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Non è più tempo d'eroi (1969)

[Too Late the Hero, USA 1969, Guerra, durata 144']   Regia di Robert Aldrich
Con Michael Caine, Henry Fonda, Cliff Robertson, Ian Bannen, Ronald Fraser



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Non è più tempo d'eroi: assente
Ritmo ritmo in Non è più tempo d'eroi: presente
Impegno impegno in Non è più tempo d'eroi: presente
Tensione tensione in Non è più tempo d'eroi: forte
Erotismo erotismo in Non è più tempo d'eroi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Non è più tempo d'eroi (voti: 15 media: 4,00) 15

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locandina di Non è più tempo d'eroi

La trama

Missione impossibile di una sporca dozzina.

Su un'isola del Pacifico un commando di dodici uomini deve distruggere una stazione radio giapponese, nascosta nel cuore della giungla. Tra loro un ufficiale inglese e uno americano che superano le reciproche diffidenze per portare a termine una missione rischiosissima.  

Ancora più sporca la dozzina di Aldrich. Scevro di lirismi, il film è duro e ricco di sequenze memorabili. Su tutte, la corsa dei due protagonisti sotto il fuoco incrociato dei nemici. Tutti gli attori sembrano più ruvidi del loro solito.

L'opinione più votata

Di curiosone49 scritta il 01/09/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Due anni dopo “Quella sporca dozzina” Aldrich ritorna sul tema che gli è caro: quello della guerra, rappresentata come inutile massacro, che rende gli uomini assolutamente individualisti, tutti tesi – per natura – a salvare la pelle…Ma mentre nella Sporca dozzina sarà proprio lo spirito di coesione a fare di criminali condannati a morte un gruppo di uomini affiatati ed un efficiente corpo d’assalto, in questo film Aldrich sembra compiere un percorso inverso, mostrandoci come particolari circostanze belliche possano indurre uomini, cosiddetti “normali”, a  comportamenti belluini (“mors tua, vita mea”), tanto da cancellare in un colpo valori tradizionali, che sembrano ben consolidati nella vita di tutti i giorni, primi tra tutti la solidarietà, che pure dovrebbe essere un valore primario, poiché da essa deriva la sicurezza reciproca…
Tuttavia la solidarietà (il “fare gruppo”) non è di per se un valore positivo, ed Aldrich ce lo dimostra appieno.
Allorquando, infatti, la condivisione di una sorte comune espone i singoli a rischi mortali, l’innato spirito di sopravvivenza di ciascuno emerge con violenta bestialità, e gli uomini, privi ormai di valori - frutto di un processo evolutivo (per ciò stesso razionale) protrattosi in millenni di socializzazione – ritornano allo stato di singole bestie, e soccombono inevitabilmente di fronte ad un nemico che agisce secondo un ben pianificato piano tattico. Si veda, al proposito, la pressione psicologica operata dai martellanti comunicati del maggiore giapponese, che con lucida spietatezza illustra ai “nostri eroi-non eroi” quale sarà la loro sorte, costretti come essi sono, per raggiungere il proprio accampamento, ad infilarsi nel collo di “imbuto” ove sarà facile per il nemico sterminarli…a meno che non si arrendano TUTTI !
Ed è qui che ritorna il concetto di “gruppo” – inteso stavolta nelle parole del giapponese – come l’unica garanzia di avere salva la vita. Stavolta il comportamento “solidale” (cioè “fare gruppo”) che emerge dal diktat giapponese è si garanzia di aver salva la vita  (nell’intenzione del maggiore giapponese, infatti, nessun inglese doveva poter raggiungere il campo e comunicare la posizione dell’aviazione giapponese) ma è valore eticamente negativo, poiché significa totale resa al nemico.  La resistenza individuale alle “lusinghe” del giapponese diviene allora un valore eticamente positivo, sostenuto da un background di valori tradizionali (primi tra tutti: Patria e solidarietà con l’Alleato), tale da rendere – questo si! – veri eroi i due uomini che caparbiamente si rifiutano di arrendersi. E poco importa menzionare quale dei due abbia convinto l’altro, recalcitrante, a proseguire la lotta…né quanti giapponesi i due sopravvissuti siano riusciti  ad eliminare “ 10! Ma che dico 30 ! faccia Lei, colonnello!!   
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SI

