Wittgenstein (1993)
Con Karl Johnson, Tilda Swinton, Michael Gough, John Quentin, Clancy Chassay
La trama
La vita dissennata e illogica del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein.
Ludwig Wittgenstein nasce a Vienna alla fine del secolo scorso da una ricca famiglia. Ciò non toglie che a un certo punto decida di dare in beneficenza la sua parte di eredità e poi vada in Svizzera a fare l'insegnante elementare. Che quindi vada a insegnare filosofia a Cambridge riuscendo a mettersi in urto con tutti per colpa del suo carattere scontroso e delle sue teorie incomprensibili. Biopic innovativo e genialoide, girato in stile teatrale con siparietti su sfondo nero, scompaginando le regole temporali e tentando una sorta din visualizzazione stitlistica delle teorie del secondo Wittgenstein, quello delle teorie dei giochi linguistici. Anche il film di Jarman, in fondo, lo è.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 24/11/2008 - utile per 1 utenti
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15 aprile 2012 Opinione di Mulligan71 su "Wittgenstein"
Biografìa jarmaniana del grande filosofo austriaco. Arduo, troppo per la mia povera testolina da domenica sera. Ha un suo fascino, con quell'assenza di scenografìa, i rimandi visionari, un po' teatro dell'assurdo. E' stato un tentativo, ma non sono ancora pronto per la filosofìa. Preferisco la birra. Rimandato.
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1 dicembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Wittgenstein"
Più che un film, una pièce teatrale con i dialoghi gentilmente offerti dalla Filosofi s.r.l. Il regista, quindi, cosa ci ha messo del suo? Poco, troppo poco. Gli attori sono bravini, si fanno il loro ma l'attenzione è a livelli molto bassi a causa dei contenuti abbastanza elaborati (e vorrei ben vedere) per quanto nel complesso abbastanza fruibili. Una piccola nota, c'è un errore nella trama compilata dagli esperti di film.tv; Wittgenstein non da in...
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24 novembre 2008 Opinione di carlos brigante su "Wittgenstein"
L'unità spazio temporale è spazzata via con genialità e con stile grottesco. La scena è un non luogo che diventa "tutti i luoghi possibili". Dal nero dello sfondo prendono forma corpi, facce e situazioni in cui i colori sgargianti dei costumi ben rendono l'eccentricità rappresentata dal personaggio Wittgenstein. Assolutamente azzeccata la trovata dell'alieno verde che studia il filosofo e umano (?) Wittgenstein. Opera intellettuale, ma non intellettualoide. lo proporrei in una notte di...
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17 novembre 2007 Opinione di sir su "Wittgenstein"
più che un film un opera teatrale, un pò brecht, espone concetti complessi con grande facilità, il grande wittgwnstein nè esce davvero bene.
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6 novembre 2004 Opinione di sasso67 su "Wittgenstein"
Jarman sceglie una messinscena brechtiana nella recitazione degli attori e nella scenografia spoglia dello studio, un po' come nel più recente "Dogville" di Lars Von Trier. Il film è tutto un viaggio nel cervello del filosofo (come Cronenberg entra nel cervello del suo "Spider") che si vede un po adulto e un po' bambino, guidato da una specie di nano extraterrestre che funge da coscienza (non a caso lo accompagna sul letto di morte). Il tormento del filosofo che non si accontenta delle...
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7 settembre 2004 Opinione di ed wood su "Wittgenstein"
Si puo’ fare un film leggero e divertente, ma al tempo stesso profondo e commovente? Si puo’ coniugare l’astrusa materia filosofica con una messinscena colorata ed eccentrica? Barman c’e’ riuscito in pieno. “Wittgenstein” e’ un film assolutamente impedibile, fuori da ogni schema, fuori da ogni convenzione. Ironico, ma per nulla futile; perfetti gli attori.
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