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L'inquilino del terzo piano (1976)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'inquilino del terzo piano: presente
Ritmo ritmo in L'inquilino del terzo piano: presente
Impegno impegno in L'inquilino del terzo piano: presente
Tensione tensione in L'inquilino del terzo piano: forte
Erotismo erotismo in L'inquilino del terzo piano: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano

Il voto degli utenti

4 5 96
Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'inquilino del terzo piano (voti: 96 media: 4,18) 97

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La trama

Un modesto impiegato di origini polacche, Trelkovski, è in cerca di un appartamento a Parigi. Ne trova uno di una ragazza, Simone Choule, che ha tentato il suicidio gettandosi dalla finestra. Trelkovski si reca all'ospedale dove la ragazza versa in fin di vita. Entrato in possesso dell'a stanza, comincia a essere oggetto di una serie di angherie da parte degli inquilini (quasi tutti anziani dall'aspetto inquietante).

. Tratto da un romanzo di Roland Topor, è uno dei più alti risultati della poetica polanskiana della quotidianità che si fa incubo. Nelle versioni italiana, francese e inglese, il regista ha doppiato se stesso.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2010-10-10 20:02:42 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Trelkovski (Roman Polanski) è un modesto impiegato di origini polacche che prende in affitto un appartamento al terzo piano di un vecchio palazzo di Parigi. Prima di lui, l'appartamento era abitato da Simon Chule, una ragazza suicidatasi buttandosi dalla finestra. L'appartamento presenta tracce sempre più inquietanti che riconducono all'esperienza di vita dell'inquilino precedente, è sprovvisto di un bagno funzionante e da una delle finestre scorge quello in comune con tutti i condomini dove intravede persone e situazioni strane. Tratto dal romanzo "La locataire chimerique"di Roland Topor, Roman Polanski ci immerge in un'atmosfera che definire "kafkiana" è quanto mai opportuno data l'inquietante ambientazione claustrofobica che lo sorregge e la sensazione di grottesco che ne delinea la struttura narrativa. Direi che entrambi gli aspetti trovano il loro più ragionevole compendio nel palazzo in cui va ad abitare Trelkovski, un luogo sinistramente ambiguo e morbosamente soffocante per come sembra il ricettacolo di una umanità fastidiosamente schiava dei suoi più deplorevoli pregiudizi, il luogo consacrato a ospitare le più assurde allucinazioni. Ma è il palazzo in sè con i suoi abitanti a suscitare le sensazioni indicate, o è l'occhio delirante di chi si sente perseguitato da un vicinato che sembra complottare contro di lui con fare massonico a generarle ? E' un gioco di specchi che rende difficile definire una volta e per sempre il punto esatto da cui promana la sensazione di crescente inquietitudine di cui lo spettatore è reso partecipe. Il fascino del film, e il pregio del lavoro di Roman Polanski, risiedono proprio nel fatto di non rendere chiaro il limite tra l'incubo e la realtà (e il finale sembra fatto apposta suggerirci questo), tra ciò che è la diretta conseguenza di una mente disturbata dalla sensazione di trovarsi ingabbiato in un meccanismo perverso che lo condurrà certamente a una morte rituale, e un contesto sociale disturbante per il fatto di mostrarsi diffidente nei riguardi di uno straniero e di incarnare l'alienante "mostruosità" delle ordinarie bassezze del vivere quotidiano. Ai segni promonitori che preannunciano l'approssimarsi di una sciagura (i denti trovati conficcati nelle pareti, i geroglifici sul muro del bagno) si accompagna l'aria di congiura di cui il mite signor Trelkovski si sente vittima, che sembra volerlo costringere a cambiarsi d'abito, a mutare personalità (al bar, ad esempio, è indotto poco alla volta ad assumere le stesse abitudini di Simon Chule). Solo Stella (Isabella Adjani) gli si mostra amica, tutto il resto trama contro di lui. Insomma, è un ingranaggio che poco per volta gli si stringe come un cappio al collo o è lui che non sa reggere il confronto con quell'insieme di meschinità umane che scaturiscono dalla malsana condivisione di uno stesso spazio ? In definitiva, credo si possa parlare di due facce della stessa medaglia, entrambe partecipi della stessa angosciante sensazione di smarrimento, dello stesso incubo ad occhi aperti. Le nevrosi metropolitane filtrate attraverso l'occhio deformante di un folle. Un grande film. 
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SI

Opinioni su L'inquilino del terzo piano


2011-09-28 00:31:27 Opinione di caina su "L'inquilino del terzo piano"
caina

Il capolavoro di Polanski. Atmosfera schizoide, ambientazioni polverose e moquette parigine di cui ne percepisci l'odore. Trama di incredibile profondità ("Il monologo del protagonista sul corpo e le sue parti") e a struttura circolare che chiude perfettamente un incredibile viaggio nella paranoia umana. Indimenticabile la Adjani ricciolona, perfetto Polanski nel ruolo del protagonista. Una gemma di arte surrealista che sconfina nell'horror grottesco.

voto al film: caina assegna il voto ottimo a L'inquilino del terzo piano (1976)

