Seduto alla sua destra (1968)
Con Woody Strode, Franco Citti, Jean Servais, Pier Paolo Capponi
La trama
Un eroe africano, un po' Gesù Cristo e un po' Lumumba, affronta il suo calvario.
Maurice Lalubi, leader indipendentista di un paese africano, è caduto nelle mani di un gruppo di mercenari bianchi. Lalubi può ottenere di nuovo la libertà a patto che firmi una sconfessione delle proprie idee. Lui non cede neppure sotto tortura, ma intanto i capi del governo locale stanno cercando una soluzione per disfarsi di lui. Lalubi muore nel deserto per un colpo di pugnale. Fin dal titolo, ma badate anche alla tortura dei chiodi, il film di Zurlini presenta una doppia lettura cattolico-terzomondista. Il tutto, visto oggi, rischia di apparire un po' datato.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 13/02/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
22 luglio 2010 Opinione di mm40 su "Seduto alla sua destra"
E' un film politico: Zurlini inquadra le vicende del rivoluzionario Lalubi (ispirato, a quanto pare, al personaggio reale di Patrice Lumumba, che nel Congo degli anni '60 compì un percorso simile a quello del protagonista di questo film) con l'intento preciso di dar voce alla rabbia dei popoli sottomessi - nel corso della storia ve ne sono in ogni parte del pianeta - a qualsiasi tipo di vessazione e di crudeltà da parte di altri popoli più ricchi e potenti: dalle...
voto al film: 
13 febbraio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Seduto alla sua destra"
Maurice Lalubi è il leader di un movimento di liberazione non violento. Viene catturato da un gruppo di mercenari bianchi che chiedono l'abiura delle sue idee. Ma neanche le torture riusciranno a venire a capo della sua volontà di resistere. "Seduto alla sua destra" è il film più spiccatamente politico di Valerio Zurlini che non arretra di un centimetro di fronte alla possibilità di mettere in scena la morte dell'innocenza umana ad opera di animi corrotti...
voto al film: 
17 aprile 2004 Opinione di joseba su "Seduto alla sua destra"
Un film di stupefacente intensità sul rapporto tra il ladrone buono e Cristo, ovviamente misconosciuto e sottovalutato. Zurlini spinge sul pedale della violenza e dell'aridità morale dei torturatori dipingendo, per antitesi, una toccante amicizia che nasce nella raggelata oscurità di una cella. Di fronte a Lalubi (Woody Strode), Oreste (Franco Citti) ne percepisce la grandezza spirituale: "Quando un uomo ne incontra un altro, avvertendone la grande statura morale, a lui superiore, e prova...
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