Visioni soprannaturali- 4.400
Raramente si vedono in tv telefilm di alta, altissima qualità. In questi ultimi tempi, però, i serial televisivi sono migliorati moltissimo, arrivando persino ad influenzare e, in alcuni casi, ad oscurare il cinema. 4.400 è uno di questi prodotti di ottimo livello, uno dei nuovissimi telefilm “paranormali”, che affonda le sue radici nella fantascienza pura. Accattivante nella messa in scena, misterioso, ipnotico, teso, avvolgente ed avvincente, è concepito quasi come un lungo film, una storia corale, che intreccia inquietudini ed enigmi (apparentemente) irrisolvibili, problemi adolescenziali, drammi, morti sospette, poteri mistici, incomprensioni, romanticismo e amore, solitudine e diversità, visioni apocalittiche, thriller e azione. Un mix di personaggi, di generi, emozioni e vicende che si intrecciano le une con le altre con mirabile armonia, rendendo la narrazione ad incastro, esaltata dal montaggio in parallelo, ancor più appassionante. Il grande fascino di 4.400 non è solo nella buona sceneggiatura o nel calibrato incontro/scontro delle storie, ma risiede anche nella caratterizzazione delle psicologie dei personaggi e nell’avvenimento fantastico che fa da motore degli eventi: la scomparsa/ricomparsa dei ritornati, di questi sbalorditi, sbandati, stralunati, confusi, disperati, persi 4.400. Gente comune: Richard, il pilota di colore che “ritrova” l’amore della sua vita; Lily, la giovane madre fragile e coraggiosa dal cuore spezzato; Jordan, il ricco (e ambiguo) uomo d’affari; il commesso del banco del pesce che scopre nobili ideali; un presunto ex serial killer, e ancora Shawn, l’adolescente tormentato dai sensi di colpa e dai compagni di scuola e la piccola Maia, l’orfana dallo sguardo triste e chiaroveggente. Tutti loro tornano mutati, non nel corpo ma nello spirito, con qualcosa in più che non hanno chiesto, un dono speciale, che li rende unici, superiori e, inevitabilemente, DIVERSI, novelli X-men dei nostri giorni, temuti, discriminati, emarginati, odiati, dei “freaks” a cui è stato concesso, in un modo non del tutto chiaro e tutto da scoprire, di salvare il mondo. Splendida la conclusione della prima serie, non resta che attendere la seconda, sperando che i tasselli del mosaico trovino il loro giusto posto.
- Joel Gretsch
Il protagonista: dubbioso, confuso, ma determinato a scoprire la verità, a difendere la sua famiglia e a trovare un senso ad avvenimenti, apparentemente, inspiegabili - Jacqueline McKenzie Diana Skouris, la scienziata: razionale, concreta, cinica, scopre, però, di avere un cuore.
- Patrick Flueger
Shawn: l'adolescente inquieto, tormentato, deriso, che si scopre capace di guarire i corpi... ma non le anime - Conchita Campbell
Maia, la meravigliosa chiaroveggente. Bravissima, incanta con uno sguardo. - Laura Allen Lily: fragile ma coraggiosa, innamorata e dolcissima. Uno dei personaggi più riusciti
- Billy Campbell Ambiguo, affascinante, spregiudicato...il lato oscuro dei "ritornati".
- Peter Coyote Il supervisore della NTAC: metodico, navigato, calmo, disposto a tutto pur di seguire personalmente la vicenda e proteggere (almeno per ora) i ritornati
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