
Ma che razza
di film è questo STAY. Ieri mentre sorseggiavo la mia "calma" seduto su divanetto di una multisala, allo spettacolo notturno... STAY di Marc Forster, regista alquanto interessante che dopo l'ottimo esordio di Monster's ball ha diretto il bel NEVERLAND. Immerso in atmosfere grigio-acqua, pallide e crepuscolari, un film anomalo, non giudicabile. Senza dubbio un'operazione affascinante, per dirla con gergo "tecnico". Certo, non proprio mainstream, il che è già qualcosa. Ma la domanda, quella che spunta sempre è la stessa: "fare del cinema anticonvenzionale, fuori dagli schemi e dalle logiche del mercato, un po' granuloso e anacronistico, dunque senza TEMPO non esistendo per me l'orologio, è poi così importante?" Eastwood ha dimostrato il contrario, con una classicità fin troppo "pesante" e retorica. Forster, giovincello di grandi ambizioni, punta in alto, con un thriller a mio avviso molto bello. Ora, non sodomizzatemi, non mi par l'occasione né il soggetto, che sarei io, si presta a simili operazioni, scusate la volgarità, ma è d'uopo. Ed ora parliamo(ne): uno psichiatra, interpretato dal solito impeccabile, ma che dico (usando in loop la desinenza ALE) magistrALE, eh sì, ripetiamolo... Bravi... Rewind, nastro che si attorciglia, pause, spingi play, ok, GO: "... che aiuta un giovane ragazzo ad uscir dalle sue psicosi (a dir il vero appare molto più normale lui per tutto il film di un'umanità senz'anima). Il signor McGregor ci è già riuscito, salvando l'adesso DOLCE META' Naomi Watts, in grande spolvero, con spolverini invernali e gli oramai immancabili "jeans bassi", un po' Sasch, un po' James Dean versione donna. Il nobile McGregor riuscirà nell'impresa? Che dire, forse no, forse sì, ma non svelo alcunché, andate a vederlo e sappiate gustarlo, ma non come colui che mi stava accanto. Mi alzai di scatto e lo coprii con offese del tipo: "ma dove siamo allo zoo?" Mangiava popcorn e ruttava "in silenzio" con la mano davanti alla bocca. Al 27 minuto del film gli ho afferrato la gola e l'ho castigato con un "premo più forte?" Lui rimase sconvolto, e da allora, ogni notte, ha contatti mediatici per cambiar vita e diventar un uomo TRAINSPOTTING, senza morali, senza terapia, senza la vita giudeocristiana. Il che, forse, succede. Così la società capirà che la competizione odierna genera casini.
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