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26/07/2005 h. 21.01 Registi: I più grandi genere: Western

Gli abissi del Western: Delmer Daves.

Delmer Daves, mai troppo raccomandato, ha regalato alla Storia del Cinema alcuni western indimenticabili per la loro unicità, per la loro valenza di inquientante indagine psicologica: pur servito da storie corpose e ottime sceneggiature, ciò che interessa veramente a questo indagatore dell'animo umano sono i personaggi, perchè agiscono come fanno,e come interagiscono tra loro. I suoi film sono raramente d'azione pura, e la tensione deriva più dall'insondabilità della mente umana, che dal movimento degli attori e della macchina. Nel '47 raggiunge il culmine del suo cinema "interiore" con un film che western non è, ma che rimane sicuramente un capolavoro assoluto del Cinema: "La fuga", dove entriamo nei panni stessi di un immenso Bogart e viviamo in soggettiva un'ora della sua esistenza. Magistrale.

  1. Delmer Daves "L'amante Indiana" (1950): precursone della 'riabilitazione indiana', entra e scava nella psicologia di un conflitto raziale destinato a non morire...
  2. Delmer Daves "Vento di terre lontane" (1955): un melodramma quasi shakespeariano, un dramma della gelosia in ambiente western, cupo e torbido.
  3. Delmer Daves "L'ultima Carovana" (1956): di nuovo lo scontro tra razze, culture, modi di vivere, e di nuovo un altro protagonista antieroe, nè buono, nè cattivo, nè bianco, nè rosso... Sfumature.
  4. Delmer Daves "Quel treno per Yuma" (1957): la summa del suo western psicologico, interiorizzato, con alcune grandi lezioni di cinema.
  5. Delmer Daves "Cowboy" (1958): arriva anche ad analizzare il tema per eccellenza del filone western, ovvero l'amicizia virile, l'antagonismo tra maschi, ma sempre dai contorni ambigui, sfumati.
  6. Delmer Daves "L'albero degli impiccati" (1959): il suo western più noir, più disperato (nel senso di senza speranza), con un che di malato che si rispecchia nella grande interpretazione di Cooper.
  7. Delmer Daves "La Fuga" (1947): il suo capolavoro assoluto, eppure agli esordi della carriera, porta agli estremi la sua indagine interiore entrando nel suo personaggio, mimetizzandosi con lui, in una soggettiva indimenticabile...
SI

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