Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Lo stato delle cose (1982)

[Der Stand der Dinge, Germania 1982, Drammatico, durata 120', b/n]   Regia di Wim Wenders
Con Patrick Bauchau, Viva Auder, Samuel Fuller, Allen Goorwitz, Paul Getty III



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lo stato delle cose: assente
Ritmo ritmo in Lo stato delle cose: presente
Impegno impegno in Lo stato delle cose: forte
Tensione tensione in Lo stato delle cose: presente
Erotismo erotismo in Lo stato delle cose: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lo stato delle cose

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lo stato delle cose (voti: 21 media: 3,43) 21

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Lo stato delle cose

Acquista Lo stato delle cose

Scegli tra i formati disponibili

Lo stato delle cose disponibile in DvdLo stato delle cose non disponibile in Blu-RayLo stato delle cose non disponibile in Umd

La trama

Un gruppo di persone, vestite con tute e con il volto coperto, sta avanzando in una regione deserta fino al mare. Sono comparse di un film di fantascienza. L'operatore comunica al regista di essere rimasto senza pellicola: la lavorazione si ferma. La troupe è alloggiata in un cadente albergo sulla riva dell'oceano, in Portogallo. Il regista Fritz tenta di mettersi in contatto con il produttore a Los Angeles e, non trovandolo, parte alla volta della città americana. Wenders firma uno dei suoi capolavori (Leone d'oro a Venezia) tra intimismi esasperati e riflessione, amarissima, sul cinema e sulla morte. Fotografia di Henri Alekan e ruolo di rilievo per il regista Fuller. 

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di maldoror scritta il 2009-12-03 10:18:16 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Mi riallaccio al discorso fatto da HAL 900 qui a fianco, a proposito della necessità per il cinema di una visione, più che di una storia. Il succo del film viene infatti condensato nel dialogo finale fra il regista tedesco e il produttore americano, in cui vengono messe a confronto due concezioni, due modi di fare cinema, quello europeo e quello americano.
Il produttore rimprovera al regista di essersi imbarcato nella realizzazione del film senza un soggetto, una storia, e lui gli risponde che non è necessaria una storia per fare un film, ma che siano sufficienti già le "geometrie", "gli spazi che si vengono a creare naturalmente fra i personaggi", così come le storie sono già presenti nella vita quotidiana, in quanto ognuno possiede la sua storia, anzi ognuno E' la propria storia, come viene detto anche in Nel corso del tempo, di cui questo film riprende le tematiche principali. Creare un soggetto significa pertanto distruggere questi spazi, queste geometrie naturali per comprimerle, condensarle, e quindi avvicinarsi alla morte.
Ecco perchè all'inizio il film si interrompe, per dare la possibilità a Wenders di passare dalla narrazione "compressa" e fasulla della dimensione finzionale, alla "spazialità" pura e libera della vita, dei rapporti fra i personaggi, per concentrarsi sulla vita e sulle storie reali delle singole persone e mostrare come basti adagiarsi su di esse per fare del cinema, cioè per dar luogo a una Visione (l'attore che racconta delle varie malattie che lo hanno perseguitato durante l'infanzia, e la bambina che lo ascolta ridendo come se si trattasse di un film, con la macchina da presa che segue la "narrazione" delle sue sventure con una carrellata laterale come fosse appunto la scena di un film).
Il produttore rimprovera inoltre al regista di aver usato il bianco e nero in un'epoca in cui ormai più nessuno lo avrebbe usato, e il bianco e nero in Wenders è sempre un mezzo per catturare l'essenza della realtà, per sublimare la realtà nella purezza dell'immagine anzichè adeguarsi su di essa riproducendone solamente la superficie, in quanto la realtà sarebbe essenzialmente determinata dal chiaroscuro, da ombre e luce ("la realtà è a colori ma il bianco e nero è più realistico", come dirà l'aiuto regista interpretato da Samuel Fuller), a ulteriore conferma del fatto che il cinema europeo si concentri sulla visione, sull'immagine e il suo senso, anzichè subordinare l'immagine alla narrazione e alle esigenze dello spettacolo come fa quello americano.
Dunque, tutta la prima parte del film, quella ambientata in Portogallo, è caratterizzata dal primato dell'immagine e della visione, cioè dal bianco e nero e da una spazialità pura, definita dalle architetture a cui viene affidato il compito di strutturare lo spazio in maniera astratta, definendo così le pure geometrie, i puri spazi fra i personaggi, già sufficienti di per sè a far scaturire la visione (notevole tra l'altro la bellezza metafisica e astratta delle immagini, nonchè la fotografia porosa che sembra voler riprodurre appunto la dimensione fluida e dilatata della vita). ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Lo stato delle cose


