Distretto 13: le brigate della morte (1976)
Con Austin Stoker, Darwin Joston, Laurie Zimmer, Martin West
La trama
A Los Angeles, un'isolata stazione di polizia è presa d'assalto da una gang sanguinaria. Suspense, ironia e azione si alternano in un meccanismo potente e perfetto. Un capolavoro scritto (con lo pseudonimo di John T. Chance, in omaggio a un personaggio di "Un d'ollaro d'onore" di Hawks, di cui il film è un ideale remake) musicato e diretto da John Carpenter.
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 17/08/2010 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
John Carpenter dirige, con il suo stile crudo ed essenziale, un sublime western metropolitano, dove la concezione del tempo si annulla (nonostante la precisa scansione temporale degli eventi) a favore di una rappresentazione spettrale degli spazi cittadini, popolati da fantasmi violenti che si aggirano nella desolazione di squallidi quartieri deserti. Lo stesso assedio del distretto di polizia, fulcro della storia, è una novità sostanziale: l'isolamento degli assediati non è dato dalla codàrdia dei concittadini (Un dollaro d'onore) ma dall'essere isolati in una metropoli di milioni di abitanti, soli in mezzo alla moltitudine, in balìa di teppisti silenti ed implacabili in cerca di (cieca) vendetta. I caratteri dei personaggi assediati nel distretto sono ben rappresentati: il dolente ed ironico Napoleone, malvivente romantico e coraggioso, la ambigua e fascinosa Leigh dallo sguardo obliquo, il poliziotto integerrimo e pronto al sacrificio. La colonna sonora, ricordante altri temi carpenteriani, è minimale ed insistente, utile ad accompagnare i ciechi assalti della gang; la fotografia oscura e sgranata, infine, contribuisce alla sensazione di ineluttabilità trasudante dalla pellicola. Un capolavoro, sporcato solamente da qualche elemento ironico fuori luogo (la conta tra Napoleone e Wells), forse dovuto al doppiaggio italiano.
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14 maggio 2012 Opinione di bellahenry su "Distretto 13: le brigate della morte"
siamo in un futuro molto vicino dove bande di teppisti ormai la fanno da padrone in certi quartieri della città, purtroppo, x una serie di sfortunate coincidenze, un distretto quasi deserto viene preso di mira da una di queste bande rendendo l'ultima notte del distretto lunghissima. carpenter si sta preparando per quello che in fuga da NY prima e da LA dopo sarà uno dei suoi cavalli di battaglia...le bande di criminali futuristiche! qui la storia è semplice ma accattivante con buoni...
voto al film: 
3 aprile 2012 Opinione di GoonieAle su "Distretto 13: le brigate della morte"
Un capolavoro perfetto anche nelle virgole. Giustizia e ingiustizie, detenuti e poliziotti, donne e uomini, rancori e vendette, tutti chiusi in un piccolo distretto pronto ad esplodere. Non si salverà (quasi) nessuno (moralmente), e il finale dimostrerà il contrario di tutto.
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22 novembre 2011 Opinione di vjarkiv su "Distretto 13: le brigate della morte"
Alcune riflessioni visive che fanno di "Distretto 13" un magnifico film carpenteriano: "la tranquillità" iniziale che è il presagio del "violento caos" successivo; lo "scivolamento" nella notte dei teppisti con "l' intrusione" nel distretto alla morti viventi di romeriana memoria; il sottile erotismo tra Leigh e Napoleon.
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18 ottobre 2011 Opinione di Stefano L su "Distretto 13: le brigate della morte"
Uno straordinario ritratto metropolitano di una Los Angeles cupa e sinistra, rappresentata come il fulcro di una società in forte declino. Le gang superano numericamente i polizziotti, quindi hanno il predominio su alcuni quartieri della megalopoli. Il tenente Ethan Bishop è costretto a collaborare con il criminale condannato a morte Napoleone Wilson per salvare la pelle di un gruppo di sporavvissuti al primo assalto del Distretto 13, teatro della vicenda. ...
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15 agosto 2011 Opinione di gudderd su "Distretto 13: le brigate della morte"
Carpenter riusciva a guadagnare con le riprese dell'oscurità e del morto, come nessun filmaker, rapido nel riprendere il morto, non si toglieva nessun'altra soddisfazione, se non di fare i soldi a scapito del morto, il credere del morto d'essere in armonia con sè stesso, la frustrazione del suo camminare autodistruttivo, la disonestà per incapacità del morto, con sè stesso e in altre situazioni dimostrata tutte le volte in tutte le situazioni, l'essere...
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15 agosto 2011 Opinione di spizergliek su "Distretto 13: le brigate della morte"
Surreale Carpenter come 'riesce' a riprende immediatamente il morto, e mostra il suo lato peggiore, l'utodistruzione di sè stesso, l'oscurità senza fuuro, la perdita irreversibile del suo inconscio, anche tutte le riprese mostrano il morto che spera, costretto in salsamoia dal maestro di tutte le (dis) avventure horro fantasy, lo "zombie" finisce così, senza un domani, ottimo.
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15 agosto 2011 Opinione di sigourneyrules su "Distretto 13: le brigate della morte"
Un bellissimo western camuffato da thriller poliziesco, il signore del male John Carpenter in questa opera già mette in evidenza tutti i suoi marchi di fabbrica. Molto asciutto ed essenziale, sporco e cattivo, molti spunti narrativi tra cui l'ambiguo rapporto tra il detenuto e la segretaria qua riscopertasi (per necessità) eroina tosta. Le horrorifiche brigate del titolo sembrano prese a prestito da Fog e fuga da New York che (oops) sono opere che arriveranno + tardi.
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15 agosto 2011 Opinione di zkoll22 su "Distretto 13: le brigate della morte"
Questo film del Carpenter, mostra alcune riprese seppur cupe e deplorevoli, per via del loro stress... tutto sommato abbastanza divertenti, in contrasto però con Holliwood. Quegli ambienti poveri sono stati considerati di terza classe, e come potete vedere, seppur non si capisce, non ricevette nessun premio. Forse le scene non sono saldate bene, i punti iniziali sembravano favorire l'intelaiatura della storia, però poi qualcosa s'è mosso per...
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29 luglio 2011 Opinione di jonas su "Distretto 13: le brigate della morte"
Tira aria di disarmo al 13° distretto di polizia di Los Angeles: è l’ultimo giorno di attività prima del trasloco in altra sede, luce e telefono stanno per essere tagliati, arriva un tenente appena nominato per aiutare un agente e due centraliniste a disbrigare le formalità. Poi, per un’incredibile serie di sfighe, l’ambiente diventa sovraffollato: un furgone della polizia carceraria è costretto a sostarvi per soccorrere uno dei tre detenuti...
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12 giugno 2011 Opinione di Baliverna su "Distretto 13: le brigate della morte"
Nessuno come John Carpenter è adatto a rappresentare i teppisti e gli ambienti degradati delle metropoli americane. Questo secondo me è uno dei suoi film migliori, che forse si può definire anche capolavoro. La narrazione è molto tesa e compatta, sin dalle prime inquadrature, dove si percepisce subito che qualcosa di sinistro aleggia nell'aria. La polizia è lungi dall'essere una squadra di idealisti che combatte per il bene e la giustizia: tra essi vi sono...
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