Opinioni
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Foglie d'autunno (1956)
Burrascoso e sassoso melodramma (della solitudine) costruito su misura per una eccellente Crawford, fossilizzata zitella colma di rassegnazione e fredda disillusione. Rude e spigoloso (pare...
Lorne Greene in Foglie d'autunno (1956)
In un cast in cui si opera passando dalla bravura ineguagliabile, all'eccesso, il suo moderato intervento è ben accolto, anche se rimarrà per sempre recluso, nella memoria egli spettatori, nei...
Vera Miles in Foglie d'autunno (1956)
Un bel colpo d'occhio, ed un'interpretazione affusolata ed aguzza, sfortunatamente di breve durata.
Cliff Robertson in Foglie d'autunno (1956)
Per chi non disdegna l'overacting, sussulti garantiti.
Robert Aldrich in Foglie d'autunno (1956)
In un ambito alieno, non perde la bussola: scorza dura, mano ferma e colpi decisi; impossibile sputarci sopra.
Looker - Troppo belle per vivere (1981)
Techno-thriller preveggente, glamourous e con spunti interessanti che non gli consentono, comunque, di raggiungere la sufficienza. Buchi di sceneggiatura a parte (clamoroso quello concernente per...
Susan Dey in Looker - Troppo belle per vivere (1981)
I fan della serie "L.A. Law" avranno il piacere di contemplarla come mamma l'ha fatta. Non male, esteticamente parlando, la sua "scannerizzazione".
James Coburn in Looker - Troppo belle per vivere (1981)
Corbezzoli, certo che in quel periodo si è buttato via in un sacco di filmacci...
Albert Finney in Looker - Troppo belle per vivere (1981)
Per uno che ha studiato alla Royal Academy of Dramatic Art e possiede un curriculum di tutto rispetto, questa parte dà di che pensare. Che si sia fatto irretire dalle fascinose presenze che...
Michael Crichton in Looker - Troppo belle per vivere (1981)
La regia non è un ruolo che gli compete.
Tempeste sul Congo (1953)
E' prerogativa di ogni vero appassionato di cinema apprezzare anche quelle pellicole che nonostante siano prive di invenzioni, piatte come un'asse da stiro, assai convenzionali e per nulla...
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Robert Montgomery in Follia (1941)
Il migliore del lotto. Col suo visino pulito dallo sguardo sbarrato e "malato" ripropone nuovamente ed efficacemente un ruolo che nel precedente "Notturno Tragico" gli valse una meritatissima...
W. S. Van Dyke in Follia (1941)
A sua discolpa occorre precisare che completò il film usufruendo di una speciale licenza di due settimane in quanto stava ancora prestando servizio militare nei marines. Non poteva certo...
Follia (1941)
Con un raggio di sole come Ingrid Bergman quale protagonista, due ottimi attori a supporto ed uno script che Hitchcock e Cukor avrebbero tramutato in oro (vedasi "Rebecca, la Prima Moglie" o...
Il principe guerriero (1965)
Se Parigi val bene una messa, Rosemary Forsyth vale allora un massacro (per beltà si intende, non certo per doti recitative). Impaludato in un recesso di feudo, ma incendiato da ardente passione...
Rosemary Forsyth in Il principe guerriero (1965)
Fa bollire il sangue la pulzella, ma possiede solo un'espressione che si ostina a mantenere sia nuda che vestita, nubile od impalmata. Esemplare caso di underacting, se mai ve ne fosse uno.
Charlton Heston in Il principe guerriero (1965)
Solita fisicità - sempre pagante - ma piallata da un'espressione di nobile fierezza e tempra da vendere, naturalmente.
Franklin J. Schaffner in Il principe guerriero (1965)
Per fortuna sua "Il Pianeta delle Scimmie" non è lontano da venire...
Cold Comfort Farm (1996)
Irresistibile e gustosa commedia spennellata con lo strutto, di fragrante e genuina simpatia, che, senza remora alcuna, si fa beffe del sofisticato incanto fiabesco delle eleganti storie...
John Schlesinger in Cold Comfort Farm (1996)
Da buon vecchio artigiano, ci mette mestiere ed olio di gomito, e nonostante sia una produzione televisiva, non si può certo affermare che per qualità sfiguri con le più blasonate produzioni...
Delitto in pieno sole (1960)
Solo dopo una sospesa e dubbiosa - ed alquanto noiosa a dirla tutta - mezzoretta scopriamo quale sia il vero talento di Mr. Ripley. Talento latente che finalmente si sprigiona, alla luce del sole,...
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Alain Delon in Delitto in pieno sole (1960)
Di solare bellezza. Una gioia, sicuramente, per il pubblico femminile.



