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Distretto 13: le brigate della morte (1976)

[Assault on Precinct 13, USA 1976, Thriller, durata 91']   Regia di John Carpenter
Con Austin Stoker, Darwin Joston, Laurie Zimmer, Martin West



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Distretto 13: le brigate della morte: minimo
Ritmo ritmo in Distretto 13: le brigate della morte: forte
Impegno impegno in Distretto 13: le brigate della morte: assente
Tensione tensione in Distretto 13: le brigate della morte: forte
Erotismo erotismo in Distretto 13: le brigate della morte: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte (voti: 108 media: 4,08) 108

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La trama

A Los Angeles, un'isolata stazione di polizia è presa d'assalto da una gang sanguinaria. Suspense, ironia e azione si alternano in un meccanismo potente e perfetto. Un capolavoro scritto (con lo pseudonimo di John T. Chance, in omaggio a un personaggio di "Un d'ollaro d'onore" di Hawks, di cui il film è un ideale remake) musicato e diretto da John Carpenter. 

L'opinione più votata

Di Immorale scritta il 17/08/2010 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il neo Tenente Bishop era soddisfatto, quel pomeriggio; aveva appena indossato i gradi e si apprestava ad andare al lavoro con ottimismo. "Che bel soldatino !" lo aveva apostrofato scherzosamente sua moglie, e lui aveva riso.  La divisa stirata, le scarpe lustrate, il lucido cinturone erano la sua protezione, più importanti della 38 infilata nella fondina al suo fianco. Era un poliziotto. No, errore, era un Tenente di Polizia e...nero per giunta. In una città dove solo il 5 per cento dei poliziotti di colore riusciva a conquistarsi i gradi da ufficiale. Era questo ciò che cercava ? Ancora non lo sapeva ma si godeva il momento. Si stiracchiò mentre sostava nel giardino antistante la sua casa. Si guardò in giro, la città sembrava tranquilla e sorniona, come in attesa di qualcosa. Poche macchine in giro ed ancora meno persone; Il suo quartiere, tipico insediamento piccolo borghese di periferia, era tranquillo seppur non lontano dalle zone più turbolente della città. Si girò a fissare la porta di casa, per un attimo, rimirò e lucidò il distintivo già splendente ("to serve and protect", recitava la scritta) e si avviò verso la macchina. Mentre guidava ascoltava la radio, non si èra ancora spenta l'eco dello scontro a fuoco fra poliziotti e gang del giorno prima, 6 teppisti uccisi durante l'assalto ad un deposito di armi. Spense e si concentrò sui suoi pensieri, non voleva preoccupazioni nel suo primo giorno di lavoro da Tenente. "Hai scelto il mestiere sbagliato, baby, per non avere problemi", gli suggerì una vocina che gli strappò un sorriso. Probabilmente la vocina aveva ragione. Accese la radio di servizio per chiedere l'assegnazione e gli comunicarono (il Capitano in persona !), dopo averlo preso un pò in giro per la promozione (umorismo da sbirri), il suo impiego odierno": sovrintendere alle operazioni di chiusura del Distretto 13, ormai vuoto. Un lavoro noioso e semplice, si disse. Era per questo che aveva frequentato l'accademia ? si chiese ancora mentre si recava alla sua prima destinazione. Alla fine della giornata l'avrebbe scoperto. 


John Carpenter dirige, con il suo stile crudo ed essenziale, un sublime western metropolitano, dove la concezione del tempo si annulla (nonostante la precisa scansione temporale degli eventi) a favore di una rappresentazione spettrale degli spazi cittadini, popolati da fantasmi violenti che si aggirano nella desolazione di squallidi quartieri deserti. Lo stesso assedio del distretto di polizia, fulcro della storia, è una novità sostanziale: l'isolamento degli assediati non è dato dalla codàrdia dei concittadini (Un dollaro d'onore) ma dall'essere isolati in una metropoli di milioni di abitanti, soli in mezzo alla moltitudine, in balìa di teppisti silenti ed implacabili in cerca di (cieca) vendetta. I caratteri dei personaggi assediati nel distretto sono ben rappresentati:  il dolente ed ironico Napoleone, malvivente romantico e coraggioso, la ambigua e fascinosa Leigh dallo sguardo obliquo, il poliziotto integerrimo e pronto al sacrificio. La colonna sonora, ricordante altri temi carpenteriani, è minimale ed insistente, utile ad accompagnare i ciechi assalti della gang; la fotografia oscura e sgranata, infine, contribuisce alla sensazione di ineluttabilità trasudante dalla pellicola. Un capolavoro, sporcato solamente da qualche elemento ironico fuori luogo (la conta tra Napoleone e Wells), forse dovuto al doppiaggio italiano. 
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SI

Opinioni su Distretto 13: le brigate della morte


14 maggio 2012 Opinione di bellahenry su "Distretto 13: le brigate della morte"
bellahenry

siamo in un futuro molto vicino dove bande di teppisti ormai la fanno da padrone in certi quartieri della città, purtroppo, x una serie di sfortunate coincidenze, un distretto quasi deserto viene preso di mira da una di queste bande rendendo l'ultima notte del distretto lunghissima. carpenter si sta preparando per quello che in fuga da NY prima e da LA dopo sarà uno dei suoi cavalli di battaglia...le bande di criminali futuristiche! qui la storia è semplice ma accattivante con buoni...

