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Lola Montès (1955)

[Lola Montès, Francia, Germania 1955, Biografico, durata 100']   Regia di Max Ophüls
Con Martine Carol, Peter Ustinov, Anton Walbrook, Ivan Desny



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lola Montès: minimo
Ritmo ritmo in Lola Montès: presente
Impegno impegno in Lola Montès: presente
Tensione tensione in Lola Montès: forte
Erotismo erotismo in Lola Montès: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lola Montès

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lola Montès (voti: 20 media: 3,70) 20

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locandina di Lola Montès

La trama

Sotto il tendone di un circo, Lola Montès, contessa Maria Dolores de Lansfeld, rivive il suo passato rispondendo alle domande del pubblico. Dalla sua fuga da casa con l'amante della madre per sottrarsi a un matrimonio impostole con un vegliardo, alla sua collezione di celebri amanti. Poi la parabola discendente, il salto mortale ogni sera nel circo, il bacio della mano concesso per un dollaro. Le arditezze formali con cui Ophüls ha costruito il film, sconcertarono il pubblico alla sua uscita e i produttori intervennero pesantemente sulla pellicola. Il film è comunque un gioiello per l'elaborazione delle immagini, l'uso del colore e delle scenografie, il vero testamento spirituale dell'autore. 

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L'opinione più votata

Di Mr.Klein scritta il 15/01/2008 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Se è possibile esprimere il controllo attraverso l’artificio della messinscena di una vita reinventata grazie al fuoco fatuo delle ambizioni,tanto più grandi quanto più modeste sono le qualità,sia umane che artistiche,se le vicende narrate non invadono lo stile della regia,non ne determinano né ne pregiudicano le scelte,facendo in modo che il personaggio non si posizioni dietro la macchina da presa sostituendo l’autore o l’artigiano cui spettano le decisioni,allora Lola Montes è in assoluto uno degli esempi più tesi e vibranti di ciò che significa regia. Max Ophuls,con questo film che non ha solo valore di testamento,e questo col senno di poi,ma di completa fede nella riproducibilità scenica delle vicende umane,quasi fosse impossibile che l’esistenza anche più insignificante non meriti l’onore di essere narrata,all’interno di una gabbia circense che si situa all’opposto dell’idea felliniana di circo,erige un edificio imponente,invaso da un fasto soffocante,un attimo prima che crolli o che venga incendiato. Lola Montès è l’epitome del personaggio che trova il conforto di vivere,ed una equivoca speranza nella vita stessa,solo nell’esasperazione del continuo candidarsi a vivere un’esistenza che è impossibile concepire lontano dal ruolo di protagonista,laddove questo è concesso non da un’aderenza passionale alle alterne fortune degli essere umani,e dall’intelligenza con cui le si risolve e ammansisce,ma da un’inconsapevolezza della realtà quando non consenta di recitare,senza accorgersi di dovere sostenere eternamente un ruolo che si è scelto nel momento in cui si è pensato di poter fermare il tempo. Non sembra un caso che per interpretate un personaggio senza alcune qualità che non fosse quella di destinarsi alla fama( e qui Ophuls ribadisce il vero ruolo dell’autore,cioè quello di ignaro profeta dei tempi a venire),abbia scelto un’attrice come Martine Carol,che aderisce al suo personaggio come potrebbe fare solo un’attrice di piccolissime virtù:infatti,un’attrice vera,consapevole del proprio talento,avrebbe dirottato l’attenzione sulle virtù personali anziché sulla struggente povertà del personaggio;come è altrettanto necessario che nei ruoli di contorno,infidi o ridicoli,ci siamo valentissimi comprimari. Su quanto sia visivamente conturbante la regia di Ophuls si potrebbero scrivere interi trattati,per come sembra abbia posizionato la cinepresa dietro le quinte di un teatro dal quale è vietato uscire,mobile come l’ottica visiva di chi spia e cerca un angolo privilegiato dal quale continuare ad assistere allo spettacolo di chi non può sottrarsi al voyeurismo perché vive delle distorsioni dello sguardo altrui,e dispiega sullo schermo le soluzioni esatte da una tragedia di ambientazioni acquatica. Per tutto il film si ha la sensazione che Ophuls abbia deciso di concentrare tutte le scoperte e le sperimentazioni degli anni trascorsi,come non ci fosse più tempo e speranza di dimostrare altro,e impasta le scene con una scala cromatica satura fino ad essere ridondante,veste con i costumi ricchi di una festa cui si è invitati per il piacere di creare un esubero di spettatori,costumi che non si dimostrano sufficienti per coprire i corpi:non è possibile perché tutti,dal pubblico ai protagonisti,provano la tentazione di svestirsi degli abiti loro attribuiti per provarne altri,fino a reindossare i primi,usurati e che attendevano di essere rivissuti. Distanziandosi di molto dalle esigenze di titoli genericamente biografici,Lola Montès mantiene il tono di una cerimonia lussuosamente luttuosa,l’andamento lento e impaurito di un itinerario prima di giungere al patibolo,e dimostra come chiunque decida di salire su un palcoscenico e di vivere secondo le imposizioni di una vertiginosa ambizione,alla fine sia condannato ad una eterna,interminabile rappresentazione di sé fino al collasso,alla totale perdita della conoscenza. Lola Montès è la recita dell’amore plateale,bugiardo e affamato che estingue ogni possibilità di viverlo intimamente,di non pronunciare frasi che ne contraddicano la ripresa teatrale,e annulla il diritto di prestarsi alla condizione di un umano,praticabile anonimato:a chi ha sempre fatto in modo che il proprio nome venisse scritto come il primo di uno spettacolo,non ha il diritto di decidere quando è il momento di chiudere il sipario.
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SI

