Opinione di Mathiasparrow su Tre colori - Film rosso
Con Irène Jacob, Jean-Louis Trintignant, Jean-Pierre Lorit, Frédérique Feder
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [19]
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Sul film
Fratellanza. Era questo il tema che “Film Rosso” avrebbe dovuto sviluppare nel concludere la saga dei Tre Colori. Ma Kieslowski si è superato: è riuscito a concepire e realizzare un film che usa il concetto di partenza come base su cui imbastire un discorso assolutamente universale. Lo aveva fatto parzialmente nei primi due capitoli della sua trilogia, qui vi riesce nel modo più completo e assoluto. Il corso della vita è quanto di più imprevedibilmente ampio si conosca, e la difficoltà del descriverlo viene sempre giustificata con la parola “destino”. Ma dietro (o sopra) di esso, siamo sicuri che non ci sia proprio niente? Kieslowski non lo è affatto; anzi, ha le idee piuttosto chiare sui retroscena del fato, e la facilità con cui riesce a dimostrare le sue teorie universali senza invadere i terreni del metafisico sconvolge parecchio. Al regista non serve andare alla ricerca di una tecnica nuova per illustrare ciò che nessuno ha mai mostrato prima: è sufficiente definire con precisione tutti gli elementi dell’oggetto misterioso che si propone di rappresentare. Perchè definire significa svelare, qui più che mai. Film Rosso ha un’obiettivo che non viene dichiarato nè lasciato indendere: bisogna arrivarci da soli, e l’unico modo per riuscirci è giungere all’ultimo fotogramma della pellicola avendo ben assimilato il significato di ogni secondo dell’intero film. La verità finale, l’unica certezza meritevole di essere chiamata così, è spaventosamente grottesca: siamo noi gli artefici del fato, in ogni gesto che compiamo, in ogni scelta che facciamo, ma non possiamo sapere quanto i nostri atti si ripercuoteranno su quello che ci sta intorno. Non esiste una divinità universale: uomini e donne sono ignari Dèi ciechi che muovono il mondo e non hanno il potere di sottrarsi a questo compito, nè da vivi nè da morti. E’ una constatazione troppo grande e troppo scomoda da accettare, ma dopo aver assistito a un film del genere è impossibile non essere d’accordo. Un capolavoro che scavalca i confini della sola arte cinematografica.
Sulla trama
di valore universale.
Sulla regia di Krzysztof Kieslowski
ben più di un regista. Lo si sapeva già da prima, a questi livelli non si era (forse) mai espresso.
Sull'interpretazione di Frédérique Feder
brava
Sull'interpretazione di Jean-Pierre Lorit
molto bravo
Sull'interpretazione di Jean-Louis Trintignant
eccellente. Forse la prova della vita.
Sull'interpretazione di Irène Jacob
meravigliosa. Interpretazione ottima.
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