I duellanti (1977)
Con Keith Carradine, Harvey Keitel, Cristina Raines, Albert Finney
07/11/2011
Sequenze: il duello
Lo spirito di Sequenze di Peppe Comune, è probabilmente di ben più ampio respiro di quello che mi sollecita a scrivere. Ma l’accenno alla sequenza, ad una sequenza in...
di LAMPUR
La trama
Un assurdo duello lungo una vita, sullo sfondo dell'epopea napoleonica.
È un duello senza fine quello tra il tenente ussaro Armand d’Hubert e l’ufficiale Gabriel Féraud. Quest’ultimo è un tipo particolarmente collerico e, dopo aver sfidato d’Hubert per la prima volta per un futilissimo motivo, continua a perseguitarlo con sfide successive. Finita la guerra, che li ha visti impegnati sugli stessi fronti nelle varie campagne napoleoniche in cui si coprono di decorazioni e di promozioni, d’Hubert se ne torna a casa, ma Féraud trova il modo di farsi nuovamente vivo...
Tratto dalla novella _Il duello - Racconto militare_ di Joseph Conrad, si tratta della notevole opera prima di Ridley Scott.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 01/12/2010 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Scott, britannico colto, narra la storia di due ussari napoleonici che si rincorrono in uno stolto duello d’onore (iniziato come tutte le guerre epocali per futili motivi) che abbraccia circa un ventennio (dal 1800 al 1820) e si svolge parallelamente alla ascesa e caduta di Napoleone Bonaparte.
Keith Carradine e Harvey Keitel si rincorrono per tutto il film come due bambini dispettosi e accidiosi, ed è buffo osservare come passano gli anni, le donne, le guerre, gli uomini al potere, mentre i due permangono nei loro caratteri monolitici del loro primo incontro. Carradine si lascia irretire da questa spirale di ira funesta e orgogliosa innescata da Keitel e nella sua cieca determinazione ad andare fino in fondo, tralascia amori e affetti, alla caduta di Napoleone si trasforma in Realista e si imbuca in un matrimonio d’interesse poco dignitoso ma sicuro. Dall’altro lato la feroce volontà di Keitel diventa suicidio politico e resistenza fino alla morte al nuovo ordine post napoleonico. I due arriveranno a combattersi addirittura al limite della resistenza umana sotto una tormenta di neve ma l’immagine refrigerata della morte li farà, per il momento, desistere. Nei due si crea una vera e propria dipendenza psicologica e anche se Carradine sembra più lepre che cacciatore, sembra quasi cercare il duello come prova su sé stesso, del suo egocentrismo misogino.
E’ come se i due avessero bisogno del rischio di morire per dare un senso alle loro vite.
Scott tralascia moralismi e sentimentalismi e si concentra sul modo di raccontare questa follia (dal racconto di Joseph Conrad “Il Duello”): i suoi giochi con la luce sono veramente magistrali (la sovraesposizione alla luce che fa da contrasto con le zone d’ombra, i punti di vista ribaltati) e gran parte delle scene del film sembrano quadri Caravvaggeschi. Alcuni esempi: le scene d’amore con i visi che emergono dal buio e il duello nel granaio con i fasci di luce che penetrano dalle aperture ai lati della scena. Da manuale di regia la scena del duello nella nebbia con Scott che si incaponisce (contro sceneggiatore e contro tutti) e ci mostra un Carradine tremante con i flashback della sua vita che scorrono quasi come un presagio. Altro colpo da maestro è il finale con questa napoleonica figura che si staglia in una visione dal’alto della grande vasta immensa stupidità umana e della grande vasta immensa caducità delle cose terrene. Il sole che a tratti fa capolino tra le nuvole su questa neonata consapevolezza non è un effetto digitale ma una tremenda botta di culo del regista britannico che si imbatte nel momento e nella giornata adatti per girare la scena conclusiva.
Un compendio di storia dell’arte del Cinema da fare vedere a tutti i giovani registi.
