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Paris, Texas (1984)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Paris, Texas: assente
Ritmo ritmo in Paris, Texas: forte
Impegno impegno in Paris, Texas: forte
Tensione tensione in Paris, Texas: presente
Erotismo erotismo in Paris, Texas: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Paris, Texas

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Paris, Texas (voti: 45 media: 3,84) 45

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La trama

Un vagabodo ritrova il figlioletto e la moglie, ma poi se ne va ancora.

Travis crolla stremato nel deserto della Califoria. Suo fratello lo porta a casa propria e qui l'uomo ritrova suo figlio di otto anni. Poco a poco Travis esce dal silenzio e stabilisce un buon rapporto col bambino. Saputo che sua moglie vive a Houston, vi si reca col figlio. Ritrova Jane che lavora in un "peep show", rievoca con lei il loro passato e le lascia il bambino. Poi riparte verso l'ignoto. 

Palma d'oro a Cannes '84, è un film di squisita bellezza formale e di profonda complessità tematica; un itinerario attraverso un affascinante intreccio di sentimenti e di pensieri visualizzato con grande sensibilità. Ottimi gli interpreti.

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 2008-09-03 09:25:34 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Sperduti in un orizzonte illuminato da riverberi di un sole caldo ed avvolgente, ci ritroviamo catapultati in una zona di frontiera esistenziale in cui avviene un salvataggio fraterno. Per una buona mezz’ora, lo dico chiaro, il film non fila. Wenders si compiace della sua lentezza, a tratti lo si potrebbe accusare senza problemi di una pretenziosità intellettuale abbastanza evidente. Poi succede qualcosa. Sarà quel cielo azzurrissimo e cristallino che fa da sfondo al road movie? Sarà quella presenza palese di un’atmosfera coerente con la situazione? Sarà, fatto sta a bordo della macchina presa in affitto i due fratelli mangiano l’asfalto con decisione e si immergono nel cinema di parola e del confronto tra due punti di vista, forse non diversi ma certamente neanche uguali. È la storia del recupero di una serie di rapporti che non straripa mai, in attesa di un qualcosa che stenta ad arrivare. Non tanto per difficoltà di Wenders nel voler far esplodere questa, quanto la creazione di una situazione di sospensione per meglio definire ciò che viene prima e ancora di più spiegare quel che accadrà dopo. E quindi ecco un susseguirsi di duetti che mantengono la costante del protagonista, uomo perso e un po’ scoraggiato, ma determinato a riacquistare quel che ha perduto per incuranza ed incoscienza. Al fratello altruista segue la di lui moglie per poi dare lo spazio giusto al legame ritrovato e sofferto tra padre e figlio – il bambino è stato affidato al fratello del padre – che regala non poche emozioni nella descrizione dell’incontro di due anime che praticamente non si conoscono, ma determinate ed approfondirsi. E dopo il lungo frammento di dramma privato e famigliare, puntualizzato dagli ambienta della cittadina e della casa del fratello, ritorniamo su un auto, alla ricerca della mamma perduta. Ed, allora, finiamo dritti dritti nel cuore del racconto. Esce di scena il figlio, ma solo fisicamente, perché in fondo è anche lui l’argomento di ciò che avviene nell’ultima parte. Finalmente si incontrano i due amanti, il padre e la madre, la quale è finita a lavorare in un locale dai non meglio precisati connotati. Ed ecco l’immersione nel melodramma, puro e semplice. Il monologo al telefono, la trasfigurazione del volto di lui in quello di lei (è un gioco di vetri), le pulsazioni che si fanno vita, i pianti sommessi, beh, sono decisamente struggenti. Non lo si può negare, così com’era stata struggente la visione del Super8 che rievocava una bella giornata dimenticata (una delle cose più belle del cinema mondiale degli ultimi cinquant'anni). È indubbio che Wenders sappia come usare la mdp finalizzando questa allo scopo di emozionare. Ha un suo modo di guardare l’immagine che lo accomuna a certi poeti che non si limitano alla superficie. Fatto sta che ha i suoi bei difetti (non ultima la lunga durata), e che Wenders non è proprio l’umiltà fatta a persona, però. Però. Il film è bello, non bellissimo, ma certamente ha una sua ragione di esistere ben chiara. Scava nel profondo, all’inseguimento di una psicologia indecifrabile ed oscura, si fa aiutare da una fotografia splendida di Robby Muller che fa brillare gli abitanti della storia con radicale e capziosa bagliore, senza dimenticare il felicissimo apporto della malinconica ed ardente chitarra di Ry Cooder. È il secondo dei film americani del tedesco Wenders, e già si notano certi elementi che ne fanno pensare l’estraneità del suo essere in quella terra dell’abbondanza. Pur amando il Grande Paese, egli ricerca tutto ciò che possa riecheggiare la patria lontana, l’Europa. Qui il simbolo di un Paese che tenta di imitare il modello europeo è rappresentato dalla stessa Paris, Texas, località sperduta in un deserto incontaminato, imitazione bugiarda di una città che non c’azzecca nulla col deserto. E quasi a puntualizzare come non ci sia altra bandiera che tenga, che ormai l’America è l’ombelico del mondo e inghiottisce quel che non è suo, un binocolo indugia sullo sventolare di uno stendardo a stelle e strisce sul fondo di un cielo nitido e sereno. Affascinato ma forse turbato da essa, Wenders l’abbandonerà tre anni più tardi, e quasi seguendo il corso dello stesso cielo si ritroverà sotto la bigia e dispersa volta celeste (anzi, grigia) che avvolge una Berlino spettrale ne “Il cielo sopra Berlino”.
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SI