Opinioni su Non è più tempo d'eroi


28 gennaio 2012 Opinione di wang yu su "Non è più tempo d'eroi"
wang yu

Aldrich utilizza la giungla  per lasciare che i suoi attori si fondano con la natura e gioca con le loro  espressioni facciali e vocali in situazioni disperate, capelli bagnati, e volti sudati mentre  dialogano.Difficile credere che i nippo si comportino in quel modo ma da un tocco di interesse in più al film.voto 6,5

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a Non è più tempo d'eroi (1969)


17 maggio 2011 Opinione di sasso67 su "Non è più tempo d'eroi"
sasso67

Il problema di Aldrich, secondo me, è stato di non essere abbastanza classico e di non essere abbastanza innovativo: troppo giovane nei confronti della generazione di Ford e Hawks e troppo vecchio per le innovazioni della New Hollywood. Ma il suo cinema tutto al maschile (almeno in questo suo esemplare) ha conservato la forza che il regista ha saputo metterci: dall'inizio alla fine, non scema mai la tensione e la retorica viene tenuta fuori della porta da una robusta e sana dose...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)

nessun commento
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21 marzo 2011 Opinione di Mathiasparrow su "Non è più tempo d'eroi"
Mathiasparrow

Per Aldrich ed il war movie questo è l'ultimo appuntamento. Non una summa, quanto piuttosto un'opera di finitura capace di ribadire lo spirito antibellico che in passato il regista aveva già magistralmente comprovato. Scontati i paragoni con sporche dozzine e prime linee: Too late the hero li riprende tutti e pone ancora una volta l'uomo al centro delle attenzioni, per chiarire l'identità di vittime e carnefici. Fra conflitti interni e decimazioni implacabili ci si gioca...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)

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1 settembre 2010 Opinione di curiosone49 su "Non è più tempo d'eroi"
curiosone49

Due anni dopo “Quella sporca dozzina” Aldrich ritorna sul tema che gli è caro: quello della guerra, rappresentata come inutile massacro, che rende gli uomini assolutamente individualisti, tutti tesi – per natura – a salvare la pelle…Ma mentre nella Sporca dozzina sarà proprio lo spirito di coesione a fare di criminali condannati a morte un gruppo di uomini affiatati ed un efficiente corpo d’assalto, in questo film Aldrich sembra compiere un...

voto al film: curiosone49 assegna il voto ottimo a Non è più tempo d'eroi (1969)

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10 marzo 2010 Opinione di luca826 su "Non è più tempo d'eroi"
luca826

VOTO 8+ APPASSIONANTE Non è veramente più tempo di eroi nel violento universo aldrichano. Violento? Ma non può che essere così l'uomo in guerra. Senza onore? E' chiaro. Eroi non se ne vedono, anzi chi cerca di esserlo alla fine è un mostro che porta alla morte i propri compagni, poi per che cosa si chiede il regista, in un film complesso e a volte di un cinismo decisamente disturbante. Gran coraggio nella realizzazione, oltre che una gran regia (il finale...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)

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9 giugno 2009 Opinione di jonas su "Non è più tempo d'eroi"
jonas

Lo scorrere dei titoli di testa è accompagnato dall’immagine di una bandiera che garrisce al vento e intanto diventa sempre più sporca e lacera: immagine emblematica (forse sin troppo) di ciò che Aldrich pensa della guerra e del patriottismo che la alimenta. Due anni dopo Quella sporca dozzina (ma in fondo uno schema analogo, sia pure in un contesto non bellico, era già alla base de Il volo della fenice), il regista torna a raccontare la missione impossibile...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)



26 aprile 2007 Opinione di bradipo68 su "Non è più tempo d'eroi"
bradipo68

Altra declinazione della sporca dozzina,se possibile ancora piu'lercia e priva di qualsiasi speranza.La guerra è sporca,crudele,non giustificata a nessuna latitudine,i personaggi sono memorabili e Aldrich ha il colpo di genio di inserire il personaggio del maggiore giapponese dai modi melliflui che parla molto piu'educatamente dei soldati inglesi a testimoniare il fatto che in fondo la guerra è fatta da uomini....La corsa finale è emozionante ma la disperazione resta li',intatta ,come un...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)

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28 febbraio 2004 Opinione di willhard su "Non è più tempo d'eroi"
willhard

Robusto war movie di Aldrich, specialista nel genere. Buon cast tra cui spicca Caine nel ruolo del cinico infermiere. "Morire in guerra è cretino e crudele" e nessun eroismo può riuscire a nasconderlo.

voto al film: willhard assegna il voto buono a Non è più tempo d'eroi (1969)




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