Al cinema non fa freddo
Ho intitolato la mia playlist "Al cinema non fa freddo" ricordando il titolo di una bella raccolta di (appassionate) recensioni dello scrittore Giuseppe Marotta messa insieme (con altrettanta passione) da Gianni Amelio. Ma, mi chiedo: come si può elencare solo sette film in cima ad un empireo ideale? Si vorrebbe che la cima di questa montagna fosse affollata di titoli fino a farla franare sotto il loro peso. Ignoro se abbia senso, se i titoli dei film più amati della nostra vita non cambino di giorno in giorno, o di minuto in minuto. O magari, in seguito a nuove, entusiasmanti scoperte che continuamente riserva il cinema.
- Lettera da una sconosciuta (1948) Impossibile non commuoversi di fronte a questo capolavoro di un grande regista, Max Ophuls, troppo dimenticato. Dimenticandosi che l'invece sin troppo ricordato Kubrick gli deve moltissimo, per sua stessa ammissione.
- Due soldi di speranza (1951) Ambientato a Boscotrecase, paesino alle pendici del Vesuvio, si tratta di un film miracoloso, quasi un documento antropologico, che racconta con mirabile levità, dialoghi geniali (di Titina De Filippo!) e ritmo indiavolato la vicenda di una coppia di disgraziati, un ragazzo e una ragazza, che vorrebbero sposarsi ma circondati come sono da adulti egoisti, e immersi in una miseria senza remissione, faticano parecchio a riuscirci.
- Il cielo può attendere (1943) Perché è un film di Ernst Lubitsch. Bisognerebbe elencarne almeno altri dieci nella playlist, ma come si fa? Uno però voglio nominarlo, curiosamente l'unico che non è una commedia: "Broken Lullaby or The man I killed" (L'uomo che ho ucciso)
- 8 e 1/2
Come non si fa a considerare questo film, così come "la Dolce Vita", con la stessa soggezione con cui si ammira il "Giudizio universale" di Michelangelo? - La fiamma del peccato (1944) Come perchè? Ha ragione Woody Allen: "La fiamma del peccato" non è solo il più bel film di Billy Wilder, è il più bel film di tutti!
- Il terzo uomo (1949) Perchè mi fa piangere quando lo vedo. Così come il finale di "Bellissima", come "Luci della città" di Chaplin, come "Il ladro di bambini" di Amelio, come "Lettera da una sconosciuta", come l'episodio "La maison Tellier" de "Il piacere" di Max Ophuls...
- Sentieri selvaggi (1956) Il più grande western di Ford? Il più grande apologo contro l'odio per il tuo nemico? Il più grande John Wayne, che ti piaccia o no? La più grande odissea che racconta un'ossessione? Il più grande... Non lo so più, dite voi.
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