Opinioni su Paris, Texas


2011-01-08 16:45:21 Opinione di movieman su "Paris, Texas"
movieman

Tempi molto dilatati, ma l'ultima parte è di notevole impatto, momenti di forte intensità fatti di sentimenti inespressi e repressi, parole dette-non dette. Su tutto, l'impossibilità di vivere una vita normale.

voto al film: movieman assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)


2011-01-06 18:52:12 Opinione di mm40 su "Paris, Texas"
mm40

Wenders ama il Cinema. Wenders ama il Viaggio. Wenders ama sè stesso. Riunisce le tre cose ed ottiene un film scrupolosamente bello esteticamente, che masturbatoriamente indugia sull'idea di incompiutezza che il viaggio della vita trascina con sè. Paris, Texas è un cortometraggio affascinante dilatato fino alla mostruosa lunghezza di due ore e mezza, farcito di autoindulgenti pause e silenzi (il protagonista comincia a parlare dopo circa venti minuti, e nella prima...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Paris, Texas (1984)



2010-10-14 19:24:05 Opinione di wonderkid93 su "Paris, Texas"
wonderkid93

Costruito basandosi su una narrazione lenta, ma sfruttando una storia tutt'altro che banale, il film viaggia su due livelli; uno offre una visione secca, arruginita, torrida del mondo: un deserto dove ognuno di noi vaga alla ricerca di tutto. Il secondo livello è invece fatto di dialoghi interrotti, ricordi che riemergono, grandi ideali e buoni sentimenti (adulti, non buoni sentimenti alla Disney). Se tutta la prima parte è di un umanità e genuinità incredibile,...

voto al film: wonderkid93 assegna il voto sufficiente a Paris, Texas (1984)


2009-07-10 11:22:41 Opinione di Daskabinett su "Paris, Texas"
Daskabinett

UTENTE: LED34 --- 07/07/2009 --- Premetto di non aver visto molti film di Wenders di non conoscerlo a fondo, comunque "Paris, Texas" mi sembra un ottimo film, certo si prende i suoi tempi e le sue (numerose) pause, ad esempio in un film "classico" una storia così sarebbe stata risolta in 1h e 30.

voto al film: Daskabinett assegna il voto sufficiente a Paris, Texas (1984)

4 commenti


2009-07-07 15:38:04 Opinione di LED34 su "Paris, Texas"
LED34

Premetto di non aver visto molti film di Wenders di non conoscerlo a fondo, comunque "Paris, Texas" mi sembra un ottimo film, certo si prende i suoi tempi e le sue (numerose) pause, ad esempio in un film "classico" una storia così sarebbe stata risolta in 1h e 30.

voto al film: LED34 assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)


2008-10-07 19:54:24 Opinione di bradipo68 su "Paris, Texas"
bradipo68

Questo è il classico film di Wenders fatto per dividere perche'qui si trovano presenti in egual misura i suoi pregi e i suoi difetti.Sotto il punto di vista formale è assolutamente splendido.Un America cosi'sconsolatamente vuota e desolata probabilmente un americano non l'aveva mai filmata,ci voleva un europeo per tirar fuori poesia da queste strade sempre dritte che si perdono all'orizzonte,da questi bar polverosi ,da queste case edificate,si fa per dire ,nel bel mezzo del nulla fatto...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)



2008-09-03 09:25:34 Opinione di LorCio su "Paris, Texas"
LorCio

Sperduti in un orizzonte illuminato da riverberi di un sole caldo ed avvolgente, ci ritroviamo catapultati in una zona di frontiera esistenziale in cui avviene un salvataggio fraterno. Per una buona mezz’ora, lo dico chiaro, il film non fila. Wenders si compiace della sua lentezza, a tratti lo si potrebbe accusare senza problemi di una pretenziosità intellettuale abbastanza evidente. Poi succede qualcosa. Sarà quel cielo azzurrissimo e cristallino che fa da sfondo al road movie? Sarà...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)

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2008-08-10 18:21:38 Opinione di sasso67 su "Paris, Texas"
sasso67

Il primo grosso passo falso di Wenders: il regista tedesco sembra voler rifare una sorta di "Nel corso del tempo" in terra americana, ma partorisce una sbobba di una noia mortale, nella quale è da salvare soltanto la colonna sonora di Ry Cooder. Insipida e, come sempre, non attrice, la Kinski.

voto al film: sasso67 assegna il voto pessimo a Paris, Texas (1984)

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2007-02-01 15:01:06 Opinione di H.A.L 9000 su "Paris, Texas"
H.A.L 9000

PARIS, TEXAS - Una casa mai costruita, una vita mai vissuta, un sogno mai realizzato. Un uomo alla ricerca delle sue radici (familiari), del suo passato, della sua identità. Un viaggio nella propria coscienza, nella propria memoria (smarrita) assediata da dubbi ed interrogativi, un viaggio verso il nulla. Un padre ed un figlio, in cammino, divisi da una strada, due mondi, COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI. Marito e moglie, separati, da uno strato di vetro sottile. Vedere, non vedere. Ascoltare,...

voto al film: H.A.L 9000 assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)

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2006-10-02 17:55:46 Opinione di scream su "Paris, Texas"
scream

Emozionante film fatto di lunghe pause, sguardi penetranti ma allo stesso tempo persi nel vuoto, filtrati dal vetro dei loculi che ci imprigionano, spettatori e attori di un'esistenza ormai impoverita che viva sulla scia del ricordo di un tempo felice, che non potrà mai tornare.

voto al film: scream assegna il voto buono a Paris, Texas (1984)




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