PROVACI ANCORA, SUSAN!
E brava la nostra rosseggiante Susan! Se l’è certamente strameritato il Premio “Ragusani nel mondo” (oltre al bonus della cittadinanza onoraria elargitale dal Comune di Ragusa), che, come da regolamento “vuole rendere un pubblico omaggio, in modo semplice e spontaneo, a tutti quegli iblei che, al di là del concetto tecnico e classico di emigrazione, si sono affermati all’estero nel campo delle proprie attività professionali ed artistiche, dando lustro alla provincia di origine e contribuendo ad affermare ed esaltare nel mondo le doti di laboriosità, fantasia, intraprendenza, vivacità, inventiva.” Tripudio di luci e di suoni. La cerimonia si presenta né più e né meno in modo altisonante. Un cast di tecnici alle consolle, tra cui anche un sosia di Lucio Dalla, che a vederli sembra di trovarsi nel bel mezzo di un concerto di Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, (per la delizia del nostro Rototom) ed invece no! Certo, gli ospiti musicali non mancano, mentre di qua e di là rimbalzano a dismisura le note caduche di “My way” (And now the end is near and so I face the final curtain....) ma chi li ha visti? Io no di certo, non tanto per l’eccitazione del momento, ché della cosa non me ne cale poi più di tanto (non mi sono trascinato dietro neppure la mia fedelissima D 50, avendo previsto in anticipo che la marea di posti paradisiaci riservati alle “Autorità” avrebbe confinato quelli assegnati al pubblico in una specie di Purgatorio, o Limbo fracchiano che dir si voglia, gratificato fortunatamente di qualche esiguo monitor televisivo di pochissimi pollici, onde seguire adeguatamente l’avvenimento mondano) ma piuttosto per il fatto che per quanto mi riguarda ogni sorta di emozione congenita da divismo cinematografico, così come la famosa Alice di scorsesiana memoria, non abita più qui, nel senso che tali manifestazioni sono avvezzo a seguirle in modo compassato, da testimone ormai aduso a tastare con mano il vuoto emozionale derivante dalla vista di siffatte e cotante star che al di là di una sana e genuina curiosità non mi stuzzicano di certo più del dovuto, salvo forse la mia divina Winona, ma questa è un’altra storia, lasciamola al suo dorato letargo per ora. E non me ne voglia Ciak2000 che al contrario di me farebbe fuoco e fiamme per appropriarsi di un lembo del mantello della sua amata Scarlett Johansson che purtroppo continua a dargli buca, nonsisacome e nonsisaquando. Ma il ragazzo è giovane, e sicuramente prima dello scoccare dei sessant’anni della sua Dea riuscirà ad appropriarsi come minimo del di lei costume da bagno profumato alla lavanda, lasciando nuda e cruda la poverina a battere i denti per il freddo in un rigido (po)meriggio veneziano. Che dire di più. Tutti ad aspettare la performance della Diva che dal canto suo se ne sta seduta in un poltronissima in prima fila coadiuvata dal suo fedele cugino, traduttore simultaneo ad hoc. Sinceramente mi spiace di non poter far menzione degli altri quattro premiati, ma la mia memoria ballerina non è riuscita a registrare null’altro che qualche estemporaneo bla bla bla né più né meno , fors’anco, come la nutrita massa dei calienti spettatori. Tutti aspettano infatti Susan la rossa dai capelli fiammeggianti e nient’altro che lei. Ma in fondo chi sono gli altri premiati al suo confronto? Scienziati? Statisti? Scultori? Quant’anche fossero dei pezzi realmente grossi (e non chiedetelo a me, ripeto, perché i loro nomi sono scivolati rapidamente via dalla mia mente, anzi non ci sono neppure entrati) volete mettere invece una Diva del cinema di siffatta maniera? Roba da far tremare le vene dei polsi a chicchessia, altro che storie! Ma bando alle ciance, visto che sto rischiando di confondervi le idee, ecco che finalmente un servizio registrato inizia a sputacchiare le lodi della superpremiata: “Susan Sarandon, una delle attrici più amate nel firmamento di Hollywood....e via discorrendo.....ecologista e pacifista, nel 1968 interviene in favore degli studenti americani...etc. etc, etc......nel 1991 l’attrice interpreta lo splendido road movie “Thelma e Louise” e così via per un quarto d’ora almeno (chi fosse interessato al testo completo non ha che da chiedermelo). Ed ecco quindi che la diva sale sul palco, acclamata a furor di popolo, tra diluvi di applausi e di flesciate da cinque megapixel ed oltre e ad onor del vero, pur pronunciando poche parole in italiano e rifugiandosi quindi in quello splendido inglese (sconosciuto ai più causa doppiaggio) che noi tutti le riconosciamo da sempre, se la cava davvero alla perfezione, andando avanti a ruota libera per un buon lasso di tempo. Ma la classe in questo caso non è acqua. E si vede. “Sono molto felice” parole di lei che risuonano nell’aere profumato a festa “di essere qui con mia madre nella città dei miei antenati. Sono molto contenta della generosità della gente e porterò una parte di Ragusa con me, nel mio cuore, negli Stati Uniti.” Beh, per farla breve niente di particolarmente eccitante, ma il carisma c’è e si vede, diamine! Ed anche una certa sincerità che traspare da tutti i pori di lei. Forse qualcosa di più di semplici frasi di circostanza, ad ogni modo una serata che i compaesani locali della nostra Diva non dimenticheranno tanto facilmente. E neppure lei, specie a causa della tumultuosa calca della folla che al momento della partenza non le concede la minima tregua, sommergendola di lampi digitalizzati e di richieste di autografi. E’ duro purtroppo il prezzo della gloria e chi la vuol cavalcare sa bene in anticipo a cosa va incontro. E figuriamoci poi lei, la nostra navigata Diva, che seppure in condizioni precarie non manca di dispensare smaglianti sorrisi a destra ed a manca. Ma la memoria di nonno Criscione s’impone e il dolce calice va trangugiato fino in fondo. Sei forte, bella e gagliarda, my dear, quest’ultimo complimento non posso proprio negartelo! Che dire di più? Provaci ancora, Susan, e che Bob Roberts, anzi la forza, sia con te!
- Susan Sarandon Ed ecco che Pretty Baby, la libellula che non deve volare, si addentra in un percorso infernale toccando il paradiso, alla ricerca dello schermo velato.
- Susan Sarandon E dal momento che Miriam si sveglia a mezzanotte nella tempesta di Atlantic City, Usa, non le possiamo negare quattro passi sul lenzuolo in posizioni compromettenti.
- Susan Sarandon Il tutto, è ovvio, a base di romance & cigarettes con le piccole donne nemiche amiche, ovvero due amiche esplosive stile dead man walking, nella lontana Elizabethtown.
- Susan Sarandon Sembra quasi che voglia chiedere a tutti “shall we dance?”, ma di donne valorose, di donne di valore come lei, ancora insieme in un’arida stagione bianca se ne trovano ben poche.
- Susan Sarandon E che calda emozione quindi spalmarsi addosso l’olio di Lorenzo insieme a Thelma & Louise, Alfie, il re degli zingari e Bull Durham, un detective particolare.
- Susan Sarandon Ma è questo il prezzo della liberta’, il destino fatale della mia adorabile nemica circondata dai ghiacci, che spazzerà via il cliente, ovvero lo spacciatore.
- Susan Sarandon Colpevole fino a prova contraria, peraltro illuminata in un caldo twilight di settembre, aspetta ancora, beata lei, un amore sotto l’albero. A Ragusa ovviamente, e dove se no?
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