kerouac
Iscritto dal: 10 luglio 2008
Nato il: 18/10/1988
Sesso: Maschio
Provincia: Trieste
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Opinioni
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Tra le nuvole (2009)
A volte il cinema si diverte a contraddirsi. E a seminare dubbi verso chi prende ancora sul serio le storie. Tra le nuvole capita a proposito, per demolire i sognatori reduci dalla casa errante di...
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George Clooney in Tra le nuvole (2009)
mai così bravo. Ha nello sguardo finale un dolore trattenuto persino più toccante del Cary Grant di Avventurieri dell’aria.
Avatar (2009)
Requiem per un film. E per le speranze del cinema. L’ipnosi di James Cameron ha foderato gli occhi: inni alla gioia e festose celebrazioni sulla nascita di una nuova era cinematografica,...
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Yuppi du (1975)
Il paradiso può attendere, almeno in Italia. Il paese delle morti bianche e delle vie Gluck asfaltate si è dimenticato di crescere da più di trent’anni . E Yuppi Du...
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Il mio amico Eric (2009)
Eric Bishop è messo male. Si sta ritagliando un posto nella nicchia dei falliti, complice l’alcool e, ad essere giusti, tutto il resto della sua vita. I rimpianti affondano Eric,...
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Vincere (2009)
Cinema ridotto a palcoscenico. Piovono pietre sull’ultimo film di Bellocchio, inzaccherato in ogni fotogramma da una parola che brucia pronunciare: fallimento. A modo suo, “Vincere” ha un...
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L'infernale Quinlan (1958)
Con L'INFERNALE QUINLAN prosegue il viaggio wellesiano nell’umanità perduta, e ancora una volta si tratta di una ricerca senza speranza, disillusa. Partendo da un romanzo di dubbio valore,...
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Bruno S. in L'enigma di Kaspar Hauser (1974)
L'ignoto del cinema. Herzog non ha mai voluto svelare la sua identità. Il mistero del mr. Kaspar Hauser cinematografico. Raramete ho visto una tale immedisimazione. La sua storia personale non...
Werner Herzog in L'enigma di Kaspar Hauser (1974)
E' uno dei film che più ama tra quelli della sua filmografia. E ha ragione. Lui è un gigante nel cinema moderno, il più straordinario esploratore-poeta del nostro tempo. Grazie Werner.
L'enigma di Kaspar Hauser (1974)
“L’innocenza del peccato” di non sapere. Parlare di questo film è come risalire a mani nude la superficie del nostro Io e spogliarci di tutto, regredire a uomini senza niente, senza...
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Il giovedì (1963)
“Risi amaro”. Nel furore della sua creatività (tra il 1961 e il 1963 ha girato UNA VITA DIFFICILE, IL SORPASSO, LA MARCIA SU ROMA, I MOSTRI….) ecco un film straordinariamente dimesso,...
Silvio Bagolini in Il giovedì (1963)
Sorprendente, con empatia da vendere e una faccia agrodolce.
Walter Chiari in Il giovedì (1963)
Merita una menzione speciale. Il cinema non l'ha ricompensato come meriterebbe. Il film senza di lui perderebbe molto della sua mestizia incantevole. Sapeva trascinare chi gli stava attorno,...
Dino Risi in Il giovedì (1963)
Uno dei film a cui era più affezzionato. Forse non è mai stato così umano con se stesso. In fin dei conti è la sua opera della "pietà".
Tenebre (1982)
Uno dei film più interessanti e mostruosamente “autobiografici” dell’horror (?) italiano. In realtà è un thriller che nasce dal firmamento dell’orrore, ma non decolla mai abbastanza per...
Tutto Totò - Premio Nobel (1967)
Il momento cernobyliano di Totò, quando la televisione continuò imperterrita a inflazionare la sua immagine: storie qualsiasi per rigirare alcuni momenti fondamentali della sua...
Poveri ma belli (1956)
Avviso: il seguente signor Kerouac ha sempre apprezzato molto il cinema di Dino Risi, forse perché lo riteneva più corrosivo della soda caustica. Il problema è che con POVERI MA BELLI lo...
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Dino Risi in Poveri ma belli (1956)
La sua regia più sopravvalutata. Capisco che molti ne hanno colo l'ironia, e il disincanto con cui prende in giro questi giovanotti del suo tempo, ma da qui a considerare POVERI MA BELLI un bel...
Laura Morante in Notte senza fine (2004)
Mi è piaciuta parecchio, mai così tanto. A teatro sembra un'altra, molto trattenuta.
Toni Servillo in Notte senza fine (2004)
Inutile parlare bene. E' straordinario, il migliore del gruppo: la sua genuinità, senza forzature o istrionismi, travalica il concetto di recitazione, e dà nuove sfumature al termine...
Galatea Ranzi in Notte senza fine (2004)
Pura teatralità e manierismo, ma condotta sul filo della grandezza. E' una grande attrice.



