Chi vorrei essere
Alla domanda che mi pongo CHI VORREI ESSERE mi salta alla mente, in un battibaleno la domanda al contrario: CHI NON VORREI ESSERE? E subitaneo, senza ombra di dubbio, replico: ANDREA PEZZI. Rappresenta, almeno questa è l'impressione che mi fornisce a PRIMA VISTA, forse uno sguardo più attento e ravvicinato mi farebbe ricredere, ma stando al mio fiuto, al mio olfatto, a quel che mi trasmette, la mia percezione poche volte si sbaglia, è tutt'alpiù suscettibile di REvisione, ma la visione generale è purtroppo, si chiama ACUMEN, giusta. Andrea Pezzi, cosa non tollero di quest'uomo? La sua parlantina liceale, da saputello pieno di gastriti, da Verter borghese, un 35enne, e quando divenne famoso ne aveva assai meno, tronfio e prosopopeico, che ha una malattia: l'ematoma del cervello. Copritelo di garze, tamponatelo, impedite che quell'ascesso neuronale mieta altre vittime, dissanguandosi. Non sta mai fermo, è adrenalica la sua oratoria, favella, cinguetta, ciangotta, borbotta, miagola, mugola, latra, nitrisce ma non POLTRISCE. Sarà... a me piace la gente modesta con eleganza. Ecco non quelli che si stravaccano, ma quell'indolenza, quella "negligenza" Lebowskiana, che ammira, contempla, giochicchia col Mondo, lo introietta nelle vene respiratorie, lo defluisce e ne fruisce. Ecco, quella gente, gente "modesta" ma che sotto sotto SA IL FATTO SUO. Come direbbe BUD SPENCER: IO STO CON GLI IPPOPOTAMI. Meglio il formaggio sulla pasta delle formalità, meglio il deforme alla forma. Eh sì, rallegriamoci e brindiamo tutti in coro, girovagando nella notte fluorescente come zanzare pallide. IL SANGUE, ricordate, è buono e gustoso, e punzecchiando lo inali nel Cuore. Il CUORE, batte, e sono botte, per la tua coscienza e per chi, ottusamente, si rinchiude nelle sue ottusità robotiche, da pingui maestrini. E chi vorrei essere? Ora, non so. Esatto, vorrei essere MR. NON SO, quello che si fa delle domande, prima fa la guerra ai delinquenti e poi ne diventa amico, anzi ci scrive pure un libro sopra, che va a Lucca alla mostra dei fumetti e poi lecca il gelato, zucchero vero, zucchero di qualità. Ecco, in effetti, non sto bene. Ieri notte il vicino ha chiamato l'ambulanza. Han suonato alla porta. "Apra FALOTICO" siamo gli infermieri. Ho aperto e li ho condotti in sala. E poi loro mi han detto: ma lei sta benissimo, spariamoci un film ché il turno è finito. E ci siamo sparati AL BAR DELLO SPORT, la storia di un operaio-metalmeccanico che fa TREDICI. Ma non è felice lo stesso, anzi i suoi guai si sono moltiplicati. Gli amici vogliono derubarlo delle sue ricchezze, le donne vanno con lui solo perché ha i soldi e Jerry Calà balla un valzer a Nizza, il che non è il massimo, esteticamente parlando.
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