Nick mano fredda (1967)
Con Paul Newman, George Kennedy, J.D. Cannon, Harry Dean Stanton
La trama
L'epica ribellione di un detenuto rinchiuso in un disumano campo di lavoro.
Nick Jackson (Newman) non è un vero criminale ma un ribelle che non si piega davanti a nessuno. Più che altro ha un carattere intrattabile ed è anche per questo che si becca due anni in un campo di lavoro. Soprannominato dagli altri prigionieri "mano fredda" per la sua imperturbabilità, ha un talento per mettersi nei guai. Prima si scontra con i suoi stessi compagni in un'interminabile scazzottata, poi con i guardiani del carcere mentre tenta di fuggire. La prima fuga finisce male e così la seconda. Rosenberg non è un maestro del cinema e se questo film è un gioiello la cosa si deve a un Paul Newman in forma smagliante, poi alla sceneggiatura di Frank Pierson, alla fotografia preziosa di Conrad Hall e infine all'apporto di George Kennedy che per questo film ottenne l'Oscar come miglior attore non protagonista.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 2011-06-30 15:14:37 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
"Il guaio, qui, è la mancanza di comunicatività"
Nick Mano Fredda costituisce uno degli esempi più freschi e sentiti dell'intera filmografia ambientata in un carcere, posto di lavoro o quant'altro posto sporco e lurido dove soffrire per il resto della pena a te data. Nonostante nel recente periodo molte pellicole sono uscite al cinema (Cella 211, Il Profeta), il film di Stuart Rosenberg riesce a stare ancora un gradino sopra, anche se è una pellicola girata nel lontano 1967. La fluidità del racconto si sposta sempre nei soliti posti, eppure non annoia, anzi, fa provare allo spettatore la voglia di entrare in uno dei corpi dei carcerati e vivere il lavoro duro, il pasto insieme agli altri detenuti, le partite di carte dove si può vincere qualche gruzzoletto di soldi, le amicizie e le antipatie. La macchina da presa fa quasi sembrare questo posto di lavoro per carcerati un vero e proprio divertimento, eppure la verità fa sempre male. Cabine claustrofobiche, boss severi e burberi, un lavoro faticoso rendono meno la voglia per lo spettatore di essere uno dei detenuti nel posto di lavoro preso in considerazione dalla solida e imperturbabile macchina da presa di Rosenberg. Il protagonista è interpretato da un grandissimo Paul Newman, qui in una delle prove che hanno segnato per sempre la sua carriera da attore, che nel prologo della vicenda comincia a spaccare parchimetri. Un inno allo spreco dei soldi oppure una semplice sbronzata con tanto di scoperta da parte dei poliziotti? Sicuramente la seconda opzione è quella più appropriata, dato che verrà subito portato nel campo di lavoro.
Il campo di lavoro deve essere una forma di pentimento anomala ed esagerata (i detenuti fanno una fatica tremenda quando vanno a solcare la terra o a tagliuzzare l'erba), che deturpa in maniera inoltrata la mente dei carcerati, demoralizzandoli in modo che non torneranno più a fare scorribande quando saranno liberi. Sicuramente chiunque sia a capo del posto di lavoro oppure un suo suddito non vuole continuare a sorvegliare i carcerati, specialmente quelli che hanno la catena tra le gambe, ovvero i più pericolosi in ambito di fuga dall'edificio. Il protagonista subisce una pena di 2 anni, incontra nuovi detenuti con cui diventerà amico e accompagnerà lo spettatore nelle peripezie quotidiane, senza mai stancare e alimentando la storia con un minimo erotismo, dove i fortunati sono i detenuti che, andati a zappare la terra, si godono lo splendido panorama che hanno di fronte. Non sono qui a parlare delle montagne alte e innevate che caratterizzano il Canada (non siamo al confine con quest'ultimo stato, dato che non si ha un minimo di indizio riguardo all'insediamento del posto di lavoro), del far west insieme alla Monument Valley di John Ford delle pellicole western di quel periodo, delle colline riarse in un piccolo avvallamento del terreno, del mare limpido e acceso dove forme di vita marine sguazzano e vengono catturate, ignare del trucco di ogni canna da pesca, del lago solare e tranquillo dove passare una bella giornata a base di picnic. ESPANDI +
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2011-06-30 15:14:37 Opinione di stanley kubrick su "Nick mano fredda"
THE RIGHT HAND "Il guaio, qui, è la mancanza di comunicatività" Nick Mano Fredda costituisce uno degli esempi più freschi e sentiti dell'intera filmografia ambientata in un carcere, posto di lavoro o quant'altro posto sporco e lurido dove soffrire per il resto della pena a te data. Nonostante nel recente periodo molte pellicole sono uscite al cinema (Cella 211, Il Profeta), il film di Stuart Rosenberg riesce a stare ancora un gradino sopra,...
