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Garage Olimpo


 



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23/12/2008 voto al film: voto buono

Sul film

Agghiacciante film sui come sparivano i desparecidos in Argentina durante la dittatura militare. E' un colpo allo stomaco, ma è giusto vederlo per sapere e per non dimenticare. La stessa maggioranza degli argentini di allora non ne sapeva niente; sentivano solo il suono di una radio accesa provenire da un garage abbandonato. Si sapeva che molti venivano arrestati e poi non tornavano indietro, ma ci si illudeva che venissero detenuti in qualche carcere. La verità era invece spaventosa. Da brivido è anche il ritratto degli aguzzini, cinici o meglio sadici, per i quali tortutare e uccidere era la più naturale delle operazioni. Il male tuttavia rimane male, e come tale sfibra e consuma, come il capo torturatore che la sera torna a casa senza il minimo rimorso ma stravolto da una stanchezza che va oltre il lavoro fisico compiuto. Il personaggio più interessante è certamente il ragazzo della protagonista, la quale passa quasi in secondo piano. Andato a fare quel mestiere per mero opportunismo, sa bene che quello che sta facendo è male, ma lo fa ugualmente. Qualche scrupolo in più gli viene quando deve torturare la ragazza di cui è innamorato. La sua ambiguità, il suo dondolare tra coscienza e opportunismo, amore e tortura, è agghiaccinate. Siccome in fondo è anche un vigliacco, non è capace di darci un taglio neanche quando la sua ragazza sale sul camion della morte. Ma non credo che bisogna scandalizzarsi troppo che esistessero individui così malvagi come gli aguzzini (specie quello che si prende la casa). Ci sono in ogni società e fanno il male che possono fare nella loro condizione, era solo che in Argentina il sistema disumano che vigeva permetteva loro un pieno sfogo del loro sadismo. Gli orrori che succedono in quel garage vengno continuamente contrapposti con la vita esterna, che scorre indifferente e ignara. Il male che si compie lì dentro spaventa ancora di più proprio perché fatto con naturalezza e indifferenza. Lo stile del regista è antispettacolare, con pochi movimenti di macchina, affinché l'attenzione sia concentrata sull'orrore stesso. La violenza non è mai compiaciuta (guai se fosse così) e viene mostrato quel tanto necessario, mentre il più viene lasciato immaginare, il che non è meno efficace.


SI

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