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Casino Royale


 



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16/01/2007 voto al film: voto buono

Sul film

James Bond è tornato. Più spartano di Sean Connery, meno edonista di Moore ma con due labbra che si presentano da sole. Addio Mr. Brosnan. Buongiorno Mr. Craig. Quello del ventunesimo episodio è un Bond precario. Al servizio di sua maestà a tempo determinato. “Lo smoking ce l'ho già”. “Questo è fatto su misura”. Siamo di fronte a uno 007 a inizio carriera, quando ancora non è l‘infallibile agente segreto visto nelle pellicole precedenti…lo sta semplicemente diventando. Il Bond di Daniel Craig è ironico e tagliente al punto giusto, con lo sguardo da “canaglia dal cuore tenero” decisamente azzeccato, un personaggio in piena evoluzione, da testa calda, allergico all’autorità delle prime battute, allo spavaldo e egocentrico uomo seduto al tavolo da gioco “Un Dry Martini. Tre parti di Gordon, una di vodka, mezza di Kina Lillet, agitato con ghiaccio e poi aggiunga una fettina di limone”. Dopo essersi guadagnato i famigerati due zeri, quindi la licenza di uccidere, James Bond è sulle tracce di Le Chiffre, uno spregiudicato banchiere che finanzia organizzazioni terroristiche. L’intervento di Bond manda all’aria i suoi piani e il brutto ceffo, dalla lacrima di sangue facile, si ritrova così con una bella gatta da pelare. Per sanare il gap da circa 150 milioni di dollari, Le Chiffre organizza un’esclusiva partita a poker niente popò di meno che al Casinò Royal nel Montenegro. Sopravvissuto a una notte di bluff, strategie, inseguimenti, docce con vestiti, morti momentanee e torture, sarà l’amore a piegare l’agente britannico e a condizionare il suo destino sentimentale. La spia ispirata al primo romanzo di Fleming è già a suo agio dentro all’azione, alle location esotiche, allo smoking o alla guida della Aston Martin ma è ancora privo di Q e dei suoi gadget supertecnologici, del sesso premio e della presentazione cool. In Casinò Royal tutto ha l’incanto ma anche la brutale materialità della prima volta: prima uccisione, primo inseguimento, primo amore. Scopriamo le origini di James, le sue donne fondamentali, il motivo per cui diventerà misogino e soprattutto l’agente più disincantato, cinico e impertinente dell’emisfero occidentale. Sbaglia Bond qui. Lo fa subito nella prima scena d’azione infinita e alquanto al di sopra delle normali possibilità umane. Sanguina, è tumefatto, si fa prendere dalle emozioni. Ma ci piacciono i suoi errori di valutazione. Li rimpiangeremo poi. Le promesse mancate della sua amata Vesper Lynd feriscono molto più di una tortura disumana per cui: “La puttana è morta e io sono Bond. James Bond”.

Sull'interpretazione di Daniel Craig

007 Labbra Bollenti approvato!!


SI

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