2011-12-31 17:25:22 Opinione di mm40 su "Lo stato delle cose"
mm40

Dopo la bella trilogia della strada (Alice nelle città, Falso movimento, Nel corso del tempo, tutti girati fra il 1973 e il 1976), essendosi nel frattempo guadagnato una fama internazionale, Wenders decide di sbarcare negli Usa. La sua carriera ha un inziale sbandamento (i non troppo riusciti L'amico americano e Hammett, il poco personale, ma decisamente migliore, Nick's movie), poi ecco l'illuminazione: Wenders ricomincia a parlare dei suoi classici temi e alla sua maniera, ma...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Lo stato delle cose (1982)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

2010-09-24 23:20:21 Opinione di yume su "Lo stato delle cose"
yume

Nell’ ’83 Wenders s’imbatte in una frase di Cézanne “Tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”. E’ una conferma. L’anno prima aveva girato Lo stato delle cose dopo l’interruzione delle riprese di Hammet, l’infelice esperienza americana prodotta da Coppola. “La storia appartiene al produttore” dice Wenders nel commento fuori campo a Quand je m’éveille, diario-film...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Lo stato delle cose (1982)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


2009-12-03 10:18:16 Opinione di maldoror su "Lo stato delle cose"
maldoror

Mi riallaccio al discorso fatto da HAL 900 qui a fianco, a proposito della necessità per il cinema di una visione, più che di una storia. Il succo del film viene infatti condensato nel dialogo finale fra il regista tedesco e il produttore americano, in cui vengono messe a confronto due concezioni, due modi di fare cinema, quello europeo e quello americano. Il produttore rimprovera al regista di essersi imbarcato nella realizzazione del film senza un soggetto, una storia, e lui...

voto al film: maldoror assegna il voto buono a Lo stato delle cose (1982)

nessun commento
[utile per 6 utenti]

2008-07-20 18:31:10 Opinione di sasso67 su "Lo stato delle cose"
sasso67

Wenders, passati i tempi di "Nel corso del tempo", ma fortunatamente non ancora dedito, come fosse un birdwatcher in fervida attesa, alla contemplazione dei voli angelici, confeziona probabilmente il suo miglior film degli anni Ottanta.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Lo stato delle cose (1982)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


2006-10-27 23:26:23 Opinione di H.A.L 9000 su "Lo stato delle cose"
H.A.L 9000

"...life goes by without the need to turn into stories." Il cinema, come la vita, prosegue senza il bisogno di mutare in storie, ò meglio: Al cinema non serve per forza "una storia" per vivere, per andare avanti, ma bensì (e credo che questo, infin dei conti, fosse il messaggio principale di Wenders) necessita in primis una VISIONE. Perchè è questa la cosa che conta, che distingue un regista dall'altro, che lo rende unico, irripetibile. Partendo da questo presupposto, il regista tedesco...

voto al film: H.A.L 9000 assegna il voto buono a Lo stato delle cose (1982)


2006-09-04 10:59:19 Opinione di ligeti su "Lo stato delle cose"
ligeti

Il finale e' molto bello, ma il resto e' molto confuso e... "inutile" (lo dice uno che pensa che in "Nel corso del tempo" non ci sia 1 fotogramma inutile), pretenzioso... questa mania di Wenders di parlare sempre di cinema nel cinema, di fare film auto-referenziali non mi piace molto. Decisamente, non il miglior Wenders.

voto al film: ligeti assegna il voto sufficiente a Lo stato delle cose (1982)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


2006-01-05 00:25:49 Opinione di pea su "Lo stato delle cose"
pea

minimalista, in modo abb estremo. o lo si ama o lo si odia. io sono d'accordo con la redazione. molto buono. anche se l'apice secondo me wenders lo tocca con il film successivo.

voto al film: pea assegna il voto buono a Lo stato delle cose (1982)


2004-12-18 10:24:34 Opinione di kotrab su "Lo stato delle cose"
kotrab

Finale fulmineo che riscatta l'insieme del film.6 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto sufficiente a Lo stato delle cose (1982)




scrivi la tua opinione su Lo stato delle cose


Voti a Lo stato delle cose


login

hai dimenticato la password?