Opinioni su Lola Montès


25 dicembre 2009 Opinione di sasso67 su "Lola Montès"
sasso67

Ascesa e caduta di una donna di vita, attraverso la quale Ophüls mette in scena lo spettacolo (e la spettacolarizzazione) della vita, dai suoi picchi assoluti agli abissi più umilianti. Martine Carol è molto bella ma piuttosto statica.

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Lola Montès (1955)


12 dicembre 2009 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Lola Montès"
Utente rimosso (ohmeye)

A me piacciono i film vecchi. A me piacciono i film vecchi con qualcosa di francese dentro o anche tutti  francesi. A me piacciono i film vecchi francesi che parlano di persone esistite possibilmente coronate e possibilmente dell'ottocento. E Lola Montes pare soddisfare tutti i requisiti. Se dovessi scrivere la storia con i film direi che siamo nell'area "Ludwig - Sissi - Mayerling - L'aigle aux deux tetes" quella mitteleuropa sognata e reinventata dal cinema europeo. Lola Montes in...

voto al film: Utente rimosso (ohmeye) assegna il voto ottimo a Lola Montès (1955)

nessun commento
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19 giugno 2009 Opinione di PP su "Lola Montès"
PP

Voto 6,5. Scrittura del film molto originale, narrante la biografia della Montes, a tutto disposta e abile catalizzatrice di scandali. La Carol a mio giudizio non è all’altezza del ruolo, molto più sofferto, spregiudicato e problematico di quanto la sua interpretazione un po’ monocorde riesca a rendere. [02.06.2009]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a Lola Montès (1955)


15 giugno 2009 Opinione di bradipo68 su "Lola Montès"
bradipo68

Ascesa e declino di una cortigiana ora praticamente reclusa in un circo.Il tutto racontato in flashback,partendo dalla fine.E'l'ultimo film di Ophuls e il suo primo a colori.E ci si accorge subito dell'interesse dell'autore per esplorare il più ampiamente possibile le potenzialità della tavolozza cromatica.Ne vien fuori un film coloratissimo,con un uso del colore straordinario alternando tonalità calde a tonalità fredde.La storia della cortigiana del titolo si dipana tra corti di sovrani...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Lola Montès (1955)