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2011-05-04 19:04:52 Opinione di sasso67 su "Nick mano fredda"
Solido film carcerario con un Paul Newman nel fiore della carriera. Forografata benissimo da Conrad L. Hall (l'operatore, tra gli altri, di Butch Cassidy), l'opera di Rosenberg ha purtroppo un impatto diluito rispetto a quello che ebbe nel 1967. Resta l'inno a una personalità anarchica ed indomita, ad un perdente che non si dà mai per vinto. Da vedere con la sequenza reintegrata (anche se non doppiata) della bitumatura della strada.
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2011-03-17 11:46:44 Opinione di Matty9090 su "Nick mano fredda"
Un film d'altri tempi, divenuto famoso per le dure restrizioni imposte ai detenuti e alle tentazioni che li attanagliano. La faticosa esistenza all'interno del campo di prigionia si fa sentire, tra discussioni,zappate e riflessioni sulla vita, il detenuto Newman tenta di evadere e tornare alla realtà da "decapitatore di parchimetri". Un buon dramma, forse un po lento, ma che ha fatto la storia!
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2010-08-17 11:17:50 Opinione di kaisershow su "Nick mano fredda"
Dramma carcerario che punta sulla presenza scenica di Newman, ma che appare lento e poco avvincente per poter rivaleggiare con altri capolavori del genere (vedi “Fuga da Alcatraz”). Pellicola sopravvalutata, sembra potersi impennare nel finale con i ripetuti tentativi di fuga di “Nick”, “castrati” però da una regia che lascia molto all’immaginazione per evitare di girare scene più elaborate. La critica ha definito uno Newman,...
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2009-12-02 22:47:00 Opinione di wang yu su "Nick mano fredda"
Un film su un personaggio testardo e ribelle che con queste pessime qualita si prenderà un sacco di botte e avra una vita molto movimentata e breve.Bravo Paul Newman
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2009-12-02 08:07:30 Opinione di OGM su "Nick mano fredda"
La storia di "Nick mano fredda" si colloca in quella striscia di terra riarsa in cui il country incontra la sociologia della deriva morale; la colonia penale nel deserto è il luogo inospitale in cui l'errore si traduce in condanna ed il fallimento in umiliazione, tracciando un solco profondissimo tra i reietti ed il resto della comunità umana. Per i galeotti, giocare a chi fa più il duro è un necessario bluff nella partita per la sopravvivenza: in un...
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2009-04-04 21:44:41 Opinione di mmciak su "Nick mano fredda"
"Nick mano fredda" diretto nel 1967 da Stuart Rosenberg,devo dire che l'ho trovato strepitoso. La storia racconta di Nick Jackson che ha un carattere intrattabile e ribelle e non si piega davanti a nessuno. Poi proprio per questo si beccherà due anni in un campo di lavoro,ma presto conquisterà i suoi compagni e viene soprannominato "mano fredda". Lui a parte questo ha un talento a mettersi nei guai e si metterà anche contro le guardie. La pellicola è quasi sulle...
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2009-03-14 00:18:39 Opinione di alexscorpio su "Nick mano fredda"
Rivisto da poco in dvd nell'edizione integrale , in quanto quella italiana è mancante di circa un quarto d'ora , mi è piaciuto ancora di più ; un film straordinario così come il suo protagonista , qui , accompagnato da un cast di tutto rispetto a cominciare da George Kennedy , che per questo ruolo si aggiudicò l'Oscar come migliore attore non protagonista.
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2008-11-01 15:00:19 Opinione di Ivs su "Nick mano fredda"
"C'è più gusto a vincere quando non hai nulla da perdere". Era la filosofia di Nick, uno che alle regole proprio non ci voleva stare. Per lui un gesto di ribellione valeva più di qualsiasi altra cosa. Un istinto autodistruttivo e anarchico che lo portava ad affrontare a muso duro chiunque: poco importava fossero i secondini o i compagni di cella. Sangue bollente il suo, di quelli che hanno avuto tutto ma continuano a non sentirsi capiti, tormentati da demoni, rimorsi, e ossessioni che si...
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2007-12-13 16:11:58 Opinione di will kane su "Nick mano fredda"
Ah, quando i ribelli potevano esser degni di tale appellativo... Un classico del cinema americano degli anni Sessanta e Settanta era l'antieroe individualista, pronto a rompersi la testa per non piegarla, incapace di compromessi per vivere più comodo, con una coerenza di pensiero e azione ( spesso più la seconda del primo) da guadagnarsi spesso il rispetto dei nemici. Paul Newman è stato molte volte nei panni del personaggio scomodo, che si ritrova emarginato dalle comunità o addirittura...
voto al film: 
- sufficienti [4]
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