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05/06/2006 h. 23.09 Registi: I più grandi

GRANDI REGISTI, GRANDI COMPOSITORI

ANTON BRUCKNER, chi era costui? Un uomo dalla figura minuta e dall’espressione impaurita che ha saputo conquistarsi un posto d’onore tra i migliori sinfonisti del periodo tardoromantico. Persona profondamente cattolica, di professione organista in una chiesa, creatore di melodie oceaniche, di chiara ispirazione religiosa, che costituiscono però uno dei tanti esempi presenti nel mondo dell’arte che qualsiasi sia la religione che ispira un’opera, quello che emerge è qualcosa che va al di là del credo religioso che la origina, un innalzamento di significato che travalica la stessa intenzione ed ispirazione dell’autore. E cosi come chi visita un tempio dell’antichità classica, anche se dedicato alla dea-mucca, respira sempre un’aria di “Sacro”, o cosi come chi ammira i grandi affreschi di una chiesa avverte la presenza di qualche Entità Superiore, chi ascolta una delle 9 sinfonie di Bruckner compie un viaggio nella pura spiritualità. La predetta oceanicità delle melodie che compongono le sinfonie non riguarda solo la loro lunga durata. Si riferisce anche alla vastità di orizzonti verso cui protendono. Melodie che sembrano originarsi dal “nulla”, con gli archi che iniziano a vibrare in sottofondo creando da subito la sensazione di un mondo misterioso, che procedono con periodi di catarsi meditativa, per poi raggiungere una serie di intensificazioni successive di crescente densità emotiva, con grandiose culminazioni di tensione ed esplosioni ritmiche irruenti, a volte quasi “eruttive”, come il fluire energetico di un fiume in piena che sfocia in una grande cascata. Quest’ultima associazione con le manifestazioni della natura non è l’unica che si può dedurre da queste musiche, anzi l’autore insiste spesso nell’evocare sentimenti di armonia con le forze della Natura. Lo fa come forma di devozione e ringraziamento al suo dio, ma questo riferimento cattolico non è vincolante per poterne usufruire il messaggio musicale sottostante, cioè la comunione dell’uomo con la Natura quale unica origine e unico riferimento per la sua evoluzione spirituale, indipendentemente da chi si ritenga ne sia stato il creatore. Compositore molto amato in Austria (suo luogo di nascita) e in Germania (patria delle migliori orchestre che hanno la sua musica sempre in repertorio), è purtroppo poco seguito in Italia. Eppure se si immagina di inserire tutti i compositori sinfonici (da Haydn a Mahler) in un’ideale piramide, Bruckner ne costituisce il vertice. Ancor più di quanto lo sia il più seguito Mahler, che ha musiche innovative ed originali che però pagano l’eccessiva tendenza allo sperimentalismo. Tra le sinfonie più popolari di Bruckner vi sono la quarta (detta “Romantica” appunto per sottolineare l’amore per la Natura) e la settima (quella scelta da Visconti per accompagnare il suo “Senso”). Tra i maggiori esecutori bruckneriani vanno segnalati Herbert Von Karajan (che ne ha saputo sottolineare l’ardore mistico) e Daniel Barenboim (eclettico pianista e direttore che ne ha rimarcato il lato meditativo). Come direttori italiani si sono messi in evidenza, anche a livello internazionale, il compianto Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Meno bene ha fatto il pur bravo Claudio Abbado, che col suo stile asciutto è più adatto per una musica meno coinvolta e meno profonda. Avvicinarsi all’ascolto di queste 9 sinfonie non è semplice, ma prendendo confidenza con la loro natura musicale si entra in una nuova dimensione sonora che proietta verso un mondo dagli orizzonti sconfinati, senza trascurare il travaglio interiore che l’uomo deve affrontare per raggiungerli. Tutto questo era Anton Bruckner, creatore di una sorta di (quasi) decalogo in musica alla Kieslowski.

  1. Luchino Visconti (SENSO) – Anton Bruckner: Sinfonia n. 7
  2. Luchino Visconti (MORTE A VENEZIA) – Gustav Mahler: Sinfonia n. 5
  3. Stanley Kubrick (ARANCIA MECCANICA) – (Ludovico Van) Beethoven: Sinfonia n. 9
  4. Stanley Kubrick (2001 – ODISSEA NELLO SPAZIO) – Richard Strass: Così parlò Zaratustra --- Johann Strauss jr: Sul bel Danubio blu
  5. Stanley Kubrick (EYES WIDE SHUT) – Dmitrii Shostakovich: Jazz suite
  6. Milos Forman (AMADEUS) – W.A. Mozart: composizioni varie
  7. Klaus Kinsky (PAGANINI) – Nicolò Paganini: composizioni varie
SI

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