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Opinione di giuseppedimarco94 su Ricomincio da capo

[Groundhog Day, USA 1993, Commedia, durata 103']   Regia di Harold Ramis
Con Bill Murray, Andie MacDowell, Chris Elliott, Stephen Tobolowsky




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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12/11/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Il racconto di Ramis è un'idea coinvolgente che trova la sua brillantezza comica e il senso dell'azione nel corto circuito tra i due tempi narrativi: quello ciclico del mondo e quello lineare del protagonista.
All'interno di un simile stratagemma, rinunciando alle possibilità decostruttive e direttamente tragiche, l'autore non recusa però di inoltrarsi nell'agone drammatico attraverso l'ESPERIMENTO della nuova vita.
Phil cerca tutto e subito, esperisce e si catapulta nelle possibilità, tanto può usare la mancanza di un domani a suo completo piacimento.
Ma presto scopre che questo godimento non lo appaga e che realizza che non ha senso vivere e tenta in tutti i modi di suicidarsi. La catarsi avviene quando scopre invece che se non ha senso vivere, se la sua esistenza non può essere altro che monotonia sfogata nel sarcasmo, non si può attribuire tutta la colpa alla vita. Forse si può cercare di vivere meglio se non altro cercando di far star meglio la gente che ti vive attorno, almeno per un giorno. Intelligentissima e non scontata tutta la parte finale in cui Phil si scopre di buon cuore, perchè rivela nella narrazione il passaggio dell'accettazione, dall'adolescenza e spavalderia alla "consegna delle chiavi di casa" della sua nuova casa. E tutto questo attraverso una serie di sconfitte: la donna che non si concede nè tantomeno ti amerà mai, se non sei tu a cambiare, o il vecchio che muore.
Non ci possiamo creare un mondo perfetto, ma rifugiarsi nel vaffanculismo distaccato e totale, ci preclude tutta una serie di cose da fare, da vivere.
Il film non fa altro che decontestualizzare l'evoluzione psicologica del protagonista, e questo forse è l'aspetto maggiormente criticabile, però attraverso un iperbole divertente e commovente, ci restituisce lo sguardo che a volte ognuno di noi dovrebbe integrare nella propria portata cognitiva. E mettendo alla berlina la vera monotonia dell'esistenza, crea un personaggio capace di incantarsi di nuovo.


SI

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