voto al film: bellahenry assegna il voto buono a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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3 aprile 2012 Opinione di GoonieAle su "Distretto 13: le brigate della morte"
GoonieAle

Un capolavoro perfetto anche nelle virgole. Giustizia e ingiustizie, detenuti e poliziotti, donne e uomini, rancori e vendette, tutti chiusi in un piccolo distretto pronto ad esplodere. Non si salverà (quasi) nessuno (moralmente), e il finale dimostrerà il contrario di tutto.

voto al film: GoonieAle assegna il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte (1976)



22 novembre 2011 Opinione di vjarkiv su "Distretto 13: le brigate della morte"
vjarkiv

Alcune riflessioni visive che fanno di "Distretto 13" un magnifico film carpenteriano: "la tranquillità" iniziale che è il presagio del "violento caos" successivo; lo "scivolamento" nella notte dei teppisti con "l' intrusione" nel distretto alla morti viventi di romeriana memoria; il sottile erotismo tra Leigh e Napoleon.

voto al film: vjarkiv assegna il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte (1976)


18 ottobre 2011 Opinione di Stefano L su "Distretto 13: le brigate della morte"
Stefano L

Uno straordinario ritratto metropolitano di una Los Angeles cupa e sinistra, rappresentata come il fulcro di una società in forte declino. Le gang superano numericamente i polizziotti, quindi hanno il predominio su alcuni quartieri della megalopoli. Il tenente Ethan Bishop è costretto a collaborare con il criminale condannato a morte Napoleone Wilson per salvare la pelle di un gruppo di sporavvissuti al primo assalto del Distretto 13, teatro della vicenda. ...

voto al film: Stefano L assegna il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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15 agosto 2011 Opinione di gudderd su "Distretto 13: le brigate della morte"
gudderd

Carpenter riusciva a guadagnare con le riprese dell'oscurità e del morto, come nessun filmaker, rapido nel riprendere il morto, non si toglieva nessun'altra soddisfazione, se non di fare i soldi a scapito del morto, il credere del morto d'essere in armonia con sè stesso, la frustrazione del suo camminare autodistruttivo, la disonestà per incapacità del morto, con sè stesso e in altre situazioni dimostrata tutte le volte in tutte le situazioni, l'essere...

voto al film: gudderd assegna il voto buono a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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15 agosto 2011 Opinione di spizergliek su "Distretto 13: le brigate della morte"
spizergliek

Surreale Carpenter come 'riesce' a riprende immediatamente il morto, e mostra il suo lato peggiore, l'utodistruzione di sè stesso, l'oscurità senza fuuro, la perdita irreversibile del suo inconscio, anche tutte le riprese mostrano il morto che spera, costretto in salsamoia dal maestro di tutte le (dis) avventure horro fantasy, lo "zombie" finisce così, senza un domani, ottimo.

voto al film: spizergliek assegna il voto buono a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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15 agosto 2011 Opinione di sigourneyrules su "Distretto 13: le brigate della morte"
sigourneyrules

Un bellissimo western camuffato da thriller poliziesco, il signore del male John Carpenter in questa opera già mette in evidenza tutti i suoi marchi di fabbrica. Molto asciutto ed essenziale, sporco e cattivo, molti spunti narrativi tra cui l'ambiguo rapporto tra il detenuto e la segretaria qua riscopertasi  (per necessità) eroina tosta. Le horrorifiche brigate del titolo sembrano prese a prestito da Fog e  fuga da New York che (oops) sono opere che arriveranno + tardi.

voto al film: sigourneyrules assegna il voto buono a Distretto 13: le brigate della morte (1976)


15 agosto 2011 Opinione di zkoll22 su "Distretto 13: le brigate della morte"
zkoll22

Questo film del Carpenter, mostra alcune riprese seppur cupe e deplorevoli, per via del loro stress... tutto sommato abbastanza divertenti, in contrasto però con Holliwood. Quegli ambienti poveri sono stati considerati di terza classe, e come potete vedere, seppur non si capisce, non ricevette nessun premio. Forse le scene non sono saldate bene, i punti iniziali sembravano favorire l'intelaiatura della storia, però poi qualcosa s'è mosso per...

voto al film: zkoll22 assegna il voto sufficiente a Distretto 13: le brigate della morte (1976)



29 luglio 2011 Opinione di jonas su "Distretto 13: le brigate della morte"
jonas

Tira aria di disarmo al 13° distretto di polizia di Los Angeles: è l’ultimo giorno di attività prima del trasloco in altra sede, luce e telefono stanno per essere tagliati, arriva un tenente appena nominato per aiutare un agente e due centraliniste a disbrigare le formalità. Poi, per un’incredibile serie di sfighe, l’ambiente diventa sovraffollato: un furgone della polizia carceraria è costretto a sostarvi per soccorrere uno dei tre detenuti...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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12 giugno 2011 Opinione di Baliverna su "Distretto 13: le brigate della morte"
Baliverna

Nessuno come John Carpenter è adatto a rappresentare i teppisti e gli ambienti degradati delle metropoli americane. Questo secondo me è uno dei suoi film migliori, che forse si può definire anche capolavoro. La narrazione è molto tesa e compatta, sin dalle prime inquadrature, dove si percepisce subito che qualcosa di sinistro aleggia nell'aria. La polizia è lungi dall'essere una squadra di idealisti che combatte per il bene e la giustizia: tra essi vi sono...

voto al film: Baliverna assegna il voto ottimo a Distretto 13: le brigate della morte (1976)

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