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05/01/2006 h. 00.02 Attori: Volti da ricordare genere: Biografico
A PROPOSITO DELLA GEISHA

A PROPOSITO DELLA GEISHA

Il mio giudizio positivo sul patinato “MEMORIE DI UNA GEISHA” prende lo spunto da un vigoroso riscontro emozionale alimentato dalla nutrita sequela di lussureggianti immagini che invitano ad una condiscendente predisposizione d’animo e, più in generale, ispirato da una costruzione narrativa la quale, ahimé, sotto il suo robusto strato di patinatura denota comunque un certo eccesso di preziosismi calligrafici e non difetta sicuramente di intendimenti didascalici, pressoché inevitabili d’altra parte a causa dell’intrinseca difficoltà di assimilazione da parte di un bacino d’utenza oltreoceanica di una mentalità agli antipodi di quella macdonaldiana, per la quale sovente il termine “geisha” è assimilabile con quello di “prostituta”. Indispensabile a tal punto richiamare le parole dell’accattivante Mameha (Michelle Yeoh): “REMEMBER, CHIYO, GEISHA ARE NOT COURTESANS. AND WE ARE NOT WIVES. WE SELL OUR SKILLS, NOT OUR BODIES. WE CREATE ANOTHER SECRET WORLD, A PLACE ONLY OF BEAUTY. THE VERY WORD GEISHA MEANS ARTIST AND TO BE A GEISHA IS TO BE JUDGED AS A MOVING WORK OF ART.” Ma limitarsi a tali generiche considerazioni sarebbe sicuramente rendere scarso merito ad un’opera che soltanto nel finale scade in un facile sentimentalismo di facciata, ma che per quasi l’intera sua parabola narrativa ci permette di abbandonarci alle più intime sensazioni derivanti dalla visione di sequenze dall’ammaliante fascino esotico, ravvivato a tratti da sottili raffinatezze visive della medesima consistenza delle trame di fili di preziosa seta. Appare a tal punto inevitabile abbandonarsi a tutta una serie di vibrazioni interne che marciano di pari passo con la folgorante ascesa alla gloria di una Zhang Ziyi tutta da baciare e da venerare in devoto silenzio, che neppure gli scoppi di un irreparabile conflitto, peraltro appena accennato di straforo per non turbare oltremodo gli equilibri narrativi della vicenda, riescono a distogliere completamente dalla sua passione segreta (A STORY LIKE MINE SHOULD NEVER BE TOLD... I WASN'T BORN TO A LIFE OF A GEISHA).

  1. Zhang Ziyi CHIYO, crisalide dagli occhi stracolmi di tenerezza che si trasforma a poco a poco nella meravigliosa farfalla SAYURI. Ingenuo sguardo che ammalia, candida innocenza che divora. Con l’occhio rivolto a un domani precluso al sogno dell’oggi.
  2. Gong Li HATSUMOMO, personaggio dal sangue che ribolle, squarciandole, in tutte le sue vene, la carne ghermita e posseduta dal fuoco d’un febbrile livore, indotta a vagare (non) suo malgrado nel rancoroso regno dell’intolleranza.
  3. Michelle Yeoh MAMEHA, pigmalionica presenza che con la sua presenza riveste di raffinati preziosismi gli aliti segreti di un mondo racchiuso nel suo guscio dorato e precluso al bolso arrembare della decadenza, ossia alla capziosa aridità delle menti occidentali.
SI

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