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Opinione di okkio su Bersagli





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26/11/2006 voto al film: voto buono

Sul film

Ti aspetti qualcosa di satirico e vagamente trash sul cinema horror classico e invece spunta questo piccolo gioiellino, girato benissimo, con una cura dei dettagli che non fa trasparire per nulla i pochi "cormaniani" giorni di riprese, un film che è un accorato omaggio a certo cinema (e a un mondo, quello dei drive-in che si sta dissolvendo) e al contempo un lavoro di critica sociale. Bogdanovich ha moltissimo da dire: a partire dalla ricostruzione dell'ambiente nel quale ha avuto modo di crescere il suo sguardo cinefilo. Anche lui, come molti attori del mainstream contemporaneo (Scorsese, Coppola, & c.), ha cominciato alla scuola di Corman quasi per caso. Karloff doveva un paio di giorni di lavoro all'autore di Il clan dei Barker, così ha proposto al giovane Bogdanovich di girare qualcosa con lui, aggiungendoci poi una ventina di minuti con attori vari (si legga sconosciuti, cioè 0 spese) più un'altra ventina presi direttamente da La vergine di cera dello stesso Corman. Ne esce questo lungometraggio misurato, con buon senso del ritmo, moltissimi dialoghi puramente cinefili. Bogdanovich (che recita anche nella parte di Sammy, in omaggio all'amico Samuel Fuller, sceneggiatore non accreditato) riprende un'America, quella post-Vietnam, post-Kennedy alla deriva, iper-militarizzata anche nel nucleo fondamentale della società, la famiglia, un'America che spaventa e uccide senza ragione. Terrificanti le scene di uccisione dei familiari, come pure l'apparente serenità di Bobby, l'assassino. Karloff interpreta sostanzialmente se stesso, un ex stella ormai in declino: curiosamente, Targets è uno dei pochi film che gli rende giustizia, non costringendolo a prove kitsch e anacronistiche, ma riuscendo a tratteggiare un personaggio simpatico e vivo.


SI

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