedere e rivedere!
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27 luglio 2002 Opinione di na su "Il grande cocomero"
Un film sulla diversità e sull'infanzia. La cosa che colpisce principalmente è l'umanità dei personaggi che non sono indenni da errori, ma hanno il coraggio di sbagliare e di ammettere la loro impotenza di fronte al dolore e alla malattia. In effetti più che personaggi sono persone vere con i loro pregi e difetti, con il loro coraggio, le loro paure ma anche con la loro codardia nell'affrontare la vita. Il dramma dell'incomunicabilità, il gap generazionale e la paura della morte e del...
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