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [28]
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30 dicembre 2011 Opinione di werk2 su "I duellanti"
Molto probabilmente in questo capolavoro vi è la summa del genio visionario di Ridley Scott . un genio a fasi alterne , ma sempre un genio
voto al film: 
2 gennaio 2011 Opinione di Luke Vacant su "I duellanti"
L'opera prima di Ridley Scott è un film che trasuda classe in ogni sua inquadratura, meravigliosamente estetico e con una coppia di protagonisti efficaci e convincenti. E per fortuna che è così, in quanto la storia suscita interesse (ed il monologo finale di Carradine è molto bello), ma ci vuole una cornice visiva molto bella per supportarla, vista la sua struttura narrativa molto esile.
voto al film: 
1 dicembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "I duellanti"
Opera prima di Ridley Scott premiata (miglior regia) al Festival Di Cannes e già improntata dalla mano autoriale di chi firmerà due capolavori come Alien (1979) e Blade Runner (1982). Scott, britannico colto, narra la storia di due ussari napoleonici che si rincorrono in uno stolto duello d’onore (iniziato come tutte le guerre epocali per futili motivi) che abbraccia circa un ventennio (dal 1800 al 1820) e si svolge parallelamente alla ascesa e caduta di Napoleone...
voto al film: 
8 aprile 2010 Opinione di jagger su "I duellanti"
Clamoroso esordio alla regia di un maestro ispirato (almeno nella prima decade della sua carriera). Paesaggi belli come quadri fiamminghi e due attori eccezionali per una metafora sull'infondatezza dell'etica di guerra. Keitel brutale e arcigno fa da contraltare a un Carradine elegante e riflessivo. Appassionante.
voto al film: 
8 aprile 2010 Opinione di Florian Klose su "I duellanti"
8/10: oltre alla precoce abilità di Ridley Scott vorrei anche sottolineare la straordinaria bravura di un Keith Carradine quasi pischello (28 anni) nell'interpretare un uomo "maturo" e in carriera. Realizzato piuttosto bene e soli due anni di distanza dal mostruoso Barry Lyndon, riesce a fasi apprezzare sia come parabola degenerante sull'onore e sulla follia, sia come spaccato dell'assai complessa e sfaccettata Europa napoleonica. Qualcosina di questo film, a mio modesto parere, si...
voto al film: 
2 dicembre 2009 Opinione di LAMPUR su "I duellanti"
L’opera prima è bisogno di fare film. Ancor prima di saperlo fare. Ed in Scott il bisogno trasuda ad ogni inquadratura coniugato ad una miracolosa, incredibile consapevolezza del fare cinema. C’è entusiasmo e fresca sapienza, maniacale applicazione pur nella ristrettezza dei mezzi. Conrad scrisse Il duello in tre mesi, Scott lo rende “visione” in un anno. Ci trascina in un ossessivo, apocalittico inseguimento lungo un ventennio. Il grottesco reiterarsi...
voto al film: 
18 settembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "I duellanti"
Alla prima regia, Scott, mette in scena un notevole saggio sulla follia dell' uomo e dei suoi stupidi luoghi comuni (appunto l' onore) nonchè dell' insaziabilità di combattere e di distruggere tutto ciò che non ci va bene. Sono ottime la colonna sonora, la fotografia, la scenegrafia e i due protagonisti - antagonisti.
voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di jonas su "I duellanti"
Ventotto anni prima di Le crociate, l’(anti)eroe dell’esordiente Ridley Scott aveva già ben chiaro in mente ciò che voleva: condurre a termine onorevolmente una guerra (il cui esito finale, vittoria o sconfitta, non ha nulla a che fare con l’onore personale) e ritirarsi nella pace della campagna accanto a una donna. Il film racconta il continuo rinvio della realizzazione di questo progetto. In fondo la critica alle assurde regole dell’onore resta sullo...
voto al film: 
11 febbraio 2009 Opinione di will kane su "I duellanti"
Da un romanzo breve di Joseph Conrad, l'esordio al cinema di uno dei registi più difficilmente catalogabili da chi ne scrive, ma i cui lavori hanno fatto sempre notizia: Ridley Scott,venuto dal mondo della pubblicità, scelse un racconto ambientato nella Francia napoleonica (e dopo la caduta del Còrso) e tramite una sfida lunga quindici anni e cinque scontri ( più uno quasi avvenuto nella campagna di Russia) in locazioni differenti narra un'era e l'influsso della Storia sulle vite e sulle...
voto al film: 
1 novembre 2008 Opinione di nemodave su "I duellanti"
Film stupendo, Scott in gran forma racconta l'ossessione a la vita di due ufficiali austroungarici. L'ambientazione e la fotografia sono davvero spettacolari. Intimo e crudele è un lavoro particolare, si ama o si odia. Non possono esserci vie di mezzo.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [28]
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