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Opinione di LorCio su Nemico pubblico

[The Public Enemy, USA 1931, Drammatico, durata 83', b/n]   Regia di William A. Wellman
Con James Cagney, Jean Harlow, Edward Woods, Joan Blondell




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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03/09/2008 voto al film: voto buono

Sul film

Il gangster movie abita qui. Vive ed agisce criminale tra le strade di un’America sperduta e frastornata, troppo impegnata nel calcolare il giusto equilibrio tra sogni e bisogni, per niente interessata a fermare la furia dannata che avvolge i malavitosi. Cosa volete che fregassero ad un lattaio o ad un birraio le malefatte di una banda dedita al controllo del commercio e della società? È questo lo scenario, complice e cupo, in cui si muove la parabola umana di Tom Powers, è tra i bigi palazzi della periferia e gli sfavillanti saloni dei tabarin che può avere luogo l’ascesa irresistibile e la relativa caduta di questo “nemico pubblico”. In realtà, se andiamo ad esaminare bene, l’antagonismo di questo personaggio non è tanto verso il pubblico: l’avversità è nei confronti della banda rivale, il contorno “normale”, ordinario, la comunità estranea alla malavita, ha un ruolo marginale – anzi, forse non compare quasi per niente. Le ragioni della vocazione criminale: il riscatto da una situazione economica non brillante, l’altare del facile successo dopo la polvere della miseria. Ma questo prologo giustifica il protagonista? Ovvio che no, però il fascino che egli emana è indubbio – d’altronde tutto il cinema gangster fa perno su personaggi dotati di fascino malato. Merito di James Cagney, perfetto con quella faccia da schiaffi, concentrato di sfrontatezza e disperazione, di cui non si dimenticano il pompelmo spiaccicato sul volto della pupa Clarke e il finale, amarissimo ed ineluttabile. Quel cadavere legato ed immoto che casca rigido sull’uscio della casa, quando tutto sembrava recuperabile, ha un qualcosa di crudele. Pur essendo un personaggio pressoché schifoso, Powers ha una sua drammaticità epica che lo rende un (anti)eroe. Negativo, sì. Il cui destino è inevitabile, tragico, aperto ad una vendetta che, molto probabilmente, o verrà servita fredda o non vedrà mai la luce. Di lì a qualche anno ci sarebbe stata la grande crisi, e i problemi sarebbero stati altri. Figurarsi quanto poteva interessare una vendetta. Figurarsi quanto poteva interessare la difesa della società da questi nemici pubblici. Lo so, è scoraggiante, ma presumibilmente è stato così.

Sulla regia di William A. Wellman

Dinamica e serrata, vibrante e tesissima.

Sull'interpretazione di Edward Woods

Bravo, non male.

Sull'interpretazione di Jean Harlow

Ammaliante femme fatale.

Sull'interpretazione di James Cagney

Irrresistibile e perfetto.

Sulla colonna sonora

In tema.

Cosa cambierei

Voto: 7.


SI

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