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2011-09-19 16:28:47 Opinione di barabbovich su "L'inquilino del terzo piano"
barabbovich

Trelkovsky (Roman Polanski), modesto impiegato parigino di origini polacche, affitta un appartamento nel quale prima di lui si era suicidata una donna. Nonostante le numerose accortezze, Trelkovsky non riesce ad evitare le ire del padrone di casa e l'ostracismo dei vicini. Ben presto il suo quotidiano si trasformerà in un incubo kafkiano che avrà (forse) come esito la morte. Con l'aiuto nella sceneggiatura di Gérard Brach, Polanski trasforma il romanzo omonimo di Roland Topor in un...

voto al film: barabbovich assegna il voto ottimo a L'inquilino del terzo piano (1976)

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2011-09-09 22:25:13 Opinione di renfield su "L'inquilino del terzo piano"
renfield

all'inizio è un po' noiosetto e non si capisce bene dove voglia andare a parare. migliora notevolmente nella seconda parte e si rivela un film molto profondo e pieno di significati.

voto al film: renfield assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)


2011-06-07 12:20:19 Opinione di cheftony su "L'inquilino del terzo piano"
cheftony

"E' inutile con me fingere di essere innocente. Ne ho sentite parecchie sul suo conto, monsieur Trelkovski, parecchie. Lei è specializzato nel disturbare la pace notturna." Il timido ometto franco-polacco Trelkovski, a onor del vero, è silenziosissimo. Se si eccettua la sera in cui ha invitato i suoi colleghi borghesi, ottusi e arroganti, nel proprio appartamento al terzo piano, Trelkovski si comporta da tranquillo inquilino da quando ha faticosamente ottenuto quella...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)

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2010-10-10 20:02:42 Opinione di Peppe Comune su "L'inquilino del terzo piano"
Peppe Comune

Trelkovski (Roman Polanski) è un modesto impiegato di origini polacche che prende in affitto un appartamento al terzo piano di un vecchio palazzo di Parigi. Prima di lui, l'appartamento era abitato da Simon Chule, una ragazza suicidatasi buttandosi dalla finestra. L'appartamento presenta tracce sempre più inquietanti che riconducono all'esperienza di vita dell'inquilino precedente, è sprovvisto di un bagno funzionante e da una delle finestre scorge quello in comune con...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)

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2010-10-04 08:40:35 Opinione di OGM su "L'inquilino del terzo piano"
OGM

Roman Polanski sposta l’incubo ad occhi aperti dall’ambito psicanalitico a quello sociologico, sostituendo, al tempo stesso, il suo tradizionale carattere horror con una connotazione artistica surreale, di stampo pittorico e teatrale. In questo film, due temi classici della cinematografia - i tormentati rapporti condominiali e la diffidenza nei confronti dello straniero - si uniscono per ricordarci come l’avversione per il prossimo derivi molto spesso da una forma...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)

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2010-08-30 17:28:03 Opinione di kikisan su "L'inquilino del terzo piano"
kikisan

Film kafkiano,il tema del doppio,ideale continuazione o postulato di Rosemary's Baby,empatia verso le disgrazie altrui,il condominio come specchio della società;queste sono le interpretazioni più ricorrenti date a questa inquietante pellicola di Roman Polanski. Rivedendolo in questi giorni,ho avuto la sensazione che il regista ci abbia un po' presi in giro.  Sicuramente non si può discutere sulla messa in scena esemplare;il piano sequenza del cortile del condominio...

voto al film: kikisan assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)

1 commento
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2010-08-04 16:08:46 Opinione di XANDER su "L'inquilino del terzo piano"
XANDER

L'altro lato di Rosemary's Baby, visto dal punto di vista maschile. Questa volta però rimane troppo lento, che a fatica riesci a seguire per due ore. Spesso non ci sono dialoghi e la tensione latita

voto al film: XANDER assegna il voto mediocre a L'inquilino del terzo piano (1976)



2010-07-05 00:59:16 Opinione di wang yu su "L'inquilino del terzo piano"
wang yu

il lavoro più di Polansky più interessante e inquietante. Merito di una regia magistrale nel disegnare atmosfere che nella loro quotidianità si presentano comunque intrise di mistero e inquietudine. Straordinario il crescendo di tensione che avvolge pian piano lo spettatore fino ad arrivare all’enigmatico finale. La prova di Polansky poi è straordinaria e mette semplicemente i brividi. Da vedere!

voto al film: wang yu assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)


2010-04-25 00:20:54 Opinione di jagger su "L'inquilino del terzo piano"
jagger

Uno dei film più inquietanti mai realizzati. Non succede nulla, se non il fatto che si assiste al degrado di un uomo qualunque a causa di ossessioni non propriamente sue ma che la società gli ha imposto. Il circolo vizioso in cui cade il protagonista/regista è quello della routine che, con gusto d'introspezione dostoevkijano, si trasforma in orrore fino al grottesco finale. Un'opera tutt'altro che minore per il grande regista, che ha la faccia giusta per interpretare il...

voto al film: jagger assegna il voto buono a L'inquilino del terzo piano (1976)




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