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24/09/2006 h. 00.29 Registi: I più grandi

"Il culto di Godard" e i maestri sottovalutati

«Ritengo che sia più facile idealizzare ciò che si vede sul grande schermo quando non si capisce cosa voglia dire. Fare ciò è terribilmente snob e terribilmente alla moda. Non condivido per nulla un simile atteggiamento. Ritengo che vi siano film stupendi girati in Europa, ma che nondimeno vi siano film stupendi girati qui. Prendiamo l'anno scorso: quattro film superbamente diretti che vengono subito in mente: A sangue freddo, Gangster story, La calda notte dell'ispettore Tibbs e Il laureato. Film che superano di gran lunga tutto ciò che dall'Europa sia venuto nello stesso periodo. Non amo stilare elenchi perché dimentico certe altre cose e la gente si offende, ma penso che un certo atteggiamento idolatre, tra certa critica, debba finire. Penso che l'idolatria più perniciosa di tutte sia il culto verso Godard. Lo ritengo un compagno di grande talento, ma non voglio commentare il suo lavoro. I culti crescono fomentati da certa gente, e nessuno li ferma. Spero che il suo non lo distrugga.» L' "atteggiamento idolatre" di cui parla Frankenheimer in questa intervista del 1969, purtroppo, penalizza tanti grandi registi che finiscono ingiustamente nel dimenticatoio. Gente che in molti casi vale quanto un Kubrick, un Orson Welles od un Godard, ma che, vuoi per la scorrettezza politica delle tematiche che affronta, vuoi per la sfortuna produttiva dei suoi film, rimane confinata entro i margini di un "genere" o di uno stereotipo "promoveatur ut amoveatur".

  1. John Frankenheimer Un poeta dello schermo. Per la critica soltanto un "solido regista" dal robusto impegno civile.
  2. Fernando Di Leo Non ha nulla da invidiare a Petri o a Fellini. Ma per la critica è solo un autore di b-movie.
  3. Emidio Greco Apprezzato soltanto da una trasversale fascia di estimatori, ci regala aurei momenti di regia in film come L'invenzione di Morel.
  4. Val Guest Tesissimo, malinconico, raffinato. Vale un Godard, ma per Mereghetti è "un regista mediocre".
  5. William Cameron Menzies Geniale talento visivo dal gusto squisitamente iconografico, dirige i film come illustrava i libri per l'infanzia.
  6. Robert Stevenson Dall' "espressionismo romantico" de La porta proibita all'assoluta perfezione di Mary Poppins: non è certo inferiore ad un Welles, ma per la critica è "un regista per bambini".
  7. Danny Huston Appena ventiseienne gira Mr North, un capolavoro ignorato dallo spocchioso accademismo critico. Dimostrando di avere la mano di suo padre.
SI

Commenti

  • 14 aprile 2012, 22:11 di steno79

    Emidio Greco è molto apprezzato da Morandini che dà 4 stelle ad alcuni suoi film come La giacca verde; anche il documentarista e regista di fiction Luigi Faccini è preso molto sul serio da Morandini che assegna le 4 stelle a ben 6 film da lui diretti nell'ultima edizione del suo dizionario, più di quante ne riceva Antonioni che ha 5 film a 4 stelle. Ma qualcuno può seriamente affermare che Faccini sia più importante di Antonioni?

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