20 aprile 2009 Opinione di OGM su "Lola Montès"
OGM

Le scene sono ingombre di oggetti, arredi e suppellettili che circondano, e in parte coprono, i personaggi, creando un gioco di strati sovrapposti che, come in un libro tridimensionale, dà una rudimentale illusione di profondità. Un intreccio prospettico di colonne, ringhiere ed inferriate ricorda le barre di una gabbia e moltiplica, estendendolo a tutto l'ambiente, l'effetto del serraglio in cui Lola Montès si esibisce come un fenomeno da baraccone. Il film è una cornucopia visiva che...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Lola Montès (1955)

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5 aprile 2008 Opinione di teaestefano su "Lola Montès"
teaestefano

Un film unico, nel senso che non assomiglia a nessun altro. Vecchiotto ormai, ma moderno, mi ha ispirato rispetto e una certa ammirazione, anche se mi ha lasciato distaccato dalla vicenda (ma forse è quello che voleva il regista). E' un gran esempio di arte cinematografica, anche se confesso di non capire dove il regista volesse andare a parate: assolvere, condannare, rimpiangere... O per la sua eroina cosa prova? Ammirazione, diapprovazione, nostalgia... Forse è un mio limite, ma questo...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Lola Montès (1955)



15 gennaio 2008 Opinione di Mr.Klein su "Lola Montès"
Mr.Klein

Se è possibile esprimere il controllo attraverso l’artificio della messinscena di una vita reinventata grazie al fuoco fatuo delle ambizioni,tanto più grandi quanto più modeste sono le qualità,sia umane che artistiche,se le vicende narrate non invadono lo stile della regia,non ne determinano né ne pregiudicano le scelte,facendo in modo che il personaggio non si posizioni dietro la macchina da presa sostituendo l’autore o l’artigiano cui spettano le decisioni,allora Lola Montes è...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a Lola Montès (1955)

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2 agosto 2006 Opinione di emmepi8 su "Lola Montès"
emmepi8

Grande saluto al cinema di Ophuls, una grossa cooproduzione franco-tedesca, che non ebbe successo e mise nel lastrico i produttori, ma che poi fu rivalutata dalla critica in maniera determinante. Un capolavoro assoluto e primo ed ultimo film a colori del regista. La scelta del colore non è certo casuale (come lo è stato per Visconti, Fellini e Antonioni), è una serie di immagini da rimanere incantati, un muoversi della cinepresa che fa rimanere in eccitazione e senz'altro uno spettacolo...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Lola Montès (1955)

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2 agosto 2006 Opinione di emmepi8 su "Lola Montès"
emmepi8

Grande saluto al cinema di Ophuls, una grossa cooproduzione franco-tedesca, che non ebbe successo e mise nel lastrico i produttori, ma che poi fu rivalutata dalla critica in maniera determinante. Un capolavoro assoluto e primo ed ultimo film a colori del regista. La scelta del colore non è certo casuale (come lo è stato per Visconti, Fellini e Antonioni), è una serie di immagini da rimanere incantati, un muoversi della cinepresa che fa rimanere in eccitazione e senz'altro uno spettacolo...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Lola Montès (1955)


8 aprile 2004 Opinione di ed wood su "Lola Montès"
ed wood

la summa della poetica e dell'estetica del grande Max Ophuls. Di straordinaria modernita' espressiva, e' un melodramma glaciale, amaro e disincantato, che assume connotati di autentica ferocia nelle sequenze circensi (con un grande Ustinov!). Attraverso le tristi vicende di una donna sola (quintessenza dell'eroina ophulsiana), il regista "apolide" ci offre un commento sconsolato sul peso e sull'influenza delle convenzioni sociali e del moralismo dell'alta societa' sugli istinti libertari e...

voto al film: ed wood assegna il voto nd a Lola Montès (1955)

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