Opinione di tafo su Bird
Con Forest Whitaker, Diane Venora, Michael Zelniker, Samuel E. Wright, Keith David
- sufficienti [3]
- positive [13]
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Sul film
Charlie Parker è stata la prima rock-star dedita alla distruzione dei codici artistici dei suoi contemporanei e nello stesso tempo impegnata alla <<distruzione>> della propria vita. Al cinema ha avuto fortuna incontrando un regista a cui non interessa fare un film solo su sesso droga e jazz, e non è cosa da poco vista la sorte toccata ad altri artisti maledetti, di cui si è esaltata la sregolatezza con poco genio. Eastwood supera brillantemente il rischio dell'esempio di vita positivo o negativo, restando in equilibrio tra pubblico e privato, musica e famiglia, vizi e virtù. Equilibrio che convince il regista ad utilizzare registrazioni originali di Bird con l'aggiunta postuma di accompagnatori moderni, per lui che lo aveva ascoltato quindicenne non è ammessa la possibilità di farlo reinterpretare, come dire che l'efficacia della colonna sonora non può essere più importante del valore storico e documentale della stessa. La musica si complica, Parker non sa che farsene del ritmo e della melodia, gira intorno alla base ritmica, la sua musica è un flusso di emozioni e sensazioni che si reggono anche da sole. Anche la regia si complica, la frammentazione della letteratura beat e l'esuberanza del be-bop sembrano giudare la mano di Eastwood che si permette un piano-sequenza tra le vie di New York degno del miglior Scorsese. La narrazione non è mai lineare ma accumulo di ricordi del protagonista, della moglie degli amici e nemici dove la ricerca dell'uomo appare obiettiva se non la più completa possibile.
Sulla regia di Clint Eastwood
Eastwood non conosce il significato della parola agiografia perchè conosce gli uomini, conosce i nostri limiti morali e sa riconoscere il genio altrui senza farsi nemmeno sfiorare dal tipico puritanesimo bigotto americano o dalle facili scorciatoie del maledettismo fine a se stesso.
Sulla colonna sonora
efficace e storica.
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