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L'occhio del diavolo (1960)

[Djävulens öga, Svezia 1960, Commedia, durata 85', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Jarl Kulle, Nils Poppe, Gertrud Fridh, Sture Lagewall



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'occhio del diavolo: presente
Ritmo ritmo in L'occhio del diavolo: minimo
Impegno impegno in L'occhio del diavolo: presente
Tensione tensione in L'occhio del diavolo: minimo
Erotismo erotismo in L'occhio del diavolo: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'occhio del diavolo (voti: 19 media: 3,95) 19

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La trama

L'onestà di una donna è un orzaiolo nell'occhio del diavolo dice un vecchio proverbio scandinavo, e infatti, nel profondo dell'Inferno (più simile peraltro a un ufficio bancario che alla Geenna dantesca), a Satana è cresciuto un orzaiolo che gli fa... un male del demonio. Motivo? La virtù della giovane e onesta Britt-Marie, sorda a ogni seduzione maschile. Per guarire, Satana escogita una soluzione... diabolica: manda sulla terra don Giovanni in persona perché faccia finalmente breccia nel cuore della ragazza.  

Un Bergman apparentemente leggero, ma che sotto le vesti della commedia (o meglio: dell'opera buffa) mette in scena il tema prediletto dell'impossibilità di amare.

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L'opinione più votata

Di Aquilant scritta il 25/03/2006 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

“L’occhio del diavolo” (ovvero Bergman che incrocia casualmente Bunuel, sfiorandolo per qualche minuto e poi distaccandosene definitivamente), pur presentandosi nelle non mentite vesti di una commedia che tracima talvolta nel grottesco, presenta al suo interno una specie di intermezzo horror che richiama alla mente talune macabre fantasie tipiche del regista spagnolo, di là da venire all’epoca, inserite nel delirante “Fantasma della libertà”. Per ironia della sorte l’autore asserisce testualmente nelle sue memorie: “Non mi è mai piaciuto Bunuel. Scoprì presto che poteva fabbricare delle artificiosità che potevano essere elevate ad una sorta di geniale specialità bunueliana, e così ripeté e variò i suoi artifici, con risultati sempre ugualmente graditi. Bunuel fece quasi sempre film alla Bunuel.” E se anche Bergman fece film alla Bergman, ad esempio “Sinfonia d’autunno”, almeno secondo un critico francese non meglio identificato il cui parere fu accolto con un certo disappunto da parte del regista, “l’occhio del diavolo” si pone chiaramente al di fuori delle sue consuete cifre stilistiche. E dal momento che qui a trovarsi al centro dell’attenzione è più che altro la singolare figura di Don Giovanni Tenorio che ruba completamente la scena, se così si può dire, al suo sinistro datore di lavoro, non staremo a tediare chi legge con l’ennesima citazione del solito vecchio proverbio scandinavo, scambiato da qualche critico addirittura per un detto irlandese, e neppure a disquisire sull’eventuale inopportunità da parte dell’autore di tirare in ballo le potenze infernali, per la serie “mai scherzare col diavolo!” Molto più calzante nei confronti della storia appare una citazione nientemeno che di Soren Kierkegaard: “Ad ogni donna corrisponde un seduttore. La sua felicità sta nell’incontrarlo.” Don Giovanni è qui raffigurato con una ricchezza di sfumature, preda talvolta di paurosi incubi e costantemente sopraffatto dal peso di una pena confezionatagli su misura, da scontare per l’eternità. Un personaggio che risorto provvisoriamente a nuova vita cade preda dei morsi della passione quasi per una sorta di sarcastico contrappasso, straziato dalla cogente realtà di un amore non corrisposto ed indotto a scegliere la strada del disprezzo e dell'indifferenza. Bergman appare oltremodo attratto dall’effluvio carismatico che emana da tale singolare figura e pur non provando alcun briciolo di compassione nei suoi confronti lo descrive più che come un seduttore impenitente, piuttosto come un individuo bunuelianamente visitato dal “fantasma dell'infelicità”, magari sottoforma di una paurosa statua di pietra. A proposito della genesi del film, l’autore scrive: -La società aveva acquistato una polverosa commedia danese dal titolo “Ritorna Don Giovanni”. Dymling e io giungemmo a un vergognoso compromesso. Io volevo dirigere “La fontana della vergine”, che lui odiava. Lui voleva che mi occupassi dell’”Occhio del diavolo”, che io odiavo. ESPANDI +
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Opinioni su L'occhio del diavolo


29 luglio 2009 Opinione di luisasalvi su "L'occhio del diavolo"
luisasalvi

Il tema centrale, ma esposto più in dialoghi e monologhi che attraverso immagini del racconto, è l'intercambiabilità tra bene e male; il mito di Don Giovanni mi pare preso più da Mozart che da Kierkegaard, citato a sproposito per leggere nella conclusione del film il passaggio alla vita etica mentre basta leggervi l'innamoramento, con tono leggero da Mozart e senza le riflessioni di Aut-aut. Anzi, il fascino del diverso, spesso premessa dell'innamoramento, che fa...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a L'occhio del diavolo (1960)


28 maggio 2009 Opinione di mm40 su "L'occhio del diavolo"
mm40

Una delle rare commedie di Bergman, ovviamente cupa e incentrata su temi non esattamente farseschi quali la morte, il tradimento, l'incomprensione, la menzogna; tanto per non smentire l'attitudine pessimista-misantropica del Maestro svedese. Non è però un lavoro particolarmente memorabile; se il cast è come sempre ottimo (e c'è anche Bjornstrand nella parte del narratore) e sulla regia non si discute, ciò che lascia un po' a desiderare in questa occasione è la costruzione della storia,...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'occhio del diavolo (1960)



21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "L'occhio del diavolo"
steno79

"La verginità di una donna è un orzaiolo nell'occhio del diavolo" : questo proverbio introduce ad una commedia, definita un rondò capriccioso dal regista, in cui si trattano tematiche abituali nell'universo di Bergman, ma in maniera molto più leggera. Il risultato è dignitoso, ma comunque inferiore ai migliori esempi di commedia bergmaniana come "Sorrisi di una notte d'estate". Il comico svedese Nils Poppe spicca nel cast, in cui si ritrova anche una fresca Bibi Andersson nel ruolo...

voto al film: steno79 assegna il voto sufficiente a L'occhio del diavolo (1960)


1 novembre 2007 Opinione di Klizia su "L'occhio del diavolo"
Klizia

Una commedia in cui sono presenti tematiche profonde.L'amore ben piu' forte del desiderio trionfa sulla storia piu' improbabile mentre per la madre figura generalmente sollida cadrà in tentazione ma sarà salvata dalla compassione.

voto al film: Klizia assegna il voto buono a L'occhio del diavolo (1960)



26 febbraio 2007 Opinione di florentia viola su "L'occhio del diavolo"
florentia viola

Commedia divertente sulla tematica del matrimonio.

voto al film: florentia viola assegna il voto buono a L'occhio del diavolo (1960)


7 maggio 2006 Opinione di Tex Murphy su "L'occhio del diavolo"
Tex Murphy

Bellissimo film che ho visto oggi per la prima volta.

voto al film: Tex Murphy assegna il voto buono a L'occhio del diavolo (1960)



25 marzo 2006 Opinione di Aquilant su "L'occhio del diavolo"
Aquilant

“L’occhio del diavolo” (ovvero Bergman che incrocia casualmente Bunuel, sfiorandolo per qualche minuto e poi distaccandosene definitivamente), pur presentandosi nelle non mentite vesti di una commedia che tracima talvolta nel grottesco, presenta al suo interno una specie di intermezzo horror che richiama alla mente talune macabre fantasie tipiche del regista spagnolo, di là da venire all’epoca, inserite nel delirante “Fantasma della libertà”. Per ironia della sorte l’autore...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a L'occhio del diavolo (1960)

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1 marzo 2004 Opinione di Dr.Lynch su "L'occhio del diavolo"
Dr.Lynch

un inedito bergman si rivolge alla commedia...risultato:perfetto.i temi dell'amore,dell'infedeltà, delle bugie vengon trattati con ampio respiro per un effetto esplosivo

voto al film: Dr.Lynch assegna il voto buono a L'occhio del diavolo (1960)




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