Opinioni
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Memories (1995)
Ottimo lungometraggio d'animazione diviso in tre episodi così diversi, che calzano a pennello per l'intento di riprodurre, anche talvolta fumettisticamente, il sogno, la fantasia e...
La città perduta (1995)
Traspare dalla tecnica registica una dimostrazione di stile e gusto, intorpidisce lo spettatore come se volesse prepararlo a qualcosa di non definito... Purtroppo tutto questo manca di fine, la...
Essere John Malkovich (1999)
Il film presenta immagini davvero interessanti e già dalle prime immagini cattura lo spettatore con un semplice burattino, che se da principio riesce ammaliare, successivamente per l'infittirsi...
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Cose molto cattive (1998)
Non mi sentirei in pace con me stesso se dovessi sostenere la critica di film tv riguardo questo film. Non mi sento di poter far rientrare questo film nel grottesco se per esso non si intenda come...
Commenti: 3
Stigmate (1999)
Pessimo, il film non ha una conseguenzialità, risulta pertanto frammentato ed incongruente. Se fosse solo un problema dell' alone trash che pervade questo lungometraggio,avrei dato una...
Rupert Wainwright in Stigmate (1999)
Questo tipo di cinema hollywoodiano "incassadenaro" lascia a rimpiangere i vecchi periodi di fulgido splendore oramai passato: il gusto dello squallore trasuda in modo orridamente spontaneo....
La donna di sabbia (1964)
Lungometraggio raro nella sua bellezza, che trova la sua manifestazione nell'essenzialità delle sue immagini. Un percorso dialettico che sviscera le contraddizioni dell'uomo, il quale cede alla...
Hiroshi Teshigahara in La donna di sabbia (1964)
Il regista realizza e propone un'opera che per mezzo di accennate allegorie, suscita la vasta percezione di significati, pone così di fronte al pubblico la scelta interpretativa del suo lavoro,...
I sette samurai (1954)
Il film rappresenta un'icona del cinema giapponese, kurosawa non delude affatto le aspettative presentando un film pieno di ritmo e di tensione, la pellicola sembra non subire l'invecchiamento del...
Toshiro Mifune in I sette samurai (1954)
Ottima interpretazione di un personaggio dinamico, pieno di sfaccettature.
Takashi Shimura in I sette samurai (1954)
Ottimo, Shimura non annoia e rende il personaggio ricco di misterioso fascino.
Akira Kurosawa in I sette samurai (1954)
Un Kurosawa che anticipa le tecniche di ripresa odierne sviluppando una storia carica di tensione, un impegno straordinario che non appesantisce lo spettatore.



