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La circostanza (1974)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La circostanza: assente
Ritmo ritmo in La circostanza: minimo
Impegno impegno in La circostanza: presente
Tensione tensione in La circostanza: presente
Erotismo erotismo in La circostanza: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La circostanza

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La circostanza (voti: 8 media: 4,00) 8

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La trama

Per tutti c'è una circostanza capace di cambiare, anche impercettibilmente, il corso dell'intera esistenza delle persone. Laura Liberti, una grintosa donna in carriera, conosce per caso un giovane motociclista coinvolto in un incidente stradale. Suo marito, un dirigente d'industria, finisce per essere licenziato per colpa della modernizzazione industriale. E anche per i loro figli, Silvia, Beppe e Tommaso, ci sarà un momento speciale, una "circostanza" cruciale. Olmi aveva cominciato così, con un cinema quasi sommesso, modernissimo, ma lieve. Poi anche lui s'è perso. Erano molto meglio i suoi vecchi film. Piccoli, piccoli. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 18/11/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto ottimo

Quasi un Crash- Contatto fisico al contrario, dove l’apparente casualità del destino si abbatte sulla gente che si sposta in auto per il mondo (in, realtà, all’interno di un microcosmo lombardo, diviso tra campagna e città), ma non tanto per avvicinarla agli estranei, quanto per allontanarla dai conoscenti. Per ognuno dei personaggi di questa storia – i membri di un facoltosa famiglia milanese, ritratti nel periodo della villeggiatura estiva – la circostanza è un incontro, un episodio, un’eventualità, una situazione, un elemento inatteso e dissonante che si inserisce all’improvviso nell’abituale corso dell’esistenza,   e subito si trasforma in un’ossessione, un’idea fissa che sottrae l’individuo agli affetti familiari e lo distoglie dalle preoccupazioni quotidiane.  Così Laura, affermata professionista e imprenditrice, assistendo ad un incidente stradale, si ritrova innamorata di un ragazzo; la figlia adolescente, appena iniziata all’amore, si scopre già portata alla spregiudicatezza; il marito ingegnere, alto dirigente di una grande azienda, vede la sua posizione in pericolo e finisce in preda all’insicurezza. Ognuno di noi possiede, dentro di sé, una dimensione incondivisibile ed incomunicabile, che soltanto a lui appartiene, ed è refrattaria agli stimoli ed agli umori esterni, così come alle logiche ed ai sistemi di priorità che regolano la vita sociale: quel pezzo di realtà esiste e prende senso solo dalla sua personale prospettiva, ed è, talvolta, come una interiore pietra d’inciampo per il normale flusso degli eventi, per il sereno e ripetitivo scorrere dei giorni. Tutto ciò che ieri sembrava ovvio e automatico, oggi risente continuamente del contraccolpo contro quello scoglio, che svetta al centro del pensiero frangendo la corrente in tante onde laterali, che portano la mente a naufragare lontano. In questo modo, l’imprevisto mette a nudo la nostra istintiva voglia di libertà, di evasione dalla routine e dai codici comportamentali dettati dal nostro ruolo nella collettività. Anche la tradizione di famiglia e la morale borghese fanno parte di quegli schematismi artificiali a cui il nostro io cerca, alla prima occasione, di sfuggire, almeno nei sogni ad occhi aperti, immaginando un individuo diverso in un ambiente diverso, capace di provare emozioni e compiere gesti che vanno ben oltre quello che ha inconsciamente imparato a imporsi come limite. Ciò che supera questa barriera, erroneamente interpretata come il confine del lecito, contrasta con le aspettative che tutti – e noi stessi, per primi – ripongono da sempre in noi: ma la razionale coscienza del divieto deve fare i conti con la potenza della passione e la fragilità tipica delle creature fatte di carne. Da questo conflitto, in cui l’impulsività è la componente incontrollabile, e quindi vincente, nascono la crisi, la sensazione di inadeguatezza, la frustrazione per quella che si crede una sconfitta per l’autodisciplina, per la forza di volontà, per la capacità di dominarsi e, in definitiva, per tutto ciò che si credeva di aver interiorizzato come valore di rettitudine (ed invece, per lo più, è solo mero conformismo, inculcato da un certo tipo di educazione). ESPANDI +
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Opinioni su La circostanza


18 novembre 2010 Opinione di OGM su "La circostanza"
OGM

Quasi un Crash- Contatto fisico al contrario, dove l’apparente casualità del destino si abbatte sulla gente che si sposta in auto per il mondo (in, realtà, all’interno di un microcosmo lombardo, diviso tra campagna e città), ma non tanto per avvicinarla agli estranei, quanto per allontanarla dai conoscenti. Per ognuno dei personaggi di questa storia – i membri di un facoltosa famiglia milanese, ritratti nel periodo della villeggiatura estiva – la...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La circostanza (1974)

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[utile per 7 utenti]

18 giugno 2010 Opinione di michel su "La circostanza"
michel

MICROCOSMOS Pianura padana; una famiglia benestante, lei avvocato, lui manager, gestisce un’allevamento di bestiame. Tre i figli; la ragazzina che vive i primi amori con apparente indifferenza, il ragazzo che sogna con l’elettronica e il giovane uomo che si è costruito il suo idillio pionieristico entro le mura rassicuranti dell’azienda famigliare. Mentre il padre subisce un umiliante gioco aziendale, la madre ritrova un alito di giovinezza prodigandosi...

voto al film: michel assegna il voto buono a La circostanza (1974)



17 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "La circostanza"
mm40

Film prodotto per la Rai e considerato a torto nella schiera dei lavori 'minori' di Olmi, La circostanza è un complesso quadro di famiglia che intende riassumere una serie di cambiamenti sociali in atto nell'Italia (e probabilmente non solo) della metà dei Settanta. Le famiglie si stanno sgretolando, i genitori non sono più al passo con i tempi, sono troppo distanti dai figli e nonostante la situazione apparentemente piuttosto agiata, i protagonisti del film di Olmi non...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La circostanza (1974)


18 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "La circostanza"
sasso67

Un film pienamente olmiano, di pochi fatti e molti e profondi sentimenti. L'antispettacolarità della vita che si fa spettacolo nelle mani di un regista che sa trarre ispirazione dalle piccole grandi cose della vita. Olmi ha fatto di meglio, ma anche in questo film ha saputo far emergere sprazzi di poesia dal caos degli anni Settanta.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La circostanza (1974)



20 marzo 2006 Opinione di ed wood su "La circostanza"
ed wood

Meno profondo di “Un certo giorno”, con qualche psicologia confusa e qualche personaggio sfocato. Per il resto, la grandezza di Olmi si percepisce dal pudore dello sguardo, dal realismo con cui descrive esistenze tra le piu’ umili, da un’umanesimo di fondo che si tien sempre lontano da derive pietistiche, dal lirismo che non cade mai nel sentimentalismo, dall’indagine sociologica che non annaspa mai nella retorica, da una pacatezza rurale che non esclude l’affresco della nevrosi...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a La circostanza (1974)


4 marzo 2006 Opinione di emmepi8 su "La circostanza"
emmepi8

Nella vita artistica di Olmi c'è una linea di demarcazione da prima e dopo la malattia che lo colse anni fa. Il rinnovamento totale lo ha avuto con Lunga vita alla Signora, qui siamo ancora nella prima parte della sua carriera ad un passo da L'albero degli zoccoli. Questo film è un' opera frammentaria che gioca su storie parallele nell'ambito di una famiglia. I piani dell storie sono messi in maniera geniale, e tutto si interseca in maniera davvero mirabile, Perché molto spesso tentativi...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La circostanza (1974)



27 febbraio 2006 Opinione di z mostel su "La circostanza"
z mostel

Modestissima pellicola, che nella sua semplicità commuove, rilassa e turba. Se nel film "un certo giorno" era l'uomo benestante ad avere la crisi di coscienza per l'uccisione involontaria di un povero lavoratore, quì, parallelamente, è la donna, ricca, determinata che, mossa dal suo istinto materno, recupera un ragazzo vittima di un gravissimo incidente, e si impegna a risollevargli la vita. Per i deboli di stomaco c'è un'imprevista sorpresa.

voto al film: z mostel assegna il voto buono a La circostanza (1974)



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