Dellamorte Dellamore (1993)
Con Rupert Everett, François Hadij-Lazaro, Anna Falchi, Barbara Cupisti, Stefano Masciarelli
La trama
Francesco Dellamorte ha scelto di rinchiudersi in una sorta di esilio volontario come guardiano del cimitero di un piccolo paesino. Con lui vive solo una strana creatura, una specie di muto folletto chiamato Gnaghi. Un brutto giorno però i morti decidono di tornare in vita, uscendo dalle loro tombe e seminando il terrore nel borgo. Dellamorte si vede così costretto a intervenire, uccidendo i morti per la seconda volta e seppellendoli di nuovo. L'horror italiano tenta di rivitalizzarsi rivolgendosi all'immaginario "noir" di Dylan Dog. Il risultato è apprezzabile, soprattutto per l'inconsueta dose di ironia. Singolari le interpretazioni di Everett e della Falchi.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 2/1994
Pellicola horror filosofica ispirata a un romanzo del padre di Dylan Dog e diretta da Michele Soavi, più attratto dalle scariche di adrenalina che dalle poetiche d'autore
L'opinione più votata
Di cheftony scritta il 06/07/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Dellamorte Dellamore è tratto dall'omonimo romanzo che Tiziano Sclavi, creatore del celebre fumetto Dylan Dog, scrisse nel 1983 e riuscì poi a pubblicare solo nel '91, cioè quando il buon Dylan era già nato e fra le mani di molti avidi lettori. Il personaggio di Francesco Dellamorte non è esattamente un prototipo di Dylan Dog, ma sicuramente, andando al di là delle numerose differenze fra i due, alcune caratteristiche hanno giocato un ruolo di rilievo anche nella creazione dell'indagatore dell'incubo londinese che ha reso famoso il pur fuggitivo dalla notorietà Sclavi.
Dellamorte (Rupert Everett) è un becchino italiano, custode del cimitero del piccolo comune di Buffalora insieme al suo amico Gnaghi (François Hadij-Lazaro), omone corpulento in grado di balbettare solo "Gnà!"; schivo a livelli quasi misantropici, Francesco ha comunque il suo bel daffare al camposanto, visto che i morti hanno la tendenza a risorgere dalle loro tombe, circostanza che obbliga Dellamorte ad avere il grilletto facile per riportare i "ritornanti" alla pace. L'incontro con una bella vedova (in)consolabile (Anna Falchi), con cui ha un rapporto sessuale di fianco alla tomba del marito, e il continuo "tornare" di lei rischiano di sconvolgere la vita di Dellamorte, che si trascina fra autoironia e curiosi passatempi...
Se dal punto di vista registico Michele Soavi alterna belle invenzioni a qualche ingenuità e se la trama è alquanto sfilacciata, d'altro canto Dellamorte Dellamore gode di molti punti di forza: la colonna sonora, la fotografia, la presenza di un magnetico Rupert Everett (alle cui fattezze si ispirò Sclavi per Dylan Dog, non dimentichiamolo) e su tutti un bel coraggio a sfornare in Italia un prodotto così anomalo, vale a dire un horror zombesco intriso di humour nero e comicità da fumetto fino al midollo.
"Gli elenchi del telefono?! Ma sei impazzito?! Lo sai che è la mia lettura preferita! Gnaghi, anche se hanno portato quelli nuovi perché i vecchi devono fare questa fine?! E' così che rispetti i classici?!" [Dellamorte rimprovera Gnaghi di fronte ad un rogo di inutilità e vecchi elenchi telefonici]
"Mi chiamo Francesco Dellamorte. Nome buffo, no? Ho anche pensato di farmelo cambiare all'anagrafe. Andrea Dellamorte sarebbe molto meglio, per esempio."
In definitiva, Dellamorte Dellamore è un film di genere che non delude gli appassionati di Dylan Dog, a cui somiglia molto di più rispetto allo scempio americano che ne è stato fatto un anno fa, non fosse altro per la presenza di Everett, ma ciò che più soddisfa lo spettatore è la stessa ironia macabra e la stessa melanconia che collegano strettamente il fumetto dell'indagatore dell'incubo e questo film, non privo di difetti ma troppo originale per essere banalmente liquidato.
- negative [6]
- sufficienti [8]
- positive [22]
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9 settembre 2011 Opinione di deggio su "Dellamorte Dellamore"
Un film del terrore intristo di humor e che non si prende tanto sul serio. Piacevoli le scene in cui il raccapricciante si mescola al grottesco.
voto al film: 
6 luglio 2011 Opinione di cheftony su "Dellamorte Dellamore"
"Tra morti viventi e vivi morenti siamo tutti uguali, tutti la stessa razza; ma se uccidi un morto fai un servizio di pubblica utilità, se uccidi un vivo invece ti metti nei guai." Dellamorte Dellamore è tratto dall'omonimo romanzo che Tiziano Sclavi, creatore del celebre fumetto Dylan Dog, scrisse nel 1983 e riuscì poi a pubblicare solo nel '91, cioè quando il buon Dylan era già nato e fra le mani di molti avidi lettori. Il personaggio di Francesco...
voto al film: 
13 giugno 2011 Opinione di Viola96 su "Dellamorte Dellamore"
L'ultimo grande horror italiano.Tratto da uno splendido romanzo di Tiziano Sclavi(grandioso scrittore e creatore di Dylan Dog,fumetto di alta classe).Il film si trascina lentamente,ma alcune sequenze sono straordinarie:il film è condito di houmor,spesso nero,e da un'impronta melò da bassi fondi che riesce a conquistare il pubblico esigente.Film di culto tra i fan dell'horror all'italiana diretto da Michele Soavi(bravo anche stavolta).Il film si serve di una colonna sonora...
voto al film: 
30 marzo 2011 Opinione di ligeti su "Dellamorte Dellamore"
In DellaMorte DellAmore ci sono sequenze bellissime: Everett e la Falchi che fanno sesso spinto sulla tomba del marito di lei proprio mentre quest’ultimo ritorna in vita; il secondo, visionario “ritorno” della Falchi; il finale aperto e spiazzante all’uscita del tunnel. Ci sono ambientazioni macabre quanto basta, attori scelti ed utilizzati con intelligenza, a partire da Rupert Everett che è perfettamente in parte. Ci sono i fondamentali apporti di...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di XANDER su "Dellamorte Dellamore"
Horror diverso dagli altri e per certi versi anche originale. Si ispira a Dylan Dog; l'ironia è molto presente (cosa inedita in questo tipo di genere italiano), ottimi trucchi ed effetti speciali, pessima invece la recitazione di Anna Falchi, bravo Ruper Everett. Sicuramente sarà meglio 100 volte di quella cagata del film Dylan Dog
voto al film: 
18 marzo 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Dellamorte Dellamore"
Dopo il recente disastro hollywoodiano perpetrato ai danni di Sclavi, verrebbe da dare 5 stellette a questo seppur scialbo filmetto horror. A tutt'oggi, infatti, questo è il risultato più apprezzabile di trasposizione filmica di un prodotto di Sclavi. Sul piano tecnico il film è sulla sufficienza, senza grossi sussulti e patemi ma ha una marcia in più legata ad alcuni fattori. La presenza del perfetto Rupert Everett (non tanto per le capacità...
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27 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Dellamorte Dellamore"
Zombi all'italiana in salsa (molto) grottesca. Dal più celebre romanzo di Sclavi un film ben fatto ma sospeso tra l'autorialismo (troppo filosofico il finale, ma lo era già nel romanzo!) e il genere puro (le scene horrorcomiche sono degne di Sam Raimi). Il paese della storia (Boffalora) esiste veramente e si trova vicino a Milano. Il personaggio di Francesco Dellamorte Dellamore compare anche nella storia (albo speciale di Dylan Dog) "Orrore nero". Quasi 20 anni prima del film...
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2 settembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Dellamorte Dellamore"
"Dellamorte Dellamore" è un piccolo grande capolavoro tratto da un romanzo del padre di Dylan Dog, Tiziano Sclavi. Poetico e spiritato, ironico e riflessivo, malinconico e filosofic. Un horror che non fa paura, ma che ammalia nel suo raccontare. Everett, cui la figura dell'indagatore dell'incubo è ispirata fisicamente, è interprete di un film che potremmo considerare quasi "il filmn su Dylan Dog".
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17 ottobre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Dellamorte Dellamore"
Divertente e grottesco horror, in bilico tra una commedia e un film sugli zombi di Romero. Soavi riesce a mettere in scena il mondo dal punto di vista di Dellamorte e a renderlo sempre più pazzo via via che quest' ultimo impazzisce (gli omicidi vengono causati da un bramoso desiderio di vendetta nei confronti della società sfruttatrice che lo odia), e tutto a causa di una donna dicui non conosce neanche il nome e che lo ossessiona a tal punto che comincia a vederla in alte...
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9 novembre 2008 Opinione di Lina su "Dellamorte Dellamore"
Questo Dellamorte Dellamore, è un film tratto dal romanzo di Tiziano Sclavi dal titolo omonimo, il cui protagonista principale si ispira liberamente a Dylan Dog (il fumetto). Facendo un confronto, sicuramente il romanzo ha una marcia in più, perchè il film ha tralasciato alcune sue battute e scene interessanti, ma il risultato finale è comunque ottimo. Sa rivelarsi un horror molto originale, grottesco e divertente. La sua atmosfera...
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