Le mani sulla città (1963)
Con Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti, Angelo D'Alessandro
30/06/2011
Le mani sul web? No, grazie - Agiamo contro l'Agcom: si può, si deve
Stasera non vogliamo parlarvi strettamente di cinema, anche se l'argomento è estendibile fino alla nostra amata settima arte. Vogliamo parlare di LIBERTÀ e, soprattutto, di...
di Spaggy
La trama
Un consigliere comunale napoletano, Eduardo Nottola (militante di un partito di destra) e costruttore edile è costretto a ritirarsi dalla vita politica per il crollo di una palazzina da lui costruita. Cambiato partito (si sposta al centro) riesce a farsi eleggere di nuovo e ad avviare un gigantesco progetto speculativo.
Il film, sceneggiato dallo stesso Rosi con la collaborazione di Raffaele La Capria, Enzo Provenzale ed Enzo Forcella, conquistò il Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia suscitando molte polemiche. Rimane uno dei migliori esempi di cinema politico italiano, appassionante e non retorico, limpido ma non eccessivamente schematico.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 21/09/2010 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
9 aprile 2012 Opinione di tafo su "Le mani sulla città"
Ritratto di un paese ancora attuale, si filma Napoli ma si descrive l'Italia dove in ogni tragedia che chi piange ma c'è anche chi ride ( anche al telefono ). Le tragedie anche se annunciate non possono bloccare gli affari, gli appalti di una cementificazione ieri come oggi, nel pieno del boom economico o dopo un terremoto. La politica è solo clientelismo e i cittadini devono restare poveri e sudditi per poter essere facilmente convinti a votare il Nottola di turno senza dubbi morali. Lo...
voto al film: 
20 giugno 2011 Opinione di bukowski91 su "Le mani sulla città"
Francesco Rosi è uno dei maggiori esponenti del cosiddetto cine ma politico e d'inchiesta, genere quasi del tutto scomparso negli ultimi anni eccetto casi sporadici(Il caimano, Il divo). Qui siamo nella Napoli degli anni ' 60 per nulla lontana da quella di oggi. A palazzo san Giacomo si scatena un terremoto politico che porta alla nascita di una commissione d'inchiesta contro il consigliere Nottola, esponente del partito monarchico, molto forte nella Napoli di quegli anni. Nottola si...
voto al film: 
22 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Le mani sulla città"
sara' che questo film ha ben 47 anni (per ora),sara' che ci sono di mezzo impresari,avvocati,politica,famiglie disagiate ma cavolo,sono passati cosi' tanti anni e i problemi di una volta ce li tiriamo tutt'ora dietro ?! Questo film meriterebbe un plauso solamente per tutto quello di sociologico e d'attualita' che si porta dietro,il film non lo conoscevo,ma e' troppo lampante il suo peso anche nel nostro mondo moderno in cui viviamo.voto.9.
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21 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Le mani sulla città"
Visto al giorno d'oggi questo film che tra poco tempo festeggerà i suoi primi 50 anni assume contorni ancora più inquietanti:da film di denuncia assume le fattezze di un quasi horror in cui mostri proteiformi cambiano continuamente le loro fattezze per riuscire a essere sempre lì al loro posto.E diventa ancora più inquietante perchè è di stringente attualità.Se noi al posto di Nottola mettessimo un altro nome qualunque della nostra politica di...
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14 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Le mani sulla città"
Vi ricorda nulla? Rosi mette in scena la contemporanea (e dilagante nel futuro), problematica realtà della corruzione - morale e materiale - della classe politica italiana, prendendo come occasionale spunto l'argomento sempre scottante nel nostro Paese della speculazione edilizia. Chi si batte per l'ordine, l'onestà, la moralità è destinato ad essere fatto tacere: che sconforto. Soprattutto perchè è vero. Questa è l'Italia del 1963, ma ancor...
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18 maggio 2009 Opinione di will kane su "Le mani sulla città"
Se il cinema deve avere anche funzioni sociali, o perlomeno aprire confronti o portare la discussione su questioni di pubblico interesse, molti film di Francesco Rosi sposano in pieno questo versante della settima arte. "Le mani sulla città" all'epoca della sua uscita fu un atto d'accusa sferzante contro la mala gestione della politica, vista attraverso la facile corruttibilità delle alte sfere, da parte degli speculatori edilizi che cementificarono l'Italia nel "boom" degli anni Sessanta...
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4 febbraio 2009 Opinione di antonio de curtis su "Le mani sulla città"
Ottimo film di denuncia politica.Un attacco frontale di Rosi all'amministrazione comunale di destra del comandante Lauro.Se però rovesciamo le parti politiche andrebbe bene ancora oggi contro la tragica amministrazione di sinistra di Bassolino-Iervolino.Rimane un film purtroppo troppo poco visto dalle nuove generazioni(come la mia)per volonta politica?Credo di sì.Comunque è attualissimo sia per la situazione napoletana ma anche per le disastrose condizioni in cui vige tutta Italia
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5 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Le mani sulla città"
Uno dei migliori film di Rosi, serrato nei dialoghi e coraggioso (si dia un'occhiata all'anno di produzione) nell'assunto di denunciare la speculazione edilizia, madre di tutti gli accordi tra la camorra e la classe politica dominante.
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15 luglio 2008 Opinione di carlos brigante su "Le mani sulla città"
Rosi come sempre affronta il sociale, la politica, e si schiera apertamente dalla parte del popolo. L'Italia del boom economico non è solo progresso, ma è anche speculazione e corruzione. Il regista sottolinea il fatto che morale e politica non vanno purtroppo per la medesima strada e come nei giochi di potere conti solo primeggiare ad ogni costo. La narrazione è lineare e l'impostazione ricorda il Neorealismo italiano dove la strada, le macerie e la povertà coesistono con l'abuso del...
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19 settembre 2007 Opinione di solerosso82 su "Le mani sulla città"
Gli anni del boom furono segnati dalla devastazione del paesaggio, rurale e urbano, con la sua pressoché totale perdita di identità. La speculazione edilizia fu un fenomeno che dilagò ovunque, dalla Liguria alla Sicilia, ma il caso metropolitano più inquietante fu senza dubbio quello di Napoli: tra falso populismo dei politici, l'ignoranza dei potenti (interessante l'arredo 'antiquario' di uno dei protagonisti, senza scrupoli nel demolire gli edifici storici e fiero della sua falsa...
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