
1. Kusty,TelespallaBob ed alcuni interrogativi morali
Krusty il clown è stupido e ignorante: non sa leggere, non si cura di migliorare se stesso ed è tronfio e fiero della sua volgarità. Telespalla-Bob, invece, è molto colto, ama il bello ed è infastidito dalla mediocrità di Krusty. Quest’ultimo è dedito ai vizi: alcol, fumo, sesso-facile. Bob è invece salutista e di alti principi. Entrambi commettono atti esecrabili, ma il clown lo fa per denaro, per il potere e per vivere nel lusso ed ottiene sempre una lauta e soddisfacente ricompensa; il secondo agisce per questioni di principio (come la sua crociata contro la televisione), per rimettere in equilibrio una società basata sull’ingiustizia e finisce regolarmente in prigione. E infine, Krusty è amato e venerato ha un’audience soddisfacente e vende milioni di gadgets. Telespalla è odiato e sbeffeggiato, viene sparato da un cannone e si rode il fegato nella sua solitudine. Guardando una delle puntate storiche (l’arresto di Krusty) di quello straordinario specchio sociologico che sono i Simpson mi è capitato di riflettere su due categorie della personalità. Lo stupido e volgare di successo e il raffinato e machiavellico perdente. Una divisione sicuramente dogmatica e categorica: ci sono senz’altro diverse gradazioni tra queste due categorie. Eppure, tale dicotomia risulta ampiamente identificativa del modo di essere della maggior parte degli uomini. Ma allora dov’è il confine tra l’agire per il bene o per il male? Che cosa è realmente giusto e cosa sbagliato? Plagiare e corrompere la mente di migliaia di ragazzini regalando loro stupidità e volgarità o eliminare chi lo fa? Perché la cultura non dà felicità? Perché l’intelligenza e la sensibilità producono odio, invece che amore e rispetto per le differenze? Chi è il migliore tra Krusty e Bob? O meglio, chi vorremmo essere dei due? Quanti Krusty e Bob ci sono nel mondo? E’ possibile dividere tutti gli esseri umani in queste categorie? Quando e fino a che punto è giusto provare invidia verso chi è “peggiore”, ma ha una sorte “migliore”? Se risponderete con onestà a tali quesiti, quale “partito” prenderete? L’onestà del trarre vantaggio dalla propria insulsaggine e da chi la apprezza (la felicità effimera degli stolti: Krusty) o l’onesta di ammettere la sconfitta e l’invidia, sebbene in coerenza con voi stessi (l’insoddisfazione faustiana di chi non accetta la realtà nella sua inaccettabilità: Bob)?
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