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Le mani sulla città (1963)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le mani sulla città: assente
Ritmo ritmo in Le mani sulla città: presente
Impegno impegno in Le mani sulla città: forte
Tensione tensione in Le mani sulla città: presente
Erotismo erotismo in Le mani sulla città: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le mani sulla città

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Le mani sulla città (voti: 37 media: 4,05) 37

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locandina di Le mani sulla città

30/06/2011

Le mani sul web? No, grazie - Agiamo contro l'Agcom: si può, si deve

Stasera non vogliamo parlarvi strettamente di cinema, anche se l'argomento è estendibile fino alla nostra amata settima arte. Vogliamo parlare di LIBERTÀ e, soprattutto, di...

di Spaggy

La trama

Un consigliere comunale napoletano, Eduardo Nottola (militante di un partito di destra) e costruttore edile è costretto a ritirarsi dalla vita politica per il crollo di una palazzina da lui costruita. Cambiato partito (si sposta al centro) riesce a farsi eleggere di nuovo e ad avviare un gigantesco progetto speculativo.  

Il film, sceneggiato dallo stesso Rosi con la collaborazione di Raffaele La Capria, Enzo Provenzale ed Enzo Forcella, conquistò il Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia suscitando molte polemiche. Rimane uno dei migliori esempi di cinema politico italiano, appassionante e non retorico, limpido ma non eccessivamente schematico.

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 21/09/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Visto al giorno d'oggi questo film che tra poco tempo festeggerà i suoi primi 50 anni assume contorni ancora più inquietanti:da film di denuncia assume le fattezze di un quasi horror in cui mostri proteiformi cambiano continuamente le loro fattezze per riuscire a essere sempre lì al loro posto.E diventa ancora più inquietante perchè è di stringente attualità.Se noi al posto di Nottola mettessimo un altro nome qualunque della nostra politica di oggi o di ieri la situazione non muterebbe di una virgola.Le mani sporche sono su ogni città:Il compromesso della vergogna è raggiunto in ogni stanza del potere.C'è sempre e ovunque un deus ex machina,una manovratore che tesse la sua tela per ingabbiare le sue vittime.Rosi ha uno stile vigoroso,sanguigno ma al contempo riesce a trovare la giusta distanza dall'infuocata materia narrativa.All'inizio adotta quasi uno stile neorealista per fare notare a chiare lettere(le immagini sono più eloquenti di qualsiasi parola) lo sfacelo sociale in cui sono costretti a vegetare gli abitanti dei quartieri più poveri.Il fatto di cronaca(il crollo di un palazzo con morti e feriti) è il campanello d'allarme inascoltato,metafora di una politica attenta sempre più ai propri bisgoni che a quelli della popolazione. Subito dopo in maniera lineare descrive l'ordinaria (cattiva)amministrazione del comune di Napoli costretto a cedere ai ricatti del palazzinaro di turno,il succitato Nottola che non esita a sacrificare il figlio per preservare la propria "verginità" politica.In questo modo arriva al suo scopo:uscire praticamente indenne dallo scandalo della palazzina crollata da lui costruita e,cambiato partito,ridiventare assessore per dare libero sfogo alle sue speculazioni edilizie.E l'arcivescovo con tutta la nomenklatura politica è in prima fila per inaugurare le nuove opere.Una storia di questo tipo succede ancora oggi praticamente in tutte le amministrazioni politiche a ogni livello:da quella comunale,a quella provinciale e ancora oltre.E si rabbrividisce vedendo la lucidità di analisi del film di Rosi,film apertamente a tesi in cui si attacca una certa parte politica(l'asse che dalla Democrazia Cristiana si dirige verso la destra) senza nascondere l'inadeguatezza di una Sinistra brava nelle parole e nelle denunce ma incapace di catturare i voti necessari.Cinematograficamente parlando il film è avvincente,serrato,recitato benissimo,la sua intelaiatura appare persino grezza se confrontata con la complessità del capolavoro Salvatore Giuliano di appena un anno prima all'apparenza molto più rifinito stilisticamente e se vogliamo raffinato.Rosi riesce quasi miracolosamente ad asciugare la recitazione sempre tendente all'istrionismo di Rod Steiger,ha dalla sua un mefistofelico Salvo Randone che nonostante un aspetto più che rassicurante è l'anima nera di tutto il film.Poco prima della parola fine compare una scritta che pone la pietra tombale sulla società del tempo in cui ai personaggi e fatti costruiti con la fantasia viene contrapposta la realtà ambientale che li ha creati.Grande cinema di impegno civile.Leone d'oro con polemiche in quel di Venezia.
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SI

Opinioni su Le mani sulla città


9 aprile 2012 Opinione di tafo su "Le mani sulla città"
tafo

Ritratto di un paese ancora attuale, si filma Napoli ma si descrive l'Italia dove in ogni tragedia che chi piange ma c'è anche chi ride ( anche al telefono ). Le tragedie anche se annunciate non possono bloccare gli affari, gli appalti di una cementificazione ieri come oggi, nel pieno del boom economico o dopo un terremoto. La politica è solo clientelismo e i cittadini devono restare poveri e sudditi per poter essere facilmente convinti a votare il Nottola di turno senza dubbi morali. Lo...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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20 giugno 2011 Opinione di bukowski91 su "Le mani sulla città"
bukowski91

Francesco Rosi è uno dei maggiori esponenti del cosiddetto cine ma politico e d'inchiesta, genere quasi del tutto scomparso negli ultimi anni eccetto casi sporadici(Il caimano, Il divo). Qui siamo nella Napoli degli anni ' 60 per nulla lontana da quella di oggi. A palazzo san Giacomo si scatena un terremoto politico che porta alla nascita di una commissione d'inchiesta contro il consigliere Nottola, esponente del partito monarchico, molto forte nella Napoli di quegli anni. Nottola si...

voto al film: bukowski91 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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22 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Le mani sulla città"
chribio1

sara' che questo film ha ben 47 anni (per ora),sara' che ci sono di mezzo impresari,avvocati,politica,famiglie disagiate ma cavolo,sono passati cosi' tanti anni e i problemi di una volta ce li tiriamo tutt'ora dietro ?! Questo film meriterebbe un plauso solamente per tutto quello di sociologico e d'attualita' che si porta dietro,il film non lo conoscevo,ma e' troppo lampante il suo peso anche nel nostro mondo moderno in cui viviamo.voto.9.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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21 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Le mani sulla città"
bradipo68

Visto al giorno d'oggi questo film che tra poco tempo festeggerà i suoi primi 50 anni assume contorni ancora più inquietanti:da film di denuncia assume le fattezze di un quasi horror in cui mostri proteiformi cambiano continuamente le loro fattezze per riuscire a essere sempre lì al loro posto.E diventa ancora più inquietante perchè è di stringente attualità.Se noi al posto di Nottola mettessimo un altro nome qualunque della nostra politica di...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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14 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Le mani sulla città"
mm40

Vi ricorda nulla? Rosi mette in scena la contemporanea (e dilagante nel futuro), problematica realtà della corruzione - morale e materiale - della classe politica italiana, prendendo come occasionale spunto l'argomento sempre scottante nel nostro Paese della speculazione edilizia. Chi si batte per l'ordine, l'onestà, la moralità è destinato ad essere fatto tacere: che sconforto. Soprattutto perchè è vero. Questa è l'Italia del 1963, ma ancor...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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18 maggio 2009 Opinione di will kane su "Le mani sulla città"
will kane

Se il cinema deve avere anche funzioni sociali, o perlomeno aprire confronti o portare la discussione su questioni di pubblico interesse, molti film di Francesco Rosi sposano in pieno questo versante della settima arte. "Le mani sulla città" all'epoca della sua uscita fu un atto d'accusa sferzante contro la mala gestione della politica, vista attraverso la facile corruttibilità delle alte sfere, da parte degli speculatori edilizi che cementificarono l'Italia nel "boom" degli anni Sessanta...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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4 febbraio 2009 Opinione di antonio de curtis su "Le mani sulla città"
antonio de curtis

Ottimo film di denuncia politica.Un attacco frontale di Rosi all'amministrazione comunale di destra del comandante Lauro.Se però rovesciamo le parti politiche andrebbe bene ancora oggi contro la tragica amministrazione di sinistra di Bassolino-Iervolino.Rimane un film purtroppo troppo poco visto dalle nuove generazioni(come la mia)per volonta politica?Credo di sì.Comunque è attualissimo sia per la situazione napoletana ma anche per le disastrose condizioni in cui vige tutta Italia

voto al film: antonio de curtis assegna il voto ottimo a Le mani sulla città (1963)


5 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Le mani sulla città"
sasso67

Uno dei migliori film di Rosi, serrato nei dialoghi e coraggioso (si dia un'occhiata all'anno di produzione) nell'assunto di denunciare la speculazione edilizia, madre di tutti gli accordi tra la camorra e la classe politica dominante.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)



15 luglio 2008 Opinione di carlos brigante su "Le mani sulla città"
carlos brigante

Rosi come sempre affronta il sociale, la politica, e si schiera apertamente dalla parte del popolo. L'Italia del boom economico non è solo progresso, ma è anche speculazione e corruzione. Il regista sottolinea il fatto che morale e politica non vanno purtroppo per la medesima strada e come nei giochi di potere conti solo primeggiare ad ogni costo. La narrazione è lineare e l'impostazione ricorda il Neorealismo italiano dove la strada, le macerie e la povertà coesistono con l'abuso del...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)

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19 settembre 2007 Opinione di solerosso82 su "Le mani sulla città"
solerosso82

Gli anni del boom furono segnati dalla devastazione del paesaggio, rurale e urbano, con la sua pressoché totale perdita di identità. La speculazione edilizia fu un fenomeno che dilagò ovunque, dalla Liguria alla Sicilia, ma il caso metropolitano più inquietante fu senza dubbio quello di Napoli: tra falso populismo dei politici, l'ignoranza dei potenti (interessante l'arredo 'antiquario' di uno dei protagonisti, senza scrupoli nel demolire gli edifici storici e fiero della sua falsa...

voto al film: solerosso82 assegna il voto buono a Le mani sulla